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Radio Radicale: Resistenza elettronica

Come ben evidenziato nel cstampa che riproduciamo e nel sito Radicale, una guerra fondamentale per la libera informazione è recentemente scoppiata in Italia. Non tanto per la Rete e Internet, di cui[...]

logo Radio RadicaleCome ben evidenziato nel cstampa che riproduciamo e nel sito Radicale, una guerra fondamentale per la libera informazione è recentemente scoppiata in Italia. Non tanto per la Rete e Internet, di cui persino i cibercolti (eufemismo…)politicanti nostrani intuiscono l’impossibilità di qualsivoglia controllo, “Echelon” nazionale efficace se non in forme moto circoscritte, parziali e comunque provvisorie,

Ma per la vecchia Radio … di Guglielmo Marconi…. e dell’unico archetipo italiano dal secondo novecento garanzia ineguagliata di democrazia, libertà, libera cultura, libera sessualità, libera ricerca scientifica, stato di Diritto non statico alla Parmenide ma dinamico, capace di autorettificarsi come il più fantascientifico supercomputer.

Al di là delle ipotesi di verità condivisibili o meno, giuste o fallaci che siano, erano, o saranno: i radicali da Marco Pannella e Emma Bonino, la stessa Oriana Fallaci a Radio Radicale eccetera, appunto… sono insomma il miglior vaccino ad ogni tentazione autoritaria e antidemocratica (anche relativamente parlando) da parte della Casta dei Politici e dei loro vassalli, valvassori, valvassini disseminati nelle sottocaste della stampa stessa o dei media, della magistratura, della finanza e dell’economia italiane.

Laddove, in Italia, dall’Unità nazionale di Cavour e Garibaldi al fascismo, al Pci, a Craxi Andreotti Berlusconi , i diversi modernismi all’italiana son sempre stati annacquati, vuoi dal liberalismo ottocentesco, vuoi dal Concordato e dalla nota involuzione autoritaria, vuoi da certo stalinismo genetico, vuoi dalla stessa metafisica cattolica, vuoi da certo turbocapitalismo selvaggio, il Movimento Radicale sarà ricordato dagli storici futuri come l’unica rotta metapolitica.. autenticamente laica, moderna, scientifica e futuribile, al passo con l’evoluzione sociale tecnoscientifica.

Pertanto, certo rischio concreto di stop dopo oltre 20 anni del medium importante e fondamentale di Radio Radicale, da tempo, dopo Internet, associata tra l’altro al network di Fai Notizia, tra le migliori astronavi “giornalistiche” on line italiane e non solo, dovuto a pretese inedite azioni legislative istituzionali sull’interfaccia Stato- Informazione (vedi Cstampa), nel caso dei radicali, chiaramente una malcelata museruola, esige una firma futurista nel senso letterale del termine- di lungimiranza culturale, quantomeno, di complicità ancor più che solidarietà, destinata probabilmente, nel caso si verifichi il peggior scenario, a far radicalmente…. mutare idea ai possibili Velinatori

Ecco l’appello Radicale:

“Dopo 33 anni che Radio Radicale, per generale riconoscimento, ha svolto e svolge un servizio pubblico senza precedenti e senza confronti possibili, si è forse sul punto di impedirle questa funzione, proprio nell’attuale contesto della comunicazione e della democrazia in Italia.

Non si tratta della vita di Radio Radicale, ma del continuare ad assicurare una funzione pubblica da decenni fornita ai cittadini e alle istituzioni, in una situazione in cui nessun altro svolge lo stesso servizio alle stesse condizioni, come dimostrano i fatti e i dati raccolti in questo dossier:

Ti chiediamo di firmare l’appello perché venga rinnovata la convenzione tra lo Stato e Radio Radicale per il servizio di trasmissione delle sedute del Parlamento, servizio assicurato da Radio Radicale fin dal 1976 senza alcuna interruzione, e dal 1994, a seguito della vittoria della gara per l’assegnazione del servizio, attraverso la convenzione……”

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