Persino i camionisti, “noti reazionari” del machismo e di prostitute, sono ormai esasperati: chiederanno al Sindacato TIR… di eliminare la scritta Trans dai loro buldozer civili…
Tempi postmoderni: Paradossi e Simulacri al Potere, antirazzisti e-o progressisti più inquisitori del razzisti o i reazionari classici (o anche viceversa) e così via, sorta di neoconformismi dilaganti…di non ardua matrice culturale…
Secondo copione orwelliano ormai classico, di memoria immaginaria letteraria (Orwell) ma nefasta storia sessantottarda pseudorivoluzionaria, ora è la volta di gay e trans: un tempo icona della devianza morale e sessuale, ora avanguardia trash che attraversa l’intera società civile nazionale.
Da Lussuria a Marrazzo, al portavoce di Prodi, prima a Vendola, Grillini e Pecoraro Scanio… eccetera persino in Politica. Nella moda, poi, son tutti “culattoni”, come direbbe un Renato Pozzetto compagno in un film cult incredibile sulla questione operaia e i gay…
Fino alla confusione epocale del diritto gay o trans preteso al matrimonio, confondendo i codici. Persino stato religioso e stato laico…
L’Italia del XXI secolo insomma si caratterizza per l’apologia della diversità, indipendentemente dalla qualità etica o meno di tale devianza (come si diceva una volta)….
Quel che non quadra, ovviamente, non è la giusta e sacrosanta fine della discriminazione sessuale dal punto di vista giuridico e generalmente sociale ed economico lavorativo… Quel che stona sono dal lato soggettivo l’ostentazione esibizionistica e piazzaiola , tipo Gay Pride, mutuata appunto dai cliche dell’estrema sinistra anni ‘70; dall’altro la promozione, gay e trans per primi, di un Diritto alla Diversità più Normale della Normalità.
E tale rivendicazione assomiglia troppo agli errori dell’ideologia femminista che a forza di ossessioni di parità ha generato la morte della differenza femminile, omologando l’identità delle donne proprio al Nemico patriarcale Uomo, col bel risultato di Bambole ciniche in gonnella, parodie di Don Giovanni, o Capitani d’Industria o Top Manager perfide e mercantili esattamente come i colleghi maschi! Fenomeno quest’ultimo, per fortuna delle donne in primis, dal duemila più mitigato, anche per le riflessioni controtendenza di intellettuali storiche quali Luce Irigary e altre che hanno rilanciato la peculiarità della Differenza femminile…
E piaccia o meno, anche il famigerato modello Berlusconiano, da Drive In alle Veline contribuisce alla fine di certa mitologia femminista….
La trasmutazione negativa (Nietzsche alla rovescia) dei valori, peraltro, a parte quella flagrante politicizzata e pseudorivoluzionaria (matrice comune comunque) in Italia fu anche anticipata dalla cosiddetta antipsichiatria: codice provvisorio fondamnetale per il suo promoore principale in Italia, Franco Basaglia, per rinnovare e amplificare certi limiti gravi della Psichiatria (ben poche accuse anche all’epoca però verso la Psichiatria poliziesca sovietica molto in auge) capitalistica, debordato poi nella prassi, nel folle come più sano dei sani… (Con i ben noti problemi tut’oggi irrisolti e con terapie istituzionali ibride, ipocrite, raramente efficaci.nei fatti).
Adesso il trend, appunto, riguarda i diversamente sessuali…. Ma che direbbero, individualisti puri come Oscar Wilde o Jean Genet e anche Pasolini, sul gaytranscomunismo dilagante che appunto mira ad una diversità più normale degli eterosessuali e della Normalità? Ormai, i veri discriminati sono i soggetti realmente sani, vale a dire competenti, peculiari per volontà di bellezza e forza della ragione, al di là della destra e della sinistra, trasversali non per voltagabbninmo o eclettismo leccaculisti o ruffiani, ma per stile danzante nel caos neodecadente della società paramoderna italiana…
Sono gli Eterosessuali, gli artisti a cui è magari più simpatico Berlusconi che …ieri Prodi, oggi… non si sa più chi, semplicemente, democratici aggiornati e rispettosi per i giusti diritti civili di gay e trans (ma da chiamare con il loro nome, ad esempio Unioni Civili…ma non Matrimonio!), per la fine di qualsivoglia discriminazione in ambito lavorativo o nella società civile (se un gay è il più bravo, non conta nulla in qualsiasi campo la sua opzione sessuale).
Insomma, è tempo di una bella svolta a 360° anche sul tema della Diversità sessuale, fuori dai cori, al di là del relativismo mistificatorio dominante, oltre il codice binario a una dimensione: tra repressioni storiche reazionarie e anarchismo contemporaneo, altre vie concettuali sono percorribili.
E fermo restando, l’irreversibile evoluzione giuridica, come suggerito e ribadito-a scanso di fraintendimenti, ormai quel che prevale è la discriminazione della Normalità e della Sanità! Intesa come talento, genialità, meritocrazia, competenza, intelligenza. Nel Reale, infatti anche trans e gay, oltre agli angeli mangiano fagioli!
Recentemente in ambiti diversi..ma significativi due noti personaggi indicano altre mosse:
La celebre ex scandalosa Charlotte Rampling (attrice di raro talento) ha rivendicato …l’Esseri Umani come autentica trasgressione… Mentre invece Valentino a Che Tempo che fa sembrava Leonardo Da Vinci! Da un lato la Bella Normalità come eresia dinamica al passo dei tempi; dall’altro un ottimo stilista sia ben chiaro, ma privo di limiti e sobrietà, soprattutto incapace di relativizzare la sua presunta arte nel contesto effettivo.
A volte la Moda è anche un’arte, ma non esageriamo: è anche, il Sistema Moda dominante, e Valentino rientra in tale neoconformismo, un carrozzone, un paradigma di certa decadenza contemporanea. Proprio in questo settore la diversità sessuale conclamata è privilegio, altro che discriminazione, indipendentemente dal talento o meno. Talento presente in Valentino, ma appunto contestualizzabile nella moda come arte di massa (già contraddittorio visto l’ambiente ben poco prolet), come la cucina, nulla a che vedere – almeno nelle forme prevalenti più di business- con l’arte contemporanea o rinascimentale e così via.
Insomma, in nome di Oscar Wilde… nulla in contrario alla diversità sessuale, anzi, in geni come Wilde, Leonardo e molti altri, un input sia sessuale che culturale realmente rivoluzionario.
Ma in Italia ormai esiste anche una Casta Gay o Trans, culturalmente trasversale da smascherare esattamente come tutte le altre…..perchè frena il futuro possibile, basato sul talento e la conoscenza e non icone, una volta collettivizzate troppo, meri spot subliminali e altrettanto coercitivi di quelle sessuofobiche e tradizionali discriminatorie di segno opposto…

Roberto Guerra








