Al di là dell’audience, curiosamente di nicchia ma sempre rilevante, l’ultimo album dei francesi Air Love 2 , ha sollevato critiche contraddittorie: un elogio recente da Il Giornale, una mezza stroncatura invece dalla stampa specializzata (ad esempio il pur ottimo Onda Rock). In genere, quando quest’ultima, dopo alcuni album ok, comincia a contestare, il copione è simile. Probabilmente, la band francese è in evoluzione creativa, quasi alla Bergson…. tanto per evocare citazioni illustri connazionali.
Persino i leggendari Kraftwerk subirono sorte simile, dopo Autobahn o The Man Machine, da certo cliché settario della consueta stampa musicale, spesso quasi “divinatrice” nel captare il Nuovo nascente, poi paradossalmente statica nel cogliere inevitabili trasformazioni.
Il riferimento ai Kraftwerk non è casuale: certamente Air, con gli stessi Daft Punk, sono i migliori eredi della band tedesca, esito persino di certa fase “francese” proprio dei Kraftwerk, con l’album incompiuto degli anni ‘80, Tour de France (soundtrack ufficiale della celebre corsa sportiva), poi completato 20 anni dopo, con la formazione classica… già trasformata.
Più ancora degli stessi pionieri del tecnopop Made in France, J.M.Jarre, Rockets e lo stesso Burnel degli Stranglers (band new wave essa stessa attratta da atmosfere decadenti aggiornate-l’album La Folie), gli Air hanno attinto dai tedeschi Hutter e Schneider, in particolare con certa svolta new romantic (tecno!) di Computer World. In questo album, colonna sonora dell’avvento dei PC e dell’informatica di massa, i Kraftwerk stupirono tutti con una incredibile Computer Love, persino ripresa in tempi più recenti dai Cold Play.. Il nuovo trend, meno matematico e cyber, più umano, fu poi amplificato in Tecnopop (Electric Cafè), con il brano Telephone Line, oltre che nel single Tour de France, di cui prima.
Ecco gli Air, provengono da tale rotta kraftwerkiana, fin dagli album boom, ovvero Legend e Talkie Walkie: non una clonazione, perché la band francese ha articolato il tecnoromanticismo con modulazioni e sonorità originali e molto europee.
Il Giornale ha ben colto tale essenza sempre vellutata, rarefatta e raffinatissima del duo francese:
“Amore, Immaginazione, Sogno. Più semplicemente, AIR (Amour, Imagination, Rêve). Il duo francese sabato 23 sarà all’Auditorium per presentare il nuovo album Love 2. Il quinto lavoro di un percorso iniziato nel ’95 e diventato di successo nel ’98, con la pubblicazione dei singoli Sexy boy e Kelly watch the stars, anteprima dell’album Moon safari. Jean Benoit Dunckel e Nicolas Godin sono le menti che si celano dietro all’acronimo AIR. Un professore di matematica e un architetto, appassionati di musica, che sono riusciti a dar vita a un mondo musicale originale e complesso, pur se chiaramente ispirato a certe sonorità elettroniche dei Sessanta e dei Settanta. L’importanza della figura di Jean-Michel Jarre non può essere trascurata, ma anche i riferimenti ai Kraftwerk sono evidenti.”

Roberto Guerra








