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Transvision 2010 Intervista a Giulio Prisco

La rivoluzione tecnoscientifica

Stanley Kubrick  2001 Space Odissey Con tante conferenze transumaniste, perchè TransVision 2010?

“Fino al 2007 TransVision è stata LA conferenza transumanista e l’ unico punto stabile di incontro e confronto della comunità. La conferenza veniva organizzata ogni anno in un paese diverso e da un team diverso, sotto la supervisione della World Transhumanist Association (ora Humanity+). Io ho partecipato a TransVision 2005 a Caracas, organizzata dai transumanisti venezuelani di José Cordeiro, e TransVision 2006 a Helsinki, organizzata dai transumanisti finlandesi. TransVision 2007 a Chicago è stata l’ ultima edizione organizzata dalla WTA, e la conferenza non ha avuto luogo nel 2008 e 2009. Dopo essermi dimesso da dirigente della WTA nel 2008, ho chiesto e ottenuto i diritti sul marchio TransVision.

Adesso ci sono, effettivamente, vari eventi transumanisti: in primo luogo il Singularity Summit -a New York a Ottobre c’ erano quasi mille persone, e anche all’ ultimo Singularity Summit a San Francisco la settimana scorsa- e poi altri eventi periodici come H+ Summit. Ci sono inoltre vari eventi più specializzati su alcuni elementi o interpretazioni del pensiero transumanista e le tecnologie annesse. Per esempio immediatamente dopo il Singularity Summit c’ è stato un interessantissimo workshop di due giorni su Mind Uploading (alla cui organizzazione ho contribuito, e al quale ho partecipato in realtà virtuale senza muovermi di casa, grazie alle moderne tecnologie di telepresenza che saranno usate anche a TV10). Abbiamo ritenuto utile organizzare questa edizione di TransVision come punto di incontro e confronto globale, e anche per dare spazio a interpretazioni del transumanismo che oggi si tenta spesso di mettere da parte o perfino di mettere a tacere” ( Giulio Prisco)

Aspetta, questo è interessante. A quali interpretazioni ti riferisci?

“Il transumanismo, quello vero, è rivoluzionario. È sovversivo e politicamente scorretto. Visionario, anti-establishment, futurista. Profondamente futurista. Non vogliamo vivere 5 anni di più con qualche pillola per stare un pò meglio. Vogliamo trascendere tutti i limiti della condizione umana, vogliamo vivere in eterno, vogliamo lasciarci alle spalle la biologia e diventare software, vogliamo lasciare la terra, colonizzare lo spazio intergalattico e diventare il sistema operativo dell’ universo. Questo è il vero transumanismo di FM-2030 e Timothy Leary, e queste sono alcune delle tendenze a cui TransVision 2010 darà spazio. Senza trascurare il transumanismo più moderato (quello dei 5 anni di vita extra con qualche pillola in più), ma certamente senza limitarci ad esso.

Un’ altra caratteristica importante di TransVision 2010 è che si tratta di un evento multi-culturale, anzi trans-culturale. Il transumanismo tradizionale è sempre stato forse troppo legato a una visione del mondo troppo razionale, troppo asettica, troppo ingegneristica, e ha lasciato troppo poco spazio all’ arte, il design, e la spiritualità. Come conseguenza il messaggio transumanista è difficile da vendere perchè è troppo “square” e assomiglia di più alle pagine in bianco e nero del manuale di manutenzione di una macchina industriale che all’ esplosione di colori di un’ opera d’ arte.

Il messaggio transumanista è razionale, ma per convincere la gente ad ascoltarlo bisogna passare per le correnti sotterranee della sfera emotiva, e la mancanza di impatto emotivo immediato è finora stata uno dei punti deboli del marketing transumanista, che ci si propone di correggere. TransVision 2010 ospiterà molti artisti, per esempio una coppia di artisti olandesi presenterà un’ opera d’ arte futurista dedicata alla conquista dello spazio, voluta dal genio transessuale e transumanista Martine Rothblatt, che dopo aver guadagnato miliardi nei settori aerospaziale e telecom ha creato una grande casa farmaceutica globale e una fondazione, Terasem, dedicata al Mind Uploading e all’ immortalità cibernetica. Ma Rothblatt è anche impegnata con passione nell’ arena dei diritti civili, e animerà un’ altro filone carico di emozioni trasgressive: quello della libertà sessuale, per tutti, senza ipocrisie e senza confini.

Infine, sono sempre più evidenti le relazioni e interconnessioni fra il transumanismo e le tendenze che potremmo definire “spirituali” o perfino, per usare una parola difficile, “religiose”. Il transumanismo è finora stato caratterizzato dall’ enfasi sulla razionalità e sul metodo scientifico come unica fonte valida di conoscenza, e dalla forte opposizione a qualsiasi visione del mondo irrazionale e fondata sul soprannaturale e sulla verità rivelata, come, appunto, la religione. Pur essendo d’ accordo sul ruolo della razionalità come fonte di conoscenza e capacità di intervento sulla realtà esterna, credo non si possa voltare le spalle al desiderio di spiritualità e trascendenza che, nei secoli, ha spinto innumerevoli persone verso la religione e anche oggi spinge moltitudini verso nuovi fenomeni di spiritualità “new age”.

Penso invece che le persona alla ricerca di spiritualità e trascendenza siano compagni di viaggio, spesso inconsapevoli, che potrebbero essere convinti a basare la loro ricerca sull’ enorme potenziale della scienza e della tecnologia… se e solo se saremo capaci di convincerli. Tre delle più importanti tendenze della nuova spiritualità transumanista saranno rappresentate a TransVision 2010: La già citata Terasem, i Mormoni Transumanisti della MTA, e le sublimi visioni cosmiche del bellissimo Cosmist Manifesto, di Ben Goertzel, recentemente pubblicato da Humanity + Press “. (Giulio Prisco)

Perchè in Italia, a Milano?

“Ma perchè noi italiani siamo santi del cyberspazio, eroi post-biologici e navigatori dell’ infinito! O forse no, o forse non ancora, ma dobbiamo diventarlo (o ri-diventarlo) perchè è parte del nostro patrimonio memetico. Oltretutto l’ Italia è uno dei paesi europei dove il transumanismo fa particolarmente notizia, … grazie anche agli editti e proclami anti-transumanisti della chiesa e dell’ establishment culturale, ma specialmente grazie all’ opera capillare delle due organizzazioni transumaniste attive in Italia (e io sono di quelli che pensano che la competizione fa bene): L’ AIT di Riccardo Campa, Stefano Vaj… e il Network di Fabio “Estropico”, Giuseppe Vatinno…Bruno Lenzi ed altri. Pochi paesi nel mondo non anglosassone possono vantare tale quantità e qualità di interventi transumanisti sulla stampa online e spesso controculturale della blogosfera e anche sulla stampa cartacea ufficiale, come dimostra l’ opera di Schiavone e Marchesini e la rivista stampata Divenire dell’ AIT, sempre più piena di interventi di personalità “al di sopra di ogni sospetto” della cultura nazionale.

L’ Italia è terra di Futurismo, e la celebrazione del centenario futurista nel 2009 va vista come chiamata alle armi per un nuovo futurismo, transumanista. Graziano Cecchini ha dipinto di rosso la fontana di Trevi, noi nuovi futuristi, transumanisti, dipingeremo le fontane delle stelle. Sono stati scritti fiumi di parole sul fenomeno futurista, non sempre storicamente corrette, e sulla sua relazione con il pensiero transumanista. Spero che il tuo intervento a TransVision, e quelli di Antonio Saccoccio e altri futuristi italiani, servano a rendere più chiaro il fenomeno futurista e le sue relazioni con in transumanismo, che può esserne considerato una versione moderna.

Una nota personale: sono recentemente tornato a vivere in italia dopo più di 25 anni all’ estero, e la mia prima impressione è stata, ma come, non è cambiato niente, è tutto uguale a 30 anni fa, perfino le facce alla televisione sono le stesse, e anche le canzoni. È vero che un paese come l’ Italia non può non sentire il peso della storia, e può difficilmente evitare di assomigliare al museo polveroso lamentato da Marinetti e dai Futuristi. Ma è anche vero che in Italia sono presenti tendenze culturali, artistiche e scientifiche d’ avanguardia e di altissimo livello, evidenziare le quali è uno degli scopi di TransVision. In varie epoche storiche, noi italiani abbiamo profondamente cambiato il mondo: sarebbe l’ ora di ricominciare”. Giulio Prisco

E le eterne polemiche fra l’ AIT e il Network?

“Vedo che ti riferisci ai vari battibecchi online, di cui è stato recentemente pubblicato l’ ultimo. Devo dire che non prendo molto sul serio queste polemiche. Uno, ho già detto che secondo me la competizione fa bene. Due, mi sembrano polemiche ispirate da una versione novecentesca, anzi forse ottocentesca, della politica, e da categorie politiche che sono state superate dalla storia. Tre, sono unicamente centrate sull’ antipatia viscerale verso una e sempre la stessa persona, forse ispirata dall’ invidia. Quattro, molti (anche se non tutti) di quelli che hanno l’ abitudine di iniziare i battibecchi non danno mai altri segni di vita nel discorso transumanista in Italia o sulla scena globale, il che rende difficile prenderli sul serio. Cinque, queste polemiche da vecchie zitelle sono acque stagnanti più noiose di un funerale. Mentre il transumanismo, quello vero, deve essere moderno, dinamico, futurista, il ventunesimo secolo che guarda con fiducia e ottimismo al resto del terzo millennio e oltre, e sopratutto fresco, interessante e divertente.

La diffusione del pensiero transumanista in Italia è stata principalmente dovuta all’ opera di tre persone: Riccardo Campa e Stefano Vaj dell’ AIT, e Fabio “Estropico” del Network. Si tratta di tre persone di grande energia e vitalità intellettuale, con idee politiche molto diverse, che diffondono attivamente le nostre idee transumaniste nelle comunità politiche a clascuno più congeniali. Fabio fu uno dei primi a notare in modo esplicito e chiaro, vari anni fa, che l’ essere transumanista non implica una posizione politica definita, ma al contrario può coniugarsi con varie posizioni politiche diverse e anche molto diverse tra loro. Le mie idee politiche e filosofiche non coincidono esattamente con quelle di nessuno dei tre, ma ritengo l’ opera di tutti e tre importantissima ai fini della diffusione delle nostre idee nel nostro paese e nella nostra lingua. Appartengo alla scuola del vivi e lascia vivere, e del lasciare che mille fiori sboccino, anche se sono di colori diversi. E per citare di nuovo uno statista cinese, il colore del gatto non è importante; l’ importante è che prenda i topi, che in questo caso sono la vecchiaia, la morte, e tutti i nostri limiti biologici e cognitivi.

Entrambe le organizzazioni saranno rappresentate da vari relatori e interventi a TransVision 2010, ed entrambe le organizzazioni partecipano all’ organizzazione dell’ evento sulla lista di discussione dei transumanisti europei. Spero che TransVision 2010 potrà contribuire alla fine delle ostilità nella comunità transumanista italiana e all’ inizio della collaborazione affinchè le nostre idee abbiano il peso che meritano nella vita culturale e scientifica italiana. ( Giulio Prisco).

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