In principio, nell’aurora del nuovo immaginario moderno, fu Bianconiglio. Il celebre compagno d’avventura di Alice nel Paese delle meraviglie, dalla penna matematica e poetica di Lewis Carroll. Un coniglio incantato squisitamente surrealistico, rilanciato recentemente anche dal film del fantasiosisimo Tim Burton. Alcuni anni fa, naturamente, apparve dal cinema di Robert Zemekis, Roger Rabbit, electro e postmoderno. Ma, forse, il più amato resta lui, Bugs Bunny, creato nella glaciale alba della seconda guerra mondiale dai notissimi Hanna-Barbera. , gli inventori storici dei cartoons con ovviamente Walt Disney.
In questi giorni, Bugs Banny compie 70 anni. Celebrazioni sono in corso sul simpaticissimo coniglio e la sua immancabile carota, quasi uno specchio animistico. Bugs Bunny, con i cugini di primo grado (sempre parto della fantasia degli stessi disegnatori) Gatto Silvestro, Wilcoyote (e altri) e quelli prossimi nell’albero genealogico dei Cartoons, ovvero Micky Mouse, Paperino e gli altri eroi disneyani, icona della cultura pop e del loisir nascente. L’Occidente ottimista e tecnologico all’assalto delle stelle del secondo novecento, con l’apice delle esplorazioni spaziali, prima delle frenate della crisi del petrolio, del terrorismo islamico e dell’attuale crisi economica globale.
I fumetti e i cartoons, veri e propri manuali viventi pedagici per quelle generazioni, nei fatti, al di là delle solite cassandre sociologiche…. in America i puritani volevano persino censurare Paperino! Icone che, spesso con miglior lungimiranza e perspicacia di dotti volumi, esprimevano (ed esprimono tutt’oggi a quanto pare) una fase storica comunque propulsiva, disncantata, coraggiosa, anticonvenzionale, consapevole del senso del futuro,anche nei cartoni animati.
Fase storica, probabilmente, soltanto in fase di mutazione e necessarie rettifiche anche ecologiche, ma persino in Bugs Bunny o Gatto Silvestro, foriere di sorprese prossime venture.
Fantasioso e anche dispettoso, furbo e anarcoide, il Coniglio della carota….. La leggerezza dell’infanzia moderna capace d’ immaginare, alla luce del benessere storico e delle sue speranze contingenti, l’avventura umana anche come un gioco, con tutta la serietà dei fanciulli quando sperimentano i propri giocattoli come fossero messaggi dello spazio.
Impossibile, selezionare una soltanto delle strisce elettriche o dei film …interpretati dal protagonista Bugs Bunny. Se non a memoria, un capolavoro satira antinazista, non dissimile in fondo da Il Grande Dittatore di Charlie Chaplin. Uno dei primi cartoons dove il fumetto rivelava alla luce del sole tutte le sue potenzialità controculturali.
Se esistesse un Nobel per le creature immaginarie del nostro tempo, la Carota d’oro spetterebbe senz’altro a Bugs Bunny!

Roberto Guerra








