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Nativi Digitali: Il mito della crisi planetaria

La crisi planetaria ed economica attuale, ovviamente, non è un’allucinazione condivisa, un miraggio globale. I fatti sono reali. Va da sé, quel che colpisce è certa rimozione assoluta sulle[...]

icona futuribileLa crisi planetaria ed economica attuale, ovviamente, non è un’allucinazione condivisa, un miraggio globale. I fatti sono reali. Va da sé, quel che colpisce è certa rimozione assoluta sulle cause, sembra una crisi naturale come l’arrivo di qualche asteroide o altra fatalità al di là dell’umano.

Questa crisi globale cosiddetta, invece, è anche certamente e in controluce, specchio di verità indicibili, ad uso abuso e profitto… (in senso letterale, non ideologico) del Vecchio Mondo, pre-elettronico, pre-internet, incapace di adattarsi, riformattarsi, reinventarsi, a livello politico-economico-culturale con il Mondo Nuovo, dopo decenni di…fanta-scienza, realmente venuto alla luce. In Occidente come nel Terzo Mondo, per motivazioni diverse, ma incredibilmente speculari…

La crisi globale attuale è esito della cecità dei Governi e dei cosiddetti esperti nelle diverse Stanze dei Bottoni: i Gruppi dirigenti pensavano di varcare il fatidico duemila, di rispondere al Mondo Nuovo, effetto di decenni e secoli di rivoluzione tecnoscientifica, senza alcun cambiamento strutturale e epocale, di psicologia persino. Se il cibermondo è governato generalmente da scimmie balbuzienti più o meno medagliate dall’Onu o da altri Enti Supremi arcaici, la crisi del nostro tempo non è affatto colpa delle stelle… ma effetto appunto di opzioni errate, non scelte…neppure misteriose.

Per decenni, nel secondo novecento, futurologi o intellettuali liberi, esorcizzati come utopicistici e privi di realismo, hanno previsto gli scenari attuali, tracciato le mutazioni epocali in atto, suggerito scenari alternativi e desiderabili per superare la sfida del duemila. Sono stati zittiti, poco ascoltati o interfacciati male….

Gli storici del futuro diagnosticheranno per il nostro tempo, non soltanto l’ovvietà di certo spreco delle risorse cosiddette naturali, di certa tecnoidiozia dominante nei Governi attuali cosiddetti democratici ed evoluti (e anche nei cosiddetti Liberi elettori), di certa follia primitivistica o paleoreligiosa in Africa o in Medio Oriente e dalle parti di Maometto (sic! Nell’era di Marte!): la cartella clinica principale focalizzerà la diagnosi sullo spreco delle risorse tecnologiche e scientifiche già disponibili e sottoutilizzate!!!

Compreso, e fondamentale, il delirio socioeconomico e politico-culturale generalizzato di avere trascurato appunto le risorse intellettuali e sciologiche e futurologiche già disponibili dal secondo novecento, come già sottolineato, per pilotare scenari alternativi possibili e vincenti.

In parole povere: da decenni, molti scienziati sociali ripetono lo stesso ritornello: dateci carta bianca, cari Governi liberamente eletti, e le risposte tecnoscientifiche sono possibile: questo significa però alcune cose impossibili da accettare (se non concepire) da parte dei Gruppi Dirigenti dominanti.

In gran parte, un ricambio generazionale senza eccezioni. La nuova filosofia di un postcapitalismo meno consumista (non ascetico, sia ben chiaro!) e capace di maggiore uguaglianza sociale, incluso il Terzo Mondo. Una filosofia culturale rivoltata come un guanto, dalla scuola al lavoro,alle università, basata, pur in ottiche di società aperte, pluridisciplinari e policulturali, essenzialmente sulla cultura scientifica, etica e immaginazione tecnoscientifica e progressista,anticonvenzionale e antitradizionale (come la scienza!). Non in conflitto, ma con frontiere autenticamente laiche, tra Stato e religioni varie (anche in Medio Oriente e in Africa….), indiscutibili ed irreversibili.

Con un’iperbole: in Italia, non servono a nulla per il futuro e il cambiamento, uomini e donne del duemila programmati… con Dante o Manzoni (certo umanesimo ha valore soggettivo, ma nella sfera reale e sociale persino sfavorisce l’adattamento individuale al Mondo Nuovo, se non circoscritto al pur fondamentale Immaginario personale..). Per il XXI secolo, Galileo e …Piero Angela sono invece input decisivi….

Non ultimo, per favorire una nuova armonia sociale, certamente mai dogmatica, ma in divenire, rilanciare il senso collettivo del Futuro, fondamentale per sottrarsi all’effimero presentista, persino l’arte come nuovo mito contemporaneo va mobilitata e auspicata come scienza umana decisiva: peraltro, come un secolo d’avanguardia, dai futuristi alla pop art (Rock incluso), già indicano chiaramente. Meglio Andy Warhol, Beatles e Spielberg che ancora Lirica e Teatro (utili come Dante e Manzoni!).

Scienziati e futurologi sono espliciti, ribadiamo, da decenni (e anche molti artisti): ma il Mondo Nuovo, presuppone, un archetipo non comune, la libertà, la morte di Dio o degli Dei…, una coscienza superiore DNA di scienziati e anche certi artisti, ma appunto non ancora collettiva, figurarsi per gli Eletti mediocri da elettori spesso, in tal senso, altrettanto mediocri, la stessa Moneta, coniata dalla Vecchia Cultura, prescientifica e pre-Internet…ancora dipendente da Zeigeist religiosi, si chiamino Dio, Maometto, o altre Liturgie atee o laiche ben note (Democrazia inclusa nella contaminazione contemporanea).

D’altra parte, quando la Scienza, da un pezzo, non è più solo una tecnologia per lo sviluppo economico e per il benessere, ma lo stomaco della specie umana, non esistono altre ricette socioeconomiche; né gli ibridi sperimentati a partire dal Novecento stesso, come dimostra la storia, funzionano se non a breve termine, come l’Occidente attuale….

Bisogna essere chiari: democrazia, progresso, libertà sono sottoprodotti della rivoluzione e della civiltà scientifica nascente, come persino Freud, Einstein, Huxley, fino a Jacques Monod hanno spiegato fin dal primo novecento!

La crisi globale attuale, terrorismo islamico e inquinamento planetario inclusi sono tutti effetti del non mutamento strutturale socioeconomico culturale generalizzati nel senso di cui sopra: nonché, l’ultimo esempio, in uno scenario o nell’altro, anche dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo di memoria persino marxiana (il Marx umanista che intendeva dedicare il Capitale a…Darwin, non a Cavour o Churchill o Bush o Bin Laden…), nei fatti un Super simulacro, per non inchinarsi, Governi compresi, alla mutazione tecnoscientifica fatale ed irreversibile.

Insomma, la crisi globale è anche un Inganno planetario per nascondere ai popoli la possibilità reale di scenari alternativi desiderabili non solo per il Libero Occidente, ma virtualmente anche per il Terzo Mondo e-o i Paesi sottosviluppati. Ma in nome della Scienza e dell’Uomo Nuovo, figlio della rivoluzione scientifica e del suo Nuovo Immaginario che presuppone in Principio la Libertà, il reset ovunque di qualsivoglia residuo teocratico sociale, la rifondazione in tal senso democratico e scientifico di tutti gli Enti Supremi che guidano il Pianeta (dalla Democrazia stessa alle dittature islamche e-o arabe o africane…. all’Onu stessa…all’Unione Europea stessa…)..

Non certamente in nome di un mondo globale confusamente multietnico dove la pretesa sintesi tra Libero Occidente e Stati Teocratici o totalitari è soltanto una follia e pericolosa… Non certamente in nome della pseudutopia No Global o di certa stessa Green Economy, integrazione certamente per il futuro economico del postcapitalismo, ma se unidimensionale altra mistificazione e suscettibile di derive totalitarie, come ogni Ideologia della Natura, storia docet!

La neonata generazione di Internet, è probabilmente la prima generazione umana, nativi digitali, con in certo senso, l’Istinto della Scienza nel DNA: più di una speranza per il futuro; forse da essa fiorirà… la scienza con co-scienza anche sociale ed economica per mutare la rotta attuale, ibrida e quindi a forte rischio Medioevo prossimo venturo, rilanciare al contrario il Rinascimento neoumanista e scientifico per il XXI secolo, vagheggiato da scienziati, futurologi e artisti lungimiranti!

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