Premi Letterari: Il girotondo della Casta Cultura

Il recente Campiello l’ha dimostrato al di là di ogni ragionevole dubbio: bastava seguire la disarmante diretta televisiva. Ormai i Premi Letterari, l’unico valore, è quasi un test in[...]

Marinetti Il recente Campiello l’ha dimostrato al di là di ogni ragionevole dubbio: bastava seguire la disarmante diretta televisiva. Ormai i Premi Letterari, l’unico valore, è quasi un test in controluce sulla qualità delle penne sensibili e intelligenti in circolazione.

Ammirare Vespa e la vincitrice, la noiosa e mediocre Margherita Mazzantini, simulare la Parola, in un contesto più prossimo al Ballo delle Debuttanti o a un salotto di qualche Club pseudoculturale è ormai l’unico romanzo vincitore mai scritto!

Persino peggio ne escono gli scrittori, almeno Vespa nel suo campo specifico fa almeno discreta televisione: i veri scrittori infatti evitano certe buffonate e prese in giro al pubblico e alla gente.

I copioni son sempre gli stessi, neppure più celati: spiritismo letterario, con concorsi, premi già decisi a … tavolino dai medium leggi case editrici, altro non può essere l’esito che ectoplasmi…

Ancor peggio, è una sorta di Tavola Rotonda della Casta Letteraria italiana: se i Premi son 10, dal Campiello allo Strega eccetera, la Tavola gira sempre con gli stessi commensali e con lo stesso santo Graal: una volta vince Tizio e gli altri 9 Caio e Sempronio son tra i giurati e così via. Raramente passano libri decenti, il più delle volte le vendite son virtuali persino, nel senso che finiscono per convenzione e segreto tacito, quasi massonico, negli scaffali come arredamento, un poco come alcuni libri di Umberto Eco

Certamente spiccano il superconvenzionalismo neopassatista degli scrittori stessi (salvo eccezioni): narcisismi visibili autoreferenziali al limite di certo solipsismo se non autismo grammaticale, tutto più prevedibile di un Bignami del duemila.

Va da sé, oggi son persino accreditati sedicenti Corsi di Scrittura Creativa: addirittura basati non su magari metodologie complesse di derivazione scientifica, semiotica, cibernetica o psicoanalitica o almeno fenomenologica: si delira ancora dei segreti iniziatici dello Scrittore presunto genio, quando l’unica “scuola” letteraria è semplicemente leggere quantitativamente quasi le grandi opere di poeti o romanzieri.

Quando, forse è persino più accessibile certo Tesoro della Parola, ormai, nel 2009, era dell’Immagine e della scienza, se filtrato con capolavori del Cinema (preferibilmente non italiano!).

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