Google vs le Toghe italiane

Il solito pathos religioso nazionale ed elettorale (con tanto di fissazioni quasi anali-direbbe Freud- di certi Giudici e Magistrati- leggi burocrazia prussiana sulle liste elettorali nel Lazio e in[...]

Google Maps ItalyIl solito pathos religioso nazionale ed elettorale (con tanto di fissazioni quasi anali-direbbe Freud- di certi Giudici e Magistrati- leggi burocrazia prussiana sulle liste elettorali nel Lazio e in Lombardia) ha stranamente rimosso la questione.
E’ tempo di rilanciare… l’affaire Google….in Italy.

La crisi strutturale della Giustizia italiana, dopo la nota e recente sentenza dei giudici italiani contro Google, per assenza di censura su un particolare video offensivo per i Diversamente abili, appare lampante alla luce dei…lavori in corso. La Casta, che da 15 anni lavora politicamente contro il Premier Berlusconi, sempre eletto democraticamenre, ha fatto in tal caso una gaffe già fuggita di mano, il Vaso di Pandora si è aperto, persino oltreoceano.
Non solo già Google ha semplicemente ridicolizzato tale exploit delle Toghe italiane; infatti anche gli Usa, attraverso autorevoli figure di Stato, ufficialmente criticano la sentenza contro Google, paragonando quasi la Giustizia Italiana a quella Cinese.

All’orizzonte si profila un effetto domino o farfalla certamente e ulteriormente poco edificante per il Bel Paese!
Italia culturale, mediatica e giuridica dove l’affaire storico ormai Berlusconi è il sintomo eclatante appunto di una deriva strutturale della Giustizia Italiana e del suo esercito soprattutto militante: diagnosi che esige una bella tabula rasa, l’asportazione della Casta Magistratura dal tessuto sano nazionale.

Il problema centrale viene da lontano, nulla a che vedere con il Premier, persino, se non come casuale link storico: la Giustizia Italiana e le toghe, per gli smemorati, sono il sintomo pluridecennale, dalla nascita della Repubblica Italiana stessa, del passatismo nazionale, attardato, rispetto all’evoluzione sociale e tecnologica. E dal duemila, la tecnofobia che la caratterizza è alla luce del Sole. Ostile al progresso, alla comunicazione elettronica che rimodella per forza anche la filosofia del Diritto e della Legge, obbligando a dinamismi e flessibilità estranee allo spirito burocratico e reificato di certa Tradizione giuridica nazionale, ora la Casta dei Magistrati ha perseguito Google, Internet e la Democrazia della Rete!
Semplicemente ridicolo e anche potenzialmente pericoloso a livello internazionale, come appunto gli Americani hanno già paventato, senza tanti fronzoli diplomatici.

Subito dopo la seconda guerra mondiale, il patto della Costituzione, via via la Magistratura in Italia diventò il braccio metafisico..della balena bianca DC. Gli smemorati dell’ex sinistra giustialista odierna non ricordano più… le accuse neppure velate in tal senso dell’ex PCI, anche e soprattutto quello di Berlinguer, contro la Magistratura, rea di occultare le prove e depistare le stragi di Piazza di Fontana, ecce, comprese quelle mafiose, la prima stagione della cosiddetta strategia della tensione. Le stesse accuse di Berlusconi, oggi ai Magistrati!

In ogni caso, come per altre questioni nazionali, laddove i gruppi dirigenti, politici e culturali stessi, oltre che economici, ignorano quasi gli effetti prima della televisione,oggi accelerati alla velocità della luce di…Internet, sarà semplicemen il Futuro a parlare, a delineare scenari prossimi particolari destinati appunto a fungere da detonatori sociali inevitabili e inrinviambili, per almeno iniziare non la riforma , ma la rivoluzione della Giustizia Italiana.

In fondo, basta un microesperimento per captare la questione: ci s’immagini simultaneamente Di Pietro come icona di Google! Un ossimoro cyber rivelatore!

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