Novembre 1989: Nessun futurologo, sociologo, servizio segreto l’aveva previsto. Giovanni Paolo II, Walesa e Gorbaciov erano già presagi concreti della fine prossima della dittatura comunista e sovietica nell’Europa dell’Est, ma qualsiasi eventuale bookmaker neppure ci avrebbe scommesso 1 marco o 1 rublo! Alla vigilia, persino, c i fu un’adunata ufficiale celebrativa dei dinosauri paleocomunisti, segretari di Partito inclusi, ancora canterini de l’Internazionale! E nello spazio, come noto, alcuni astronauti partirono …. sovietici, festeggiarono in…orbita, poi ci rimasero anche alcuni mesi in più per il caos derivato dall’improvvisa accelerazione della Pereistroika voluta dallo stesso Gorbaciov….
20 anni fa, improvvisamente, come per uno tsunami imprevisto, pacificamente il Muro di Berlino crollò, si concluse la Realtà e il Mito del Comunismo, finì anche il Novecento, come dichiarato dallo stesso Veltroni, a Berlino per le celebrazioni a Bruno Vespa nello special sull’evento di Porta a Porta.
E una volta tanto la Televisione appare rivelatrice del suo ruolo rivoluzionario: immagini anche quasi tutte deja vu e già nella cineteca della Storia, il muro che crolla quasi come marzapane sotto la pressione dei tedeschi dell’est e dell’ovest, tra l’incredulità generale, con la stessa Stasi .. di frontiera ufficialmente senza ordini, per fortuna in rigorosa immobile presenza:
Un errore di comunicazione da parte delle Autorità comuniste dell’Est, (la svolta doveva essere operativa il giorno successivo), elemento inquietante eppure storicamente ancor più significativo. Nonostante tutto, la vita e la storia sono imprevedibili e l’imprevedibilità delle cose umane non necessariamente concernono tsunami e terremoti, ma anche svolte epocali clamorose e assolutamente biofile, come il Muro a Berlino 20 anni fa!
Sempre nello special di Vespa, anche alcuni aneddoti più eloquenti di qualsivoglia tomo letterario. La fuga tempo prima, di una ragazza tedesca dell’est, favorita dal giovane amante italiano, con strategie geniali, tutt’oggi marito e moglie. Come nelle favole….
Di lì a poco, tutto l’Impero Sovietico collassò, sconfitto pacificamente, probabilmente, più che dalle parole sterili dei politicanti, dal divenire storico tecnologico e della comunicazione che avevano per anni rosicchiato il Big Brother di Moska, svelando sempre più la vera natura totalitaria, spesso peggio del nazionalsocialismo hitleriano, dei cosiddetti Paradisi dei Lavoratori.
A parte, la liberazione dell’Europa e dei tedeschi, quali valori suggerisce tutt’oggi il Grande evento storico del 1989? Innanzitutto un monito mai archiviabile per certe tendenze apocalittiche contemporanee attuali: come per il disarmo nucleare appena precedente avviato dallo stesso Gorbaciov e da Ronald Reagan, la storia illustra fatti progressisti indiscutibili e segnala, nonostante, oggi, crisi economiche o terrorismi islamici vari, il motore ancor appunto in Avanti, propulsivo della Storia stessa, la follia di qualsivoglia ipotesi neoluddista per risolvere i gravi problemi persistenti e-o inediti del neonato mondo globale.
La caduta del Muro è la data ufficiale della fine del moderno e del Novecento anche totalitario, dell’Ideologia, ma non in senso meramente relativo, come talune forze oscurantiste tutt’oggi affermano o sottintendono, pseudoalternativi…. E’ la nascita, non solo intellettuale o estetica dei tempi postmoderni, la fine di qualsiasi alternativa al modello democratico e al cosiddetto Capitalismo, anzi la fine del primato dell’Economia, codice o struttura o sovrastruttura mentale a una dimensione, finalmente, (ma il processo è appena nell’infanzia epocale e spesso malinteso dai contemporanei) l’avvento dell’informazione al posto della religione dell’economicismo come energia nucleare e solare…, l’anno zero delle società evolute tecnologiche.
E l’imprevidibilità della caduta del Muro, dell’eutanasia naturale della Guerra fredda è anche un ottimo input futuribile: nonostante certo apparente impasse dell’Occidente con le nuove barbarie islamiche, probabilmente all’improvviso nei prossimi decenni (o almeno è scenario possibile), anche la Mezza Terra ancora in mano a dittature e tiranni, senza democrazie e libertà, imploderà.
Perché, anche le questioni oggi apparentemente drammatiche e insolubili tra Occidente e Islam (e Paesi Musulmani e-o arabi per la precisione), non saranno mai risolti con respingimenti, guerre, accoglienze indiscriminate, collaborazionismi eurabiatici. Soltanto (e questa è la grande rimozione dell’ Unione Europea , dell’Onu e dell’ Occidente in genere, sintomo di sonnambulismo mentale non solo spiegabile con la necessaire realpolitk) da future democrazie nelle aree calde della Terra ancora pre-tecnologica la ricetta (complessa, ma non utopistica) del futuro prossimo.
Soltanto la fine delle teocrazie autoritarie nei paesi musulmani (e anche altrove nel Terzo Quarto Mondo cosiddetti), l’avvento della democrazia tra quei popoli è l’unica risposta globale per azzerare terrorismi islamici e globalizzazione, mondialismo selvaggi, semplicemente vicoli ciechi nell’era di Internet e dei Viaggi Spaziali. Soltanto la Democrazia (e persino scientifica, più evoluta delle gestalt..attuali) potrà pilotare e ridimensionare in un mondo libero…. certo neonomadismo e attuale planetario, non segnale di sovrabbindanza ed espansione, di spirito di avventura volontà conoscitiva e di bellezza degli umani, ma di involuzione storica e insicurezza planetaria (e di ingiustizia interculturale, sia ben chiaro).
Oggi l’ultima pietra del Muro di Berlino sia lanciata metaforicamentenei nei paesi musulmani, per liberare quei popoli, donne e bambine oppresse da secoli, come l’osso dell’ominide nell’ouverture di 2001 di Kubrick verso lo Spazio. L’Astronave Terra, libera e democratica, multietnica in nome della libertà della conoscenza della bellezza e del Progresso, non può più attendere.

Roberto Guerra








