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Vito Introna interview: Azzurro Cielo Imparziale

Opera prima per il pugliese Vito Introna, “Vorrei che il Cielo fosse imparziale” per Edizioni Diversa Sintonia (ma già noto nell’ambient science fiction italiano): infatti parole[...]

cover libro Vito Introna Opera prima per il pugliese Vito Introna, “Vorrei che il Cielo fosse imparziale” per Edizioni Diversa Sintonia (ma già noto nell’ambient science fiction italiano): infatti parole atipiche, un nuovo autore in senso virtuale per il già netto fare scrittura intriso di fine psicologia, scansioni ritimiche impressioniste ed espressioniste, intercambiabili. Così la presentazione ufficiale del libro:

“…..Annalisa vive da anni nella sua tenuta, spersa nel cuore degli Abruzzi. Si è lasciata andare, ritrovandosi trasandata, grassa e soprattutto ‘sola’. Orfana di entrambi i genitori non si è mai sposata e, dopo un’infausta esperienza lavorativa post laurea vissuta a Roma, si è chiusa in una sorta di autosufficienza esistenziale dalla quale non intende assolutamente uscire.
Ci penseranno Gemma e i suoi amici a risvegliarla, giovani musicisti girovaghi che giunti per caso una sera a casa sua, nel bene e nel male la sproneranno e accompagneranno in una difficile ricerca interiore.
Il terremoto dell’Abruzzo, l’alcolismo e una naturale inclinazione di Annalisa all’autocommiserazione, non basteranno a fermarla nella riscoperta di sestessa.
Una prova ostica di vita, che non mancherà di assumere connotati drammatici… fino all’inatteso finale

D- Opera prima, titolo bellissimo, tra Rilke e Bataille
R- Il titolo in effetti sembra voler clonare ‘l’azzurro del cielo’, che peraltro non ho letto. Da quanto so di Bataille, come anche di Rilke, siamo davanti a due mostri sacri della letteratura impegnata, un filosofo-scrittore e un poeta post-simbolista autentiche icone della prima metà del novecento. La mia assai più modesta intenzione è stata invece quella di ricostruire una situazione poco comune -ma tutt’altro che impossibile- dei giorni nostri, la vita di uno ’scarto del sistema’ al quale il danaro e l’agiatezza non bastano non solo a conquistare la felicità, ma nemmeno a meritare la normalità e l’interazione nel consorzio umano

D- Minimalismo, postmoderno o il Novecento aggiornato?
R -Tu mi poni domande difficili… escludendo il minimalismo in partenza, più che per il novecento aggiornato opterei per un blando post-modernismo. Questo perchè nella protagonista del romanzo non manca il distacco dall’epoca vissuta e dai suoi falsi ideali, epperò l’intero narrato vuole essere una storia ‘qualunque’, ambientata cronologicamente ai giorni nostri soltanto per scelta di opportunità; riscrivendolo con ambientazione anticipata al 1800 farei saltare tutti i riferimenti cronologici vorrei che al lettore filtrasse lo stesso identico messaggio.

D- Vito Introna e la Parola
R- Mi sono sempre dilettato a scrivere raconti, di fantascienza e non solo, ma non ho mai coltivato ambizioni letterarie e ho affidato alla rete la maggior parte dei miei scritti, ricevendo dagli internauti in egual misura complimenti e bastonature. La nascita di ‘Vorrei che il cielo fosse imparziale’ è stata causale, tre anni fa incominciai a scrivere un racconto che, nei miei intenti, avrebbe dovuto essere di spessore ed estensione magiori rispetto alla mia media. La storia incominciò ad allargarsi rapidamente e di lì presi la decisioone di sviluppare la storia originaria in un romanzo

Ha scritto inoltre Cinzia Baldini su Penna d’oca (estratto):

La vita, spesso, non è mai come sembra. Molte volte quello che vediamo o che si mostra ad un superficiale sguardo, è solo un ologramma virtuale ed inconsistente di un’ esistenza che concretamente si svolge, magari, esattamente al contrario. Così come il tempo di Annalisa, la protagonista di “Vorrei che il cielo fosse imparziale” di Vito Introna, che scorre monotono, apparentemente sereno e senza scosse, mentre, invece, nasconde le molteplici luci ed ombre di una personalità complessa ed un carattere introverso e poco espansivo. La figura di questa donna non più giovanissima, ma nemmeno così malandata come lei si ritiene a 38 anni, è contorta e semplice allo stesso tempo, un po’ come la sua storia banale ma complicata. Terminati gli studi in una università della Capitale e dopo aver invano tentato, da neolaureata, di inserirsi nel mondo del lavoro nella tentacolare Roma, torna a vivere in Abruzzo, nella tenuta di Passo Nevoso …….”

Vito Introna nasce a Bari nel 1970 e lì ha conseguito la licenza liceale classica (1988) e la laurea in giurisprudenza (1993). Avvocato, sposato e con una figlia, vive e lavora dal 2001 a Roma, dove è anche attivo come sindacalista. In passato è stato un apprezzato web scrittore di fantascienza, con lo pseudonimo di Edorzar. Vorrei che il cielo fosse imparziale è la sua prima pubblicazione cartacea.

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