Finalmente! Nel cinema italiano qualcosa di nuovo, di cosiddetto cinema impegnato (come si diceva orribilmente una volta) senza appesantire il pubblico, rompergli le scatole in parole padane!
Ci riferiamo a “La Montagna di Neve…,” di Elisabetta Sgarbi, in programma alla 67° Mostra del Cinema di Venezia 2010.
Un film squisitamente postmoderno e minimalista, nelle accezioni poco italiche ma conoscitive e scientifiche per chi giustamente dribbla le antenne ancora di rame (per così di dire) della cultura europae in divenire, (questa già a fibre ottiche..) nel Bel Paese sempre filtrata da certa casta culturale.
Impressionante il cast artistico nel film reportage virtuale della Sgarbi. Oltre al ben noto fratello polemista e raro creativo storico d’arte (futurista nell’azione Salemi docet), vedi elenco, quasi l’imbarazzo della scelta. Segnaliamo solo Battiato, Eco, Bodei, Ghezzi, Buttafuoco.
Nel medium cinema nazionale, questo gioiello della Sgarbi, trascende infatti, vedi anche la trasversalità ideologica del cast…, infatti i criteri che fanno poi- tranne eccezioni- vincere i premi, il politicamente e il cinematografico corretto.
Alla ricerca della cultura italiana, il significante… del film: appunto una esplorazione aperta, tutta giocata e danzata nella sublime superficie, zoom creativo antitetico ai clichet del neoconformismo italiano culturale e del settore. Non a caso già criticato dai soliti soloni, tale operazione, che – antiamericani (se non fosse ad esempio Tarantino- anche lui a Venezia- che scriverebbero certi criptici sul suo amore per Edwige Fenech e il cinema italiano di Serie B?) o eurogamberi poco aggiornati, amano i film come fossero Libri o Romanzi d’autore, peggio se il film riempie tutta la pancia, magari anche se si occupa della digestione.
Certa malcelata inomprensione del ben noto Bellano è eloquente…:
“…Si rimane perplessi, di fronte ad un’operazione di questo genere, che non va oltre quanto chiunque, con un minimo di buon senso, potrebbe suggerire attorno al vago concetto di “cultura”. Le domande proposte agli intervistati, spesso generiche e ripetitive, non hanno inoltre reso un buon servizio al documentario”
Son così distanti - certi esperti- da ogni up load del 2010 che persino il titolo è troppo battatiano …. per captarlo e decifrarlo!!! Titolo, invece bellissimo, paradigma di quella leggerezza della videocamera che – come un velo olografico- bisbiglia il divenire della cosiddetta Sofia ….italiana, con glaciale e ammaliante transfert quasi lacaniana….. Tutta una danza tra reale e immaginario, la scrittura verbo.visiva del film, la Neve è l’aurora aliena di un’ altra Italia futura, i fiocchi che cadono …sul pubblico (e sui critici..) gli avatar dei poeti-filosofi-scienziati-musicisti coinvolti dalla Sgarbi.
E già link umani biopolitici … come per cinetrasporto… fluttuanti tra le capitali e i villaggi “elettrici” della nazione Italia.
Persino certi guru storici – provocando- della cultura italiana stessa, contrariamente e non a caso ai limiti denunciati dai critici (sempre Bellano) “i contributi più diversi sembrano ammucchiarsi senza suggerire, da parte degli autori, una chiave di lettura originale. Peggiora il senso di scarsa organicità del discorso un finale ritorno a Milano, che appare particolarmente gratuito..”…. sono complici: è il Film in sé la la password originale, medium messaggio, il cinema non più letteratura ma elettronico, al passo con la variabile del medium dopo Internet e il Computer, verso l’Intellettuale, anche in Italia, se la Dea vuole, finalmente dis-organico!
*scheda film
Se hai una montagna di neve, tienila all’ombra. Un viaggio nella cultura in Italia.
Regia: Elisabetta Sgarbi.
Cast artistico (in ordine alfabetico): Marco Alemanno, Mario Andreose, Camilla Baresani, Franco Battiato, Nicolas Bellario, Remo Bodei, Pietrangelo Buttafuoco, Simone Caltabellotta, Luca Canali, Arialdo Ceribelli, Marco Cocci, Carmen Consoli, Ivan Cotroneo, Angelo Curti, Giovanni D’Andrea, Lucio Dalla, Maurizio De Giovanni, Gaetano Di Vaio, Massimo Donà, Umberto Eco, Antonella Favuzza, Maurizio Ferraris, Giacomo, enrico ghezzi, Antonio Gnoli, Antonina Grillo, Piero Guccione, Filippo La Mantia, Giulio Lattanzi, Carmen Llera Moravia, Giacomo Marramao, Francesco Merlo, Laura Morante, Sergio Claudio Perroni, Giovanni Reale, Antonio Rezza, Manlio Sgalambro, Vittorio Sgarbi, Paolo Terni, Sandro Veronesi, e molti altri. Gli sposi Anna Oliviero e Maurizio Giberti

Roberto Guerra








