Nuova puntata per la rassegna multimediale NetMage di Bologna, promossa dalla Regione Emilia-Romagna, eccetera. Rassegna da alcuni anni prototipo del divenire di certa arte contemporanea, elettronica, internazionale. Evento, a suo tempo, fortemente innovativo, ma oggi costellato di luci e ombre, persino evidenziate dal menu in programma.
Una splendida sorpresa: la partecipazione dei mitici Cluster, duo tedesco storico (Rodelius e Moebius, un album anche con Brian Eno), una delle band cosmiche cosiddette con Kraftwerk, Tangerine Dream, Klaus Schulze capaci negli anni ‘70 di rivoluzionare la pop music.
In quegli anni la musica cosmica tedesca divulgò e sperimentò fuori dai laboratori di certa musica contemporanea (la celebre Scuola di Colonia, il genio indiscusso di Stockhausen), la nuova musica elettronica, soundtrack della nuova era cibernetica.
Da quella generazione tedesca, uno degli… anno zero di tutta la Techno e l’Arte elettronica stessa contemporanea, praticamente contemporanea alla sperimentazione Video, a quell’epoca pioneristica, tra Giappone (l’insuperato tutt’oggi Nam June Paik), Germania (Kassel), Usa naturalmente (post Andy Warhol) e Italia (Ferrara Centro Video Arte).
Una delle variabili fondamentali della generazione tedesca cosmica electro (Cluster inclusi) rispetto all’arte elettronica prossima all’arte contemporanea più sperimentale, fu l’innesto della cultura pop sullo sfondo cosiddetto purista e paleoconcettuale: fin dagli anni ‘70 coesistettero simultaneamente sia l’ala purista sia quella pop: la musica come scienza diceva Stockhausen (o lo stesso Xenakis); la musica elettronica come musica dell’era industriale il programma esplicito di Ralf Hutter, Florian Schneider -i Kraftwerk. Lo stesso Nam June Paik, sperimentò sinergie con l’ala pop più sperimentale, Peter Gabriel e Laurie Anderson, rappresentata inoltre dagli stessi David Bowie e Brian Eno….
La presenza dei Cluster (nuovo cd-anche- dopo 14 anni di silenzio) a Bologna, meno noti e incisivi dei Kraftwerk (ma sicuramente un’icona), segnala l’arte elettronica nel suo divenire pop, non commercial, ma al passo con l’essenza dell’arte elettronica nata come estetica della comunicazione…..
I pionieri dell’arte elettronica scoprivano orizzonti nuovi, consapevoli della matrice, certa avanguardia storica, soprattutto dada futurista o suprematista costruttivista, decisi a superare il peccato originale per così dire delle nuove avanguardie video e tecnologiche: paradossalmente, l’estetica della Comunicazione debordava spesso in una sorta di neoesoterismo criptico, spesso ai limiti della mistificazione negli artisti meno dotati.
Purtroppo, NetMage nella sua globalità, riflette ancora, tale paleoconcettualismo, mixato… a fianco al contrario di certa arte elettronica invece superpop, avanguardia di massa al qaudrato e al cubo…, testimoniata appunto dai Cluster o altri artisti presenti nell’iniziativa (Carlos Casas…).
Certa predilezione live ad esempio, spaccia per Novum, certo electro free, già collaudato, non solo persino ante litteram dai futuristi…, ma appunto dagli stessi Cluster e le band tedesche 40 anni fa(oltre a certo stesso minimalismo musicale interfacciato, tipo Philip Glass o Steve Reich).
Sostituire gli Intonarumori…o sintetizzatori e moog con laptop, sembra spesso l’unica news di certo manierismo attuale, chiaramente a corto di Idee, riflesso, forse, sia di certa stessa “avanguardia” e dell’ambiente Made in Bologna, un tempo anche cuore pulsante nazionale (certo dinamismo universitario e giovanile stesso) , oggi in involuzione non casuale sulla scia della crisi politico culturale del modello emiliano…
Inoltre, la performance live, pur in una combinatoria multimediale, da modulazione possibile in Netmage diventa infatti velleitaria frontiera sperimentale: a scapito dell’essenza dell’arte elettronica, in quanto tale antilive, sintetica, virtuale, (Second Life!) basata sulla fine del Soggetto, sull’autonomia e la libertà della Macchina, di cui l’artista electro rivoluzionario è apparentemente mero roboter, operatore umano, paradosso e artificio linguistico e parole-fatti… per comunicare la simbiosi/interfaccia creativa Uomo/Macchina, oggi Uomo/Computer, per sottrarre l’avanguardia al mito benpensante del Soggetto, appunto, e dell’umanesimo….
Quindi, più espressiva..l’arte Techno, con l’uso delle nuove tecnologie in quanto tali Video Arte via video e non solo D.J con laptop, musica elettronica ritmica e comunicativa, non solo rumori suoni essenzialisti deja vu e così via.
Dai benpensanti alle macchine pensanti, la rotta più d’avanguardia!
La filosofia degli automi..in Netmage appare, insomma a volte poco aggiornata, paradossalmente accademica, certamente innocua…, riflette visioni metafisiche e apocalittiche della rivoluzione dell’Informazione. Il Dinamismo infinito e simultaneo suggerito magari dai vari De Kerckhove o Negroponte, insito nei nuovi media post Internet, sembra inquinato da residui letterari o teatrali o cinematografici del Novecento, ancora cari a Professori e agli Addetti alla Cultura, istituzionali o di quell’area. Certa sinergia o eco culturale con gli input ad esempio dell’esperienza di Fabrica (Toscani…), in certi frutti, è diventata un boomerang: laddove Toscani ad esempio ha trasformato la pubblicità in Techno persino eretica e perturbante, certi esegeti son regrediti a certo espressionismo da salotti, noia catodica…(certa ostentazione alla Ghezzi!).
L’Io e l’Altro… diceva invece Rimbaud: da Rimbaud ai Robot, anche dopo le provocazioni alte di Enzensberger…, l’arte elettronica. Netmage, purtroppo, è anche arte elettronica, Techno da Camera, francamente stucchevole e ben poco futuribile, come invece segnalano altri centri della Techno italiana, da Ferrara (The Scientist, con ospite tra l’altro una certa straordinaria Laurina Paperina, mix doc tra Warhol, writers generation, cibercultura….), a Napoli (Coreografo Elettronico) a Milano…(Milano InVideo) a Latina e nel web (Netfuturismo) eccetera, non ultimo, diciamolo, molte discoteche, clip musicali o spot pubblicitari in sé (senza sovrastrutture spesso intellettualoidi radical chic..).

Roberto Guerra








