MILLE MIGLIA 2010 : e della stupidità politica

Un fatto ha scosso la Regione Rossa, Emilia-Romagna in questi giorni: Regione Rossa un tempo, da Togliatti a Berlinguer, fiore all’occhiello della sinistra italiana, non propaganda, ma fatti[...]

MILLE  MIGLIA Un fatto ha scosso la Regione Rossa, Emilia-Romagna in questi giorni: Regione Rossa un tempo, da Togliatti a Berlinguer, fiore all’occhiello della sinistra italiana, non propaganda, ma fatti concreti indiscutibili.

Oggi, è davvero passato un secolo da tale scenario: la Regione da un pezzo è in mano alle mani poco pulite di cloni antelitteram costruiti quasi in provetta con il peggior Dna comunista e quello doc demcristiano. Cattocomunismo non stop. Cattocomunsimo: dopo la recente trombata del fumettistico Dario Franceschini nell’ultimo PD Congresso, talmente obsoleto e persino superato magari nel Lazio dal nuovo trend della sinistra alla deriva (nonostante l’onesto ultimo traghetttore Pier Luigi Bersani, magari capace a medio-lungo termine di miracoli ma..ora?), ovvero il Cattoculismo!

Diceva Freud: il crollo del Centro, dell’equilibrio, spesso è annunciato da lapsus apparentente secondari: più che dall’invasione clandestina incontrollata (dove vigili e forze dell’ordine hanno il’dis-ordine tacito-in Emilia Romagna- di dis-applicare la legge Bossi-Fini e di tollerare vu compra e parcheggiatori pizzisti anche nei Centri Storici), più che dalla mafia ormai radicata nella Regione Rossa, da Parma a Modena a Bologna a Ferrara.

Eventi secondari rivelatori proprio a Ferrara, icona in quanto città capitale cattomunista con l’Era Franceschini segretario del PD, nonché passpartout originario probabile della Mafia in Emilia, anni fa con lo scandalo omertato e ovattato del noto Palazzo degli Specchi (Cattedrale cattomunista del Nord insuperata!), tutt’oggi troneggiante in città come come una Reliquia mostruosa gigante…

Ci riferiamo alla fuga da Ferrara, dopo quasi un secolo (dal 1927) della celebre Mille Miglia, Ferrara sempre tappa obbligata finora, anche dopo il rilancio virtuale non agonistico della Manifestazione simbolo della modernità italiana…Già, non solo l’unico evento ferrarese (come la mitica Spal in Serie A, anni 50/60 di Paolo Mazza che portava a Ferrara 20000 tifosi-turisti) realmente conosciuto fuori dalle Mura ancora medievali della città estense… ma icona del Novecento, del modernismo incompiuto italiano…

Comunque prima o poi doveva succedere: nonostante un Assessore alla Cultura Regionale ferrarese che si vanta di usare pochissimo Internet (D’Alema fa scuola…), noto ecologista, ovvero il Dottor Alberto Ronchi, peraltro contradditorio da sempre: svecchiatore con una buona poltica di rinnovamente rockpop di certo andazzo passatista culturale regionale e ferrarese, nemico di futurismi e automobili inquinatori…, ma consapevole rispetto ai ferraresi in giunta del valore simbolico delle Miglia Miglia. E Ronchi ha scatenato una bella querelle sulla questione: in fondo le Miglia Miglia 2010 salteranno Ferrrara, ma non Bologna!

Mentre a Ferrara e Roma, Franceschini gran lavoratore inde-fesso per mesi e mesi per autoincoronarsi leader della sinistra (un caso di visione psicopolitica), e i suoi notebook modello Commodore 64 in città neppure avevano più in agenda le Mille Miglia: l’ex sindaco in primis Sateriale (noto per avere elargito 100000 euro per due o tre serate teatrali al Maestro Ronconi), ora ambizioso futur assessore alla cultura regionale (!!!!), il suo erede (meno sfacciato ma…) Tiziano Tagliani sulla Poltrona di Primo Cittadino (già noto a Ferrara per avere persimo ispirato il Governo a svendere le reti pubbliche), l’Assessore alla Cultura Massimo Maisto.

Quest’ultimo ha spiegato la fuga a Bologna delle Mille Miglia con una serie ripetuta di banalità da Sussidiario delle Scuole Elementari di memoria Beppone/Don Camillo (senza la verve e l’autoironia ovvio di Guareschi!): insomma è sembrato, per dirla con l’Ariosto, fuori di senno.

Poi, secondo copione, a Ferrara, secondo lo stile proprio di Drome-Dario Franceschini dopo, quando il colpevole è già su Marte, tutti ciarlano, politici, giornalisti, intellettualini neppure mandarini ma clementine.., chiacchierano a vuoto, immaginano soluzioni (tranne i curatori e organizzatori delle Mille Miglia che anche nei neuroni vanno ad altra velocità rispetto ai politici, non solo cattocomunisti), poi alle prossime regionali voteranno sempre secondo ipnosi ormai quasi catatonica, psicologia dei pitecantropi, o del sonnambulismo….

E la città del silenzio dannunziana, etichettata città di fossili dal ferraresissimo Vittorio Sgarbi, distante anni luce dalle glorie dell’Ariosto, Biagio Rossetti, Corrado Govoni, Giorgio Bassani, Roberto Pazzi, Carlo Rambaldi (fuggito via anni fa dopo il No al suo progetto di un villaggio scientifico proprio nel ferrarese di gran link turistico-culturale, ma…..), unica Area anche marittima della Riviera Adriatica senza una ferrovia città-mare, si rivela sempre più davvero un Laboratorio in vitro della fine della mitologia comunista. Nazionale….

Ovvero: Della Stupidità Politica, relativista, scollegata sia dai valori storici (indiscutibili) dell’ex PCI, sia dai nuovi valori possibili di una modernità, altrove, non solo divenire verso il futuro, ma etica della conoscenza e dell’Immaginazione.

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