L’attuale Biennale del Marmo e della scultura a Carrara è nell’occhio del ciclone per certi eccessi che lo stesso Sgarbi ha puntualmente stigmatizzato.
Responsabili sono un poco tutti, artisti compresi, ma soprattutto il mercato dell’arte e i suoi addetti ai lavori che rivelano forse spettacolarmente per l’evocazione freudiana in primo piano (Feci-Denaro….), come non mai l’urgenza di voltare pagina o almeno carta igenica nell’arte contemporanea.
O meglio, riformattare quest’ultima al passo di certa evoluzione e postinternet e post new media a quanto pare sconosciuta a presunti esperti, magari profondamente pagati anche dalle istituzioni: e riformattarla dialetticamente anche nella giusta interfaccia con rari critici non retro come lo stesso Sgarbi che contestano certa postavanguardia proprio per la sua mistificazione, non più razionalizzabile con le follie dell’audience o dei galleristi o dei collezionisti.
Insomma, basta con la merda d’artista ma anche con quella di tutti esperti attardati e mediocri che foraggiano concimano, è il caso di dire, sia la morte dell’arte moderna sia dell’avanguardia.
Per fortuna, come accennato, entrambe sono in ottima salute, dappertutto quasi tranne negli spazi ufficiali…
La merda d’artista, poeticamente, la si tiri sull’intera casta culturale! Giornalisti compresi quando necessario. Persino un ottimo network on line, prendendo a pretesto la presenza annunciata del futurista Graziano Cecchini, ha tentato uno scoop su Rossotrevi ridicolo, poi una volta tanto (e onorevole) ha ammesso il flop! Restano le dichiarazioni disinformate di un certo art director che ha certamente ostacolato l’eventutale futurblitz di Rossotrevi, completamente disinformato sull’artista de La Fontana Rossa di Trevi e del 1 maggio futurista (e molto altro..), a quanto pare-tale superespero felice di consacarare la merda culturale di McCarthy!
Brevemente: è nella storia dell’arte contemporanea più radicale accelerare fin dai futuristi la sperimentazione e la provocazione arte scienza tecnologia società: un’accelerazione esponenziale e basata sulla velocità in quanto categoria estetica che- come ben spiegato-non dai criptici d’arte ma dagli scienziati dei media (McLuhan, De Kerckhove, meno Umberto Eco…) simultaneamente genera tra i suoi effetti un paradosso quasi temporale, la reinvenzione estetica di forme o non forme neoprimitive….. Futurismo e cubismo o astrattismo neopimitivo alla Miro, pop art e arte elettronica e grafftismi, net art e writers o street art e via dicendo (semplici link input…). Questa è la logica e il divenire paradossale dell’avanguardia radicale, ), almeno secondo certa teoria della consocenza e dell’immaginario (forse più attendibili degli sproloqui di certa Intellighenzia estetica, dei suoi notebook umani dislocati tra le gallerie di tendenza o tra gli addetti alla cultura istuzionali, meri apocalittici integrati che inquinano come virus la creatività cosiddetta artistica fregandosene di quest’ultima, tutti sul libro cuore e il bancomat di certa appunto casta culturale del circuito italiano o internazionale della cosiddetta arte moderna….).
Nello stesso tempo, proprio, tra altri effetti della modernità, fin dalle origini del primissiimo novecento (ma anche con le protoaanguardie), sempre nella logica dei media e della comunicazione, sempre fiorisce un ritorno, meglio una rigenerazione meno radicale (ma altrettanto propulsiva) dell’arte nuovamente come Tecnica : dalla Metafisica a certo neo-post-figurativo cosiddetto…
E qua, forse, è possibile captare la password interessante: schematizzando, ormai l”avanguardia autentica (negarla come fanno molti è reazionario e ridicolo) oggi ha che fare soprattutto con l’arte consapevolmente interfacciata con le nuove tecnologie, dalla musica elettronica al video alla computer art, alla nascente Net-Art…. E anche con i suoi apparenti paradossi neoprimitivi: “Noi siamo i primitivi di una civiltà sconosciuta”, divinava perlatro persino il futurista Boccioni e oggi lo stesso Rossotrevi (il futurismo graffito del terzo millennio). Nello stesso tempo, appunto, il ritorno della Tecnica è altrettanto input oggettivo e non effimero, né un banale ritorno all’ordine…Modulazioni invece complementari, l’arte artificiale sintetica elettronica cibernetica postumana e quella ancora neoumanista….
Stop, al contrario (come in gran parte la Biennale di Carrara… ma molte altre obsolete…) ai resti del concettualismo, dell’informale, del remix senza D.J decenti o persino senza sistemi operativi mentali efficaci. Alla fine, ovvio, resta il relativismo come se si vuole- postfilosofia dell’arte, ma almeno si potrà discorrere, favorevoli soggettivamenete o meno, di arte contemporanea e non di Merda.
Controcultura
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La Biennale di Carrara e l' arte biocompatibile
Dopo Manzoni la merda di McCarthy: avanguardia o mistificazione?Le categorie della guida
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