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Omaggio a De Chirico: Asse Italia-Usa con Graziano Cecchini

Il 30 novembre scorso, alla presenza del sindaco di Roma, in Campidoglio, inaugurazione di una mostra particolare, itinerante, dedicata a Giorgio De Chirico, padre della metafisica e dell’arte del[...]

Le Muse Inquietanti Giorgio De ChiricoIl 30 novembre scorso, alla presenza del sindaco di Roma, in Campidoglio, inaugurazione di una mostra particolare, itinerante, dedicata a Giorgio De Chirico, padre della metafisica e dell’arte del novecento italiana. Conivolti alcuni dei più importanti artisti contemporanei e Graziano Cecchini.

Così dalla stampa (La Repubblica Roma)

“…la mostra ”Omaggio a De Chirico” che vede protagonisti sessantasei artisti in un allestimento itinerante per tributare l’omaggio a Giorgio De Chirico, in occasione dell’anniversario dei 120 anni dalla sua nascita e i 30 anni dalla sua scomparsa.

Le opere di grandi artisti come Renato Guttuso, Mario Ceroli, Alberto Sughi, insieme ai lavori di giovani promesse italiane ed internazionali dell’arte contemporanea come Stefano Branca, Isabella Orsini e anche Graziano Cecchini, sono state esposte questa mattina in Campidoglio nella sala della Protomoteca in occasione dell’ inaugurazione alla presenza tra gli altri del commissario europeo ai Trasporti Antonio Tajani. Le opere dal 7 dicembre in poi saranno portate negli Stati Uniti per un tour nelle citta’ di Miami, New York, Los Angeles. Alemanno ha anche tenuto a sottolineare come il Comune di Roma abbia ”peccato” nei confronti dell’artista poiche’ non fu presente ai suoi funerali. ”Vogliamo rimediare attraverso la nostra vicinanza alla famiglia di questo artista”, noto per il suo talento e per i suoi ”valori spirituali e metafisici’‘.”

Evento letteralmente dinamico, in quanto dall’ 8 dicembre, poi, la mostra omaggio è esportata appunto negli Usa, da Miami, a New York a Los Angeles

L’evento, già di per sé, atipico, rivitalizza, con una scelta degli artisti non neoaccademica, la figura stessa di De Chirico, finalmente sottratta a certo manierismo critico che da tempo edulcora il genio dei “manichini…inquietanti “eccetera, come grande artista certo, ma quasi ostile alle contemporanee avanguardie storiche, dal surrealismo al futurismo.

In particolare, la presenza di Cecchini appare significativa e innovativa da più punti di vista. Onore, intanto ai curatori, creativi nell’allestire un florilegio anticonvenzionale, proprio per la presenza di Rosso Trevi diventato celebre con la nota performance neosituazionista de La Fontana Rossa.

Clamoroso evento romano per l’Arte contemporanea, a suo tempo bollata da vari soloni della politica e dell’arte come barbarie, vandalismo: poi Rosso Trevi è stato, come noto, immediatamente riscattato e supportato da figure etetiche quali Vittorio Sgarbi e Oliviero Toscani;tutt’oggi è assessore in quel di Salemi, laboratorio culturale raro dell’Italia del duemila.

Ulteriormente, proprio De Chirico, con Ferrara sua città d’arte quasi natale, abbinato a Rosso Trevi è un ulteriore link con la presenza significativa di Cecchini, proprio per un centenario futurista a Ferrara lo scorso 19 2, dove il futurismo (presenti le diverse ali contemporanee attive- Neofuturisti-Transumanisti- Connettivisti) è stato ufficialmente rilanciato.

Rosso Trevi, nel convegno specifico celebrò letteralmente non il centenario…ma il compleanno numero 100 dell’avanguardia di Marinetti, confermandone, poi, con le successive sinergie anche editoriali transumaniste, la continuità. Va da sé, anche dopo significative presenze in video festival internazionali, nonché le clebri mostre e performance di forte impegno sociale per il Tibet e i Karen liberi (anche al fronte in Birmania, come noto, Cecchini x il futurismo dei diritti umani), l’artista neofuturista più cleebre zittisce ormai senza se e senza ma certi residui puristi e certa criptica d’arte sempre dominante in Italia…

Più nello specifico dell’evento in questione, quasi per sincronia junghiana, un filo finalmente wireless, per così dire, attraversano i diversi omaggi a De Chirico: arttisti tutti peculiari, eppure, una frequenza d’onda affine, eletta ed elettronica.

Gli artisti dell’inziativa disvelano forse proprio il De Chirico soprattutto delle Muse Inquieitanti e dei Manichini, eccetera, rivelano il Cristallo forse oggi fondamentale del Maestro della cosiddetta Metafisica: non soltanto un eco di certo futuro anteriore, per una sorta di nouveau classic, ma semmai, l’ambivalenza dell’archetipo uomo-macchina, tema carissimo ai futuristi e ai costruttivisti, nel suo atomo naturalmente indivisibile, quale informazione originale, specifica, all’epoca non diffusa, messa in Forma, attraverso il medium pittura: la duplicità dell’Anima umana nel divenire della modernità.

In un ‘epoca dove dominavano il bordo appunto marinettiano positivo o quello spengleriano , tra l’Uomo Nuovo e il Tramonto dell’Occidente….

Bordi tutt’oggi, nel divenire ora elettronico dell’anima umana, verso il postumano, e la scienza come umanesimo di speranza, rielaborabili ad altro livello esponenziale e di complessità.
Nonostante certo oscurantismo pseudoambientalista…, al contrario informatica e ecologia sono eredi delle grandi trasvolate marinettiane e spengleriane.Verso prospettive sintetiche nuove e finalmente nuovamnete propulsive.

Tra magari Rosso Trevi e il futurismo attuale e certa ecopetica dell’arte, altrove e parallela, interfacciata, sulla figura sfondo, qausi gestaltica proprio del..Nuovo De Chirico.

Oggi, le muse e i manichini non sono più perturbanti, ma impudenti e animati, ir-responsabimente uomini techno e robot romantici capaci non di sfidare ma decifrare le stelle.. e sul Pianeta Terra!

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