Bersani ha svelato le carte, in questi giorni, dopo la svolta nel cosiddetto PD, la fine dell’equivoco Franceschini: un nuovo scenario e stile politico a sinistra, sottolineato anche da Berlusconi e il Pdl, ma nello stesso tempo deludente e debole.
Probabilmente, il nuovo leader del centrosinistra, non poteva, in tale fase di convalescenza e prognosi ancora non sciolta, del PD e della sinistra italiana non massimalista, fare e dire di più: la politik, in Italia, si sa è un dinosauro, va alla moviola, mentre Berlusconi continua a fare goal, soprattutto mentre il Divenire storico e politico in Italia marcia ad Alta Velocità.
Certamente, è un fatto, il diverso Linguaggio di Bersani, la sua lealtà intellettuale espressa da un software di critica e alternativa direttamente politici, senza le devianze degli ultimi 15 anni verso la Magistratura e il Giornalismo gossip, inaugurano davvero una nuova stagione irreversibile nel centrosinistra. Critica costruttiva possibile, innestata in particolare, sulla sperimentazione ed elaborazione di una Sinistra Alternativa di Governo, con tanto di Programma in progress e attualmente appunto in working…..
In tale nuovo linguaggio e Alternativa politica, certamente s’avverte l’eco dei pochi Intellettuali non rettilizzati dell’Area della Sinistra, su tutti Cacciari, una visione della società anche mediatica finalmente più complessa, non riducibile solo al mitizzato Conflitto d’Interessi, maggior rispetto verso la maggioranza degli italiani (che da 15 anni vota liberamente il Cavaliere)…
Tuttavia, Realpolitik o meno, alla fine il messaggio globale del nuovo PD di Bersani appare debole e deludente. Anche gli aspetti fondamentali, importanti di svolta di cui sopra, esigevano più potenza comunicativa e articolazioni più evolute e raffinate nella storica complessità.
Soprattutto: continuano i residui della vecchia e suicidale politica di Prodi e Franceschini. La Rosy Bindi come presidente…. è anacronismo epocale! La rottura definitiva con la deriva terroristica culturale di Di Pietro e l’estrema sinistra, estinta, ma ancora metaforicamente armata, non c’è stata.
Certamente, segnali di differenza verso quest’ultima area Bersani li ha anche espressamente indicati, ma la Democrazia futura italiana, lo stesso progetto di una new gauche in Italia, alternativa, del duemila, postmoderna e futuribile lo domandano senza se e senza ma.
L’abbandono annunciato della Politica dello stesso Cacciari è un pessimo segnale: al contrario Bersani avrebbe bisogno di spiriti liberi del genere al suo fianco o almeno complici; ottima l’indicazione perturbante per l’ala democristiana residua, di un forte svecchiamento, di forze nuove giovani da innestare e valorizzare nel Partito, ovunque, da Roma alle periferie. Ma una nuova Intellighenzia del nostro tempo, anche aideologica, aperta e appunto consapevole dei nuovi scenari postmoderni, persino postumani, sarà fondamentale per la sinistra italiana attualmente al Bivio.
Questa Intellighenzia assieme a nuovi soggetti giovani, figli finalmente dell’era di Internet e dei viaggi spaziali, non più della Resistenza e dell’Antifascismo, ormai – nei fatti- diventati miti neo-oscurantisti (sia ben chiaro nei suoi effetti contemporanei, da rivivificare semmai con appunto nuovi linguaggi capaci di trascendere l’attuale retorica che ha congelato quella altrettanto genetica indiscutibile tradizione della sinistra), sarebbe il propellente nuovo per riattivare sia l’antitradizione moderna del PCI fino al genio di Berlinguer, sia per innestarla nell’alternativa vincente di una nuova Tecnosinistra, nuovamente prototipo di Partito del Futuro e del Progresso.
Sia la questione mediatica che ambientalista, la globalizzazione in breve, domandano svolte, rispetto all’andazzo postProdi, a 360°: nuovamente il Reale a lo zeitgesit tecnoscientifico come password del nuovo sistema operativo a Sinistra. Piaccia o meno, come lo stesso Gramsci forse meno noto, quello mediatico, anticipò sorprendentemente.
Vale a dire: sull’ecologia, sull’immigrazione e la globalizzazione, bisogna ascoltare la voce del popolo che paradossalmente vota Berlusconi su questi temi! A sinistra è inrinviabile una svolta Occidentale su tali questioni cruciali, non solo a livello astratto culturale, ma se non altro, a livello di strategia politica (come con i Media) per non perdere più! Non ultimo sulla…magistratura, semplicemente una casta, quindi sulle riforme dinamiche necessari per la giustizia, e persino sulla Costituzione, oggi anche anacronistica.
Bersani può vincere le prossime elezioni se… appunto quasi facendo tabula rasa delle politiche in ambito mediatico, giuridico, ecologico, sulla sicurezza, postprodiane e buoniste e fantascientifiche apocalittiche, che hanno quasi estinto la sinistra progressista possibile, avrà il coraggio di rompere l’ultimo tabù’, anche controcorrente rispetto ai suoi attuali elettori potenziali: dovrà riconoscere proprio gli errori globali degli ultimi 15 anni su tali questioni, sulle quali invece Berlusconi dando risposte non solo per i suoi interessi, ma al passo sia del divenire storico, sia dei bisogni concreti della gente, ha creato le sue vittorie elettorali.
Insomma, Bersani e la sua equipe dovrebbero riconoscere davvero l’Altro, la legittimità anche positiva della rivoluzione Berlusconiana in Italia: il Cavaliere vince perché in questi 15 anni ha cavalcato legittimamente la mutazione tecnoscientifica in atto e dato risposte politiche pertinenti, mentre il centrosinistra ha suggerito come unica risposta l’antiberlsuocnismo ossessivo e quasi soltanto risposte alternative passatiste!
Riconosciuto il Reale, ecco parallelamente l’alternativa critica dirompente vincente: risposte… del Premier vincenti però spesso neoconservatrici, quindi anche gravemente insufficienti: se il Centrosinistra non ha mai aggiornato il Sistema Operativo, è vero che l’era Berlusconi, ha azzeccato l’Hardware e la Tecnologia…ma i software politici e la prassi tutt’oggi funzionano anche male, sono spesso obsoleti!
Da dove articolare l’Alternativa vincente? La storia intellettuale e culturale della sinistra, dagli stessi Marx, Rosa Luxembourg a Pasolini, Cacciari, certa Intellighenzia italiana non arroccata su paleoumanesimi ostile alla società mediatica e postmoderna, tecnoscientifica: la stessa storia del PCI, benefica anomalia storica rispetto al Comunismo internazionale definitivamente-quest’ultimo- annientato dal giudizio storico.
Non ultimo, anzi la presenza in Italia di un background politico culturale d’area radicale, oggi disperso persino nel centrodestra…, o laico scientifico, ovattato per così dire- in molte cittadelle scientifiche nazionali ancora certamente propulsive e al passo con il duemila….. Area radicale, che, dopo la fine del PCI modernista, memorizza e riproduce, isolata, il progressismo italiano, al di là dei voti elettorali specifici.
Brevemente: se Bersani ed equipe capteranno e rilanceranno certo patrimonio ancora progressista (anche aggiornato, ovvio) mixandolo con altri input provenienti da certa area giovanile, figlia di Internet e di.. Cernobyl, i nativi digitali e i nativi postatomici, con sguardi ecologici e ecoculturali non neoluddisti come finora l’ambientalismo italiano, allora una Tecnosinistra democratica e futuribile è possibile e destinata a vincere le prossime elezioni nazionali, qualunque esito abbia l’attuale governo del Premier in termini di risultati concreti e efficaci.
Dopo Berlusconi, il diluvio o quasi nel Centro Destra: questo è lo scenario trasparente, la stessa crisi epocale ancora attuale della sinistra italiana, sarà questione delle Destre neoconservatrici italiane. Il Premier, grave errore, non ha creato un gruppo dirigente a medio-lungo termine e i tempi ora son già scaduti per farlo.
Pertanto per la sinistra, una svolta futuribile e neoprogressista aggiornata, nel senso succintamente indicato poc’anzi, valorizzando anche nel Partito minoranze ancora critiche e concretamente attive, neomoderne, da Cacciari a Chiamparino a Renzi e cosi’ via, l’occasione è oggi storica, facendo però appunto un’ autoepurazione psicologica e tagliando i nodi cordiani e…..prodiani… dell’era Prodi e con il terrorismo culturale dell’estrema sinistra e dei suoi cattivi maestri, Di Pietro e certo giornalisno e magistratura giacobine, nei fatti sempre il miglior spot gratuito per Berlusconi!
Oppure, a Sinistra, l’estinzione non è dietro l’angolo ma uno zoom automatico con il countdown già attivato!

Roberto Guerra








