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Quale il futuro della scrittura e-o della Parola, alla luce di Internet, senz’altro nuovo medium ottimale per poeti e scrittori, capace di dribblare certa casta culturale italiana, nello stesso tempo oceano infinito di ardua decifrazione a livello critico e creativo, almeno in superficie? Alcuni giovani e nuovi scrittori, attivi nel web ma anche off line, già discretamente noti provano a rispondere timidamente, provvisoriamente, coraggiosamente (visto il tema non facile)…. * (Speciale ringraziamento a Gianluca D’Aquino per la fondamentale collaborazione).
D-La Parola e la Scrittura sul Web: Fine darwiniana dei Libri o Nuova cibercultura nascente?
R (GIANLUCA D’AQUINO)
Forse è quasi un messaggio futurista, ma come democratica apertura al connubio di tutti gli stili, a un’orgia letteraria in piena regola. Il futuro potrà essere diverso e reinterpretato, si potranno mettere paletti, temi o quant’altro, oppure si continuerà su questo filone, sull’idea di assenza di preclusioni, così da essere da tutti e per tutti
R(MANUELA VIO) Questa è una bella domanda… premetto una cosa, per quanto mi riguarda, il mio bel libro fedele amico di molti viaggi, con la sua bella copertina e le sue pagine stampate, non morirà mai. Quando leggo un libro ho una soddisfazione che a volte non riesco molto a esprimere a parole, perché non è che lo leggo e basta, lo vivo, mi emoziono, mi immedesimo nel personaggio, nelle situazioni. Adoro leggere, amo proiettarmi nel mondo dei protagonisti, vivere le loro emozioni, quando leggo, ho sempre la matita in mano per sottolineare le frasi che mi colpiscono di più, quelle a cui do un significato particolare e le riporto su di un quaderno, che a volte prendo in mano e rileggo con piacere. Un libro, per me, non è solo un libro e basta, ma è un amico che mi tiene compagnia e quando finisco di leggerlo, lo chiudo, guardo la copertina e rimango lì, ferma a pensare a ciò che ho appena finito di leggere, la lettura di un libro ha, per me, un significato particolare, che il web non potrebbe mai e poi mai pareggiare. Sì, è vero, internet è comodo e tutto quello che vogliamo ma non si può certo confrontare con il buon vecchio libro stampato e tenuto in mano. Mi auguro che i libri tradizionali, quelli che si sfogliano, quelli ai quali accarezzi le pagine ogni volta che ne giri una, esistano adesso e per sempre.
R (ALESSIA BALDI) Può essere l’inizio della fine solo se le nuove generazioni, invece di utilizzare il web solo come mezzo di divulgazione e distribuzione di cultura letteraria aggiuntivo rispetto a quello tradizionale che dovrebbe pur sempre essere alla base, lo sostituiranno integralmente ad esso perdendo il contatto, a mio avviso più autentico, con il vecchio foglio di carta, con la manualità dello scrivere inteso come operazione artistica e, ancora più importante, perdendo la capacità di comprensione di questa autenticità che non può che riflettersi anche nei contenuti.
Scongiurato questo pericolo, l’utilizzo delle nuove tecnologie non può che essere positivo.
R(ANTONIO SILVANI) Quando nacque il cinema qualcuno disse che sarebbe stata la morte per qualunque tipo di teatro… quando nacquero i fast-food qualcuno disse che i tradizionali ristoranti avrebbero avuto le ore contate… Sicuramente la scrittura sul web ha conquistato una bella fetta del mercato delle “parole”, magari progredirà ancora ma, penso, la cosa sarà limitata a tematiche e contenuti tecnici e a racconti e novelle (di cui buona parte pornografici) ma il fascino del vecchio, caro, tradizionale libro non tramonterà mai.
Se, secondo il calendario Maya, inoltre, nel 2012 finirà il mondo, i futuri abitanti del nostro pianeta forse troveranno i vecchi libri e non certamente delle parole sparse per l’etere!
R (CLAUDIO BRAGGIO) >Il web è un ulteriore veicolo di promozione e di aiuto alla lettura, ma non riuscirà a decretare la fine del libro di carta. Non appena avrà sviluppato davvero le sue potenzialità, il suo avversario diretto sarà la televisione. Il web può invece essere alleato del libro e insieme possono aprire nuove prospettive o addirittura nuove frontiere. Mentre la televisione, giocando con l’interattività, finirà in un “cul de sac”.
R(DANIELE CHIEGO) Credo che la nuova realtà della scrittura sul web sia un modo per aiutare gli scrittori ad emergere e per avvicinare i giovani alla lettura. Può rappresentare un ostacolo ai libri tradizionali, ma non l’inizio della fine degli stessi.
R(MASSIMO LEITEMBERGHER) La scrittura sul web non ha nessun futuro, se intendi i blog, restano delle bolle di informazione, spettacolo, cultura che appassionano un certo numero di persone, in Italia si è ancora troppo affezionati al libro cartaceo, anche questa comunque è una domanda noiosa… forse non mi piacciono le interviste, voglio Daria Bignardi!

Roberto Guerra








