Università e Futurismo: un binomio, fino a pochi anni orsono impossibile (apparentemente). In realtà, pur in ricerche quasi di nicchia, gli archivi son pieni di ricerche, spesso inedite, a volte comunque rilanciate nel circuito editoriale (due nomi, Fausto Curi e Alberto Bertoni, Università di Bologna). Poi, effetto del centenario, il ghiaccio ideologico si è sciolto finalmente come neve al sole, un cambiamento climatico quasi geofuturista….
Certa rilettura anche tecnologica e mediatica del futurismo, indubbiamente favorisce anche la giusta interfaccia critica attuale e non manieristica per riconfrontarsi in modi inediti e sorprendenti con la provocazione marinettiana e degli altri tecnofili futuristi ante litteram. O anche contemporanei.Simultaneamente, tale nuovo trend favorisce anche nuove ricerche storiche, con sguardi nuovi, riportando alla luce, almeno per i non addetti ai lavori, figure di spicco, relativamente meno note, persino del futurismo storico cosiddetto, magari in certe sue importanti articolazioni europee.
Ferrara è già stata protagonista nel 2009 del centenario: con alcune anteprime e con un centenario live (evidenziato anche dalla Rai) a cura del gruppo neofuturista ferrarese. Oppure con altra iniziativa a cura di una storica associazione umanista ferrarese (con la partecipazione del noto critico d’arte Lucio Scardino).
Finalmente, ora “La Fortuna del Futurismo in Belgio” a cura del mondo accademico ferrarese, peraltro particolarmente dinamico, creativo e giustamente celebre a livello internazionale, proprio nelle facoltà più contemporanee, scientifiche e le sue amplificazioni culturali: da Scienze Naturali con i Biologi Evoluzionisti stessi al corso di Archeologia, protagonisti delle più recenti scoperte sull’Uomo di Neandarthal e sui “primissimi homo sapiens” in Italia presso l’odierna Isernia a Scienza della Comunicazione, eccetera.
La Professoressa Ada Patrizia Fiorillo ha curato con l’Università ferrarese (Unife) l’iniziativa, con la partecipazione di Enrico Crispolti, tra i massimi esperti del Futurismo.
Così ha presentato l’evento la stampa ferrarese lo scorso 26 2:
…Il 1 marzo nel salone dei Passi Perduti del rettorato, (via Savonarola 9), dopo una conferenza di presentazione in aula magna, inaugurazione della mostra documentaria ‘La fortuna del Futurismo in Belgio.
Ad introdurla i curatori, Enrico Crispolti dell’Università di Siena, tra i maggiori conoscitori in Italia delle vicende del Futurismo, e Caterina Terzetti, specializzanda alla Scuola di specializzazione in Beni storico artistici dell’Università di Siena, studiosa della figura di Jules Schmalzigaug, interprete del Futurismo belga nella prima metà degli anni dieci del XX secolo.
Proveniente dal Belgio dove è stata ospitata prima all’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles e poi alla facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Lovanio, la mostra è stata organizzata dalla Cattedra di Storia dell’Arte Contemporanea dell’Università di Ferrara.
“Questa mostra — sottolinea la professoressa Ada Patrizia Fiorillo, titolare della Cattedra — è stata organizzata per la possibilità offerta alla nostra Università di inserirsi nel flusso delle iniziative che per un intero anno si sono avvicendate sul territorio nazionale e non, per celebrare i cento anni dalla data di fondazione del Futurismo”.
Oltre trenta documenti saranno esposti… “Una trama — conclude Fiorillo — che si articola tra gli anni Dieci e Venti, prima attraverso la figura di Jules Schmalzigaug (Anversa 1882- L’Aya 1917), il principale futurista belga, vissuto in Italia tra il 1912 ed il ’14, dove stabilisce rapporti con Balla, Prampolini e Giuseppe Sprovieri sostenuti anche da una fitta corrispondenza, poi con la sensibilizzazione attuata da esponenti dell’ambiente letterario, in particolare attraverso il lavoro svolto dal poeta Paul Van Ostayen, ed infine con l’attività divulgativa, nella prima metà degli anni Venti, delle riviste ‘Het Overzicht’ e ‘Sept Arts’, dirette rispettivamente da Jozef Peeters, artista e critico, e Victor Bourgeois.
Con questi entreranno in contatto Marinetti e Prampolini stabilendo anche attraverso la rivista ‘Noi’ l’opportunità di un serio dibattito che testimonierà anche dell’evoluzione del Futurismo in Belgio verso una matrice astratta, segnata dalle scelte ‘meccaniche’ di Prampolini, ma anche dalle suggestioni neo-plastiche provenienti dalla vicina Olanda, che accarezzeranno pure il giovane Magritte“.
La mostra rimarrà aperta fino a martedì 23 marzo e sarà visitabile dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 17.30.
Infine: il Futurismo in Belgio ha avuto protagonista lo stesso eclettico Paul Joostens di Aversa. Su Joostens così è scritto in Futurismo e Futurismi, il supercatalogo della celebre Mostra di Venezia del 1986, che, facendo tabula rasa di certa critica ideologica (oggi finalmente minoritaria e palesemente di retroguardia), ha inaugurato l’attuale futurismo renaissance o futurismo prossimo venturo (secondo le congetture.. dei vari Luciano De Maria, Enzo Benedetto, Francesco Grisi e lo stesso Crispolti).
“Paul Joostens (Anversa, 1889-19609. Pittore e Scrittore Belga. Ingegnoso quanto versatile, attraversa stili diversi, cubismo, futurismo, dadaismo, costruttivismo, surrealismo… Il periodo futurista data dal 1911 al 1916 … si manifesta in alcuni disegni dal grafismo nervoso”. Ad esempio, Treno e Auto, ricordano persino certo graffitismo contemporaneo, quasi writers…minimalista ante litteram.

Roberto Guerra








