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Poesia e Fantascienza: Concetti Spaziali e oltre

L’avanguardia connnettivista, la nuova science-fiction italiana (De Matteo e Verso-anche Premi Urania… Sandro Battisti, Alex Tonelli, Marco Milani, Baroncini e molti altri), disseminata nel[...]

Concetto Spaziale Lucio Fontana L’avanguardia connnettivista, la nuova science-fiction italiana (De Matteo e Verso-anche Premi Urania… Sandro Battisti, Alex Tonelli, Marco Milani, Baroncini e molti altri), disseminata nel web con numerosi blog e siti (Cybergoth, SuperNova express… Next Station), editing quali Kipple, Diversa Sintonia EDS, riviste cartacee Next eccetera, sperimenta ora un nuovo medium di ricerca culturale e fanta-scientifica particolarmente affascinante e suggestivo.

La fantascienza come poesia è operazione non frequente, più facile il binomio fiction letteraria e magari saggistica scientifica (il grande Asimov, lo stesso Marvin Minsky…), a memoria ci sovviene la poetica semmai del grande e geniale Philip K. Dick…. In realtà, a scavare, l’opus in merito è colmo di variabili strettamente poetiche, tuttavia mai centrali nella produzione dei singoli scrittori o la memoria stessa culturale.

Concetti Spaziali, oltre, (Kipple Officina Libraria) a cura del visionario Alex Tonelli include versi cibertemporali o transpaziali, siderali neuromantici (nel senso atopico tecnoromantico per dirla alla Franco Rella) dei vari , Simone Conti, Gianluca Cremoni, Giovanni De Matteo, Paolo Ferrante, Christian Ferranti, Domenico Mastrapasqua, Marco Milani, Marco Moretti, Marco Raimondo, Alex Tonelli stesso.

Dal New York Times della fantascienza italiana, Corriere della Fantascienza /Fantascienza com, recensione di Emanuele Manco leggiamo significativamente:

“… poetica fortemente narrativa, per esempio Simone Conti. Curiose inoltre le destrutturazioni di Marco Raimondo. Lodevole il tentativo di Giovanni De Matteo di descrivere la poetica della matematica. Tonelli stesso compie una ricerca poetica densa di assonanze e musicalità. D’impatto è il lavoro di Marco Moretti, roboante di estetica astrofisica. Di passione fredda vive l’opera di Sandro Battisti. Narrativo è anche Filippo Carignani. Cremoni poi sfida Ungaretti e Ballard senza timori reverenziali. Ferrante è destrutturato, mentre Ferranti circonda il lettore con strutture ridondanti. Mastrapasqua si schiera sul fronte dei poeti narratori. Il più ambizioso Milani lascia al lettore il compito di inserire nel proprio vissuto i suoi versi Zen.”

E così la presentazione del ben noto Guido Antonelli “Non occorrono parole, perchè le parole in poesia si configurano come esperienza di debordamento del sapere, attuazione di un sacrificio e una perversione di senso che permette di avvicinare zone del tutto estranee di non-conoscenza al campo possibile della conoscenza. La poesia trae origine da un’esperienza fondamentale di impossibile verità.
E’ fra due Lune (il futuro e l’inner space) che oscilla la poesia connettivista facendo di esse il proprio terreno di ricerca, le lande segrete da esplorare, gli Oltre da raggiungere.”

Ancora la lapidaria splendida nota editoriale: “La poesia connettivista è come uno sciame di neutrini, invisibile, a bassissima interazione con il resto della materia, ma presente ovunque”

Ebbene, confermiamo quanto sopra che anzi amplifichiamo: la poesia italiana con questo volume si rinnova concretamente al passo con l’arte e la scienza contemporanea. Avanti quasi un secolo ai canoni ancora pre-web pre-elettronici e spesso quasi autistici ormai di certa casta letteraria italiana-. In queste pagine, create dai poeti connettivisti, troviamo gli input futuribili a suo tempo di alcuni grandi della metapoesia/cultura italiana moderna: Barilli, quando teorizzava Viaggio al Termine della Parola, Zanzotto verso la computerpoesia, gli stessi Sanguineti e Ruffilli per certa combinatoria linguistica che attraversa la cifra letteraria in sé, un equilibrio insolito tra parola sperimentale e comunicazione strettamente ritmica, musicale, poetica.

Ulteriormente: certo archetipo futurista, le parole in libertà marinettiane e la letteratura senza fili – oggi sono un wireless via satellite quasi…. ma anche i celebri fantasmi cibernetici di Calvino s’incarnano nei versi dei poeti scrittori di science fiction in questione. Il tutto in I pad writer inedito minimalista, miniaturizzato che dimostra la possibilità di fare anima con i computers, senza più nostalgie scialbe archeoumanistiche…

Persino, fin dal titolo, una traduzione parola dei celebri Concetti Spaziali di un certo Lucio Fontana… e le technoparole come witz, fessure transneuronali, riflesso del nuovo Homo technologicus.

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