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Poesia e Internet: breve intervista allo scrittore Riccardo Roversi

Emilia-Romagna: lo scrittore emiliano Riccardo Roversi ha risposto gentilmente ad alcune domande relative al divenire della poesia, la parola e la scrittura in generale nel’era di Internet.[...]

Libro dello scrittore Riccardo Roversi

Emilia-Romagna: lo scrittore emiliano Riccardo Roversi ha risposto gentilmente ad alcune domande relative al divenire della poesia, la parola e la scrittura in generale nel’era di Internet.

Dibattito attualmente disseminato nella Rete: non solo per il grande utilizzo libero del nuovo medium da parte di molti giovani poeti, scavalcando quindi le normali vie pre-Internet, ma anche per l’nteresse costante di alcuni dei maggiori poeti italiani contemporanei (a partire ad esempio da Pontiggia sia per l’ormai attività on line - non più solo a livello di vetrina e di bonus-link - da parte di alcune delle più importanti riviste letterarie italiane, da “Anterem”, a “Poesia”, a “Argo”

Roversi è noto in certo ambiente letterario overground: tra minimalismo e postavanguardia è stato uno degli ultimi collaboratori di certa avanguardia “storica” nazionale: l’esperienza del futurismo post1944 di “Futurismo Oggi” e Enzo Benedetto, Francesco Grisi, Luigi Tallarico, Antonio Fiore e altri.

Anche giornalista e collaboratore di importanti magazine specializzati on line (Teatro Org), Riccardo Roversi, tra le sue opere letterarie principali vanta senz’altro il testo poetico/teatrale molto d’avanguardia “Periplo di millennio” (portato più volte in scena dalla regista parigina Alexandra Dadier), recensito anche in siti di cultura scientifica rilevanti. Proprio per lo sfondo poetico totale e cibernetico che attraversa l’opera, tra Adriano Spatola ed echi dello stesso straniante, oggettivante, quasi robotico e immenso Carmelo Bene. Roversi tra l’altro ne ha edito anche una versione trailer on line, proprio recentemente per l’editing neofuturista ..

D. Roversi, Internet uccide o salva la poesia italiana, sovente espressione ormai di logiche mercantili neocommerciali, anziché basata sul talento e la creatività?
R. Internet è ormai uno strumento divulgativo e documentativo imprescindibile, pur con tutti suoi limiti. Foese non è ancora così indispensabile dal versante creativo, quantunque Joyce e Beckett ci abbiano insegnato, già diversi decenni fa, che la poesia e la narrativa, intese come categorie letterarie autonome, non esistono più (sebbene non è detto che tale contingenza non abbia nuovamente a modificarsi in un prossimo futuro). In ogni modo, la “scoperta” di Internet è come quella della ruota: la civiltà non potrà più farne a meno.

D. Che fine ha fatto la neovanguardia?
R. La neoavanguardia ha fatto il suo tempo. Oggigiorno, secondo me, i veri “avanguardisti” sono gli scrittori che sanno scrivere BENE, sia dal punto di vista sintattico grammaticale che da quello creativo.

D. Torniamo a poesia e Internet…
R. Abbinamento non facile. Anche perché Internet è futuro allo stato puro e non ha alcun passato, mentre la poesia affonda le proprie radici nell’esperienza luminosa dei classici prima e rivoluzionaria degli avanguardisti poi; insomma la poesia ha genitori, nonni, avi, ecc., Internet no, non ha “padri” ma solo “figli”. Riusciranno a comporre una famiglia? No, se sarà uno solo dei due “genitori” a tendere al comune archetipo dell’arte; sì, se entrambi (o nessuno dei due) vi tenderanno.

In sintesi: rapide e trasparenti parole per il duemila, di Roversi, tra i più originali, atipici postpoeti… del nostro tempo: poeti e scrittori che non rifuggono l’orizzonte inedito postumano o del web, ma l’ attraversano con l’obiettivo tacito di irradiarlo sia di necessaria ricerca sperimentale e linguistica sia di presunta (secondo altri autori arretrati) indicibile nuova Bellezza, vista invece come sfida e scommessa eccitante.

Un filo oggi senza fili anche, wireless, almeno nella cifra, nella poetica italiana di novecento crepuscolo e aurora Duemila, felicemente già sussurato e espresso, tra altri, dai vari Andrea Zanzotto, Mario Luzi, Edoardo Sanguineti, Nanni Balestrini, Paolo Ruffilli, Lamberto Pignotti, Enzo Minarelli, Roberto Pazzi, Fabrizio De Andrè, Franco Battiato, Lucio Battisti… la stessa indimenticabile Alda Merini, tra neo e-o postavanguardia, poesia totale, poesia immaginale e persino poesia pop.

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