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Moby Dick in Perù

Balena preistorica gigante e carnivora scoperta dagli scienziati

cover Moby Dick Melville da Wikipedia Italia Sensazionale scoperta di alcuni ricercatori scientifici (Università di Pisa e Museo di Parigi) nel deserto del Perù. 12 milioni di anni fa viveva in quell’area, all’epoca opposta, invasa dai mari, un mostro terribile, una Balena gigante carnivora.
Così la stampa:

”Il Leviatano esiste davvero. Un fossile marino, con denti lunghi 40 centimetri, è stato scoperto nel deserto del Perù da un’equipe di ricercatori dell’Università di Pisa e del Museo di Parigi. Ha delle dimensioni enormi, se si pensa che è lungo 15 metri, ha la testa di 3, 18 denti nell’arcata superiore, 22 in quella inferiore (tutti di lunghezza variabile tra i 33 e i 40 centimetri). L’animale è un odontoceto risalente al niocene medio, 12 milioni di anni fa, ed è stato chiamato dagli scienziati “Leviathan melvillei”, perchè ricorda un essere a metà strada tra il terribile mostro citato nella Bibbia e il capodoglio del Moby Dick di Melville”

Appunto: al di là dell’oggettiva scoperta scientifica, il fatto suggerisce affascinanti implicazioni inedite per l’immaginario. Almeno per via junghiana, la teoria controversa ma comunque propulsiva di una sorta di memoria genetica a livello del cosiddetto inconscio collettivo, ancora una volta straordinarie ma mere fantasie (seconda la psicologia comportamentistica almeno) a quanto pare trova possibili riscontri in certo qual modo- nel reale.
Balena carnivora tipo Alien… o meno, certa poetica del… Rhum di marinai di ogni tempo è sempre più confermata dalla scienza ufficiale ispirata da certa scienza di frontiera, la cosiddetta criptologia, sorta di ufologia della scientifica esobiologia. Tra Calamari giganti ancora viventi, specie impossibili nelle viscere degli oceani ai limiti delle leggi biologiche non soltanto la biologia globale appare meno rigida e complessa di quanto si supponga a livello strettamente accademico.
Anche certo immaginario horror di ogni evo, evidente oggi ad esempio nella fantascienza, presenta strati forse derivanti da epoche ancestrali e da creature “mostruose” realmente esistite.
Se le lucertole derivano tutt’oggi in certo modo dai Grandi Rettili (chissà, presagio futuro remoto del destino delle specie nella loro parabola discendente… forse anche noi umani un giorno…saremo letteralmente nanosapiens….) forse parte dell’iconografia monstrum della storia culturale dell’umanità, dalle leggende orali ai Libri Sacri o a quelli fantastici, ha memorizzato residui di memoria in cui magari Chimere, Dragoni, Leviatani… Moby Dick (molto volgarizzando) esistevano ancora realmente o almeno ebbero incontri con i più prossimi antenati del moderno Homo Sapiens.
Quest’ultimo è stato preceduto quasi da un paio di milioni circa di altri prototipi quasi del genere Homo: prima del linguaggio, la memoria forse si autoattivava per via non verbale. Magari le distanze oggettive in termini temporali sono confutazioni ovvie. Ma qualche sparuto gruppo di mostri marini o meno, potrebbero essere sopravvissuto in certe nicchie fino alla comparsa diciamo dei primi ominidi già un pochetto evoluti e registrato dai deboli e altrettanto sparuti eppure straordinari neuroni dei nostri capostipite, capaci, nella Natura tremendamente ostile, nonostante la fragilità globale di dare avvio all’evoluzione della nostra specie.
Una possibile ulteriore interpretazione proprio di Achab e Moby Dick , di San Giorgio e il Drago e tante storielle, moderne o antiche o ancestrali, stranamente simili nell’essenza psicologica.

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