Ecobodyart

25000 visitatori al World Bodypainting 2010

World Bodypainting 2010 Festival La scorsa settimana (dal 12 al 18 luglio) nella splendida coreografia naturale del Lago Millstattersee tra i boschi austriaci di Seeboden, ben 25000 visitatori hanno tributato un meritato successo al festival mondiale di bodypainting o body art (World Bodypainting, tredicesima edizione).

Sul palcoscenico del parco Klauberpark, artisti di ben 40 nazioni diverse hanno quasi realizzato un’ opera d’arte collettiva, innestando pittoricamente pelle o epidermide, pori e colori sorpendenti , letteralmente nella biosfera. Ogni bodyartista - e modelli/e - sembrava frammento di un ologramma naturalissimo, funzionante ad energia solare e cromatica per qualche magica tecnologia futura.

Il tutto ha persino generato quasi effetti ottici inediti: non soltanto i soliti 7 colori dell’arcobaleno tatuati, dipinti, posati, danzanti sul corpo dagli artisti nelle loro sempre infinite variabili e combinazioni possibili. Sembravano anche cromatismi mai visti, alieni, come gli uomini azzurri di Avatar, il capolavoro recente ecofantascientifico di James Cameron.

Persino,scene del film, magari un episodio girato e poi tagliato o l’inizio di un seguito in preparazione: vista la scenografia appunto da mondo incantato, tra uomini albero o folletto e donne cerbiatto ninfe del lago o androgini scoiattolo o civetta o fiori e animali delle foreste immaginari, visti magari soltanto nelle favole di ieri o appunto nella fantascienza di domani.

Il festival segnala inoltre certo ritorno – aggiornato – alla bellezza focalizzata quasi in una lussureggiante corsa allo stupore neobarocco degli artisti, la clorofilla e la pelle umana ricombinati nell’apoteosi del colore. Nonché una nuova centralità relativa del corpo umano in perfetta simbiosi con la fauna del lago e dintorni.

Una evoluzione molto futuribile e interessante della body art nata già decenni fa come metafora e messaggio ancora spesso teatrale della liberazione sessuale, poi espansa sia in una sorta di affascinante naufragio cibernetico alla ricerca delle specie future e o aliene, post tecnoscienza (spesso attraverso il medium video) sia -più recentemente e con esiti spesso o manieristici o ipermorbosi con la moda postpunk del tatuaggio se non di piercing o altri sensori paraprimitivi ai limiti (a volte oltre ) dell ‘autolesionismo elevato ad arte e provocazione con troppe dosi di mistificazione.

Certa body art o painting più recente, finalmente, sia alla luce della nascente net-art electro e-o postgraffitistica, sia come nel Festival mondiale in questione, oggi pare sperimentare nuove rotte: neopanteismo elettronico anche nelle sue variabili, come sul lago austriaco, più intrise di clorofilla in libertà, grande concerto di elettroni colori atomi, sfilata della Terra riflessa dai suoi fiori a unità base carbonio, trasfigurati in infiniti giochi sensualissimi e cromatici di luci e penombre.

La Body Art (Painting… Dance) come ecopoesia.

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