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Intervista a Vincenzo Bosica: fantascienza

L'autore di Irregolare, romanzo cyberpunk

Irregolare di Vincenzo Bosica copertina

*Vincenzo Bosica, (Pescara 1977) è un giovane talentuoso scrittore di fantascienza, non a caso dal background biografico basato su studi scientifici e filosofici. Al passo con le ultime tendenze postcyberpunk, la sua scrittura è un mix danzante tra immaginario techno e congetture sugli scenari sociali futuribili. Il suo primo racconto, “Capsule” (”IF-Insolito e Fantastico”, n. 2/2009), è quasi un saggio sulla scienza moderna. “Irregolare” il suo primo romanzo, appena edito dalla casa editrice Solfanelli, già ottimamente lanciato da Fantascienza com., è quasi un nuovo episodio di Blade Runner…

Così la presentazione del libro (estratto), a cura di Luisa Ferretti.

“Irregolare” è un romanzo cyberpunk, una fantascienza noir distopica, dalla forte personalità, che lascia poco spazio ai sentimenti comprensivi e benevoli e arriva a imbrigliare il lettore in una morsa adrenalinica con la sua velocità di narrazione. L’opera riesce a riproporre le leggendarie ambientazioni alla Blade Runner in un thriller/poliziesco futuristico. I risvolti tecnologici sono estremamente dettagliati, mentre i protagonisti sono complessi e imperfetti, contaminati da difetti e con i nervi a fior di pelle. La trama si dipana attraverso una torbida e pericolosa investigazione su un efferato omicidio, che finisce per intrecciare eventi e personaggi a un ritmo vertiginoso, in un mondo corroso dalla violenza e inquinato oltre limite, nel quale la vita media ha superato il secolo grazie agli impianti cibernetici sostitutivi e potenzianti.
In questo futuro verosimile e non così lontano, dove il collasso demografico viene scongiurato attraverso un rigidissimo controllo delle nascite, il detective Shaun Morrison indaga sul caso con tutti i mezzi tecnologici a disposizione fino a trovarsi davanti a qualcuno che va oltre la Legge, oltre la normalità, oltre le regole: un irregolare.”

*Nostra Intervista a Vincenzo Bosica:

D- Fantascienza italiana: differenze con quella internazionale?

R - L’Italia non vanta una grande tradizione di grandissimi autori di fantascienza, e molti di coloro che vi sono cimentati in passato hanno preferito dare un tocco “anglosassone” pubblicando le loro opere sotto pseudonimi per meglio adattarsi al mercato. Al riguardo, basti pensare che tutte le riviste di settore hanno avuto una breve vita, cedendo terreno ai più popolari generi come l’horror o il fantasy, e molti degli scrittori italiani di fantascienza hanno raggiunto la notorietà con altri generi letterari.

Commercialmente, possiamo affermare che nella letteratura italiana l’opera di fantascienza ha uno spazio tristemente angusto, che però tende a incrementare in concomitanza con eventi cinematografici di grande produzione, così come per tutti i generi irreali. Oggi basta affacciarsi in libreria e vedere interi scaffali dedicati ai vampiri, a seguito del fenomeno Meyer. Oppure possiamo ricordare la grande proliferazione di letteratura Fantasy seguita all’uscita cinematografica del capolavoro di Tolkien. Tutto questo accade anche all’estero, ma anche in assenza di questi eventi cinematografici, generalmente la narrativa fantascientifica è ben apprezzata e acquistata.

D- L’Uomo e la Macchina, scontro o evoluzione

R - Ogni medaglia ha il suo rovescio: l’evoluzione è cambiamento, non necessariamente pacifico o privo di traumi. L’uomo è in continuo progresso, ma viaggia sempre sul filo del rasoio. Molte innovazioni di uso quotidiano sono state progettate inizialmente per uso bellico, altre, come internet, celano insidie di un controllo elettronico permanente, mentre le scoperte biomediche hanno trascinato, oltre ai vantaggi che tutti sappiamo riconoscere, anche la comparsa di armi batteriologiche. Dunque, l’Uomo e la Macchina seguiranno lo stesso copione: se da una parte avremo innegabili meriti evoluzionistici, dall’altra subiremo il tormento di uno scontro.

D- Il tuo recente libro: autoritratto elettronico….

R - Mi guardo intorno e scopro che il futuro è già qui accanto a noi, spesso celato dietro una facciata di quotidianità. Da questa intuizione creo il romanzo IRREGOLARE, con molti risvolti tecnologici già esistenti ma poco conosciuti. Ho voluto dare un taglio molto verosimile all’opera, nonostante la presenza fantascientifica, per offrire al lettore uno scorcio di quello che si cela oltre il nostro presente. La trama si sviluppa attraverso una indagine di polizia che finisce per intrecciare eventi e personaggi in maniera veloce e senza tregua, per offrire velocità e adrenalina.

D- L’Uomo e lo Spazio, futuro possibile o utopia del XX secolo?

R - L’Uomo e lo Spazio non è utopia ma è una necessità del futuro, probabilmente più prossimo di quanto possiamo credere. Innanzitutto mi permetto di portare all’attenzione la meraviglia della ISS (Stazione Spaziale Internazionale) un progetto congiunto di cinque agenzie spaziali che è in orbita ormai da anni, il fiore all’occhiello dell’avventura spaziale umana. Come seconda cosa voglio far notare che prima o poi l’incremento demografico sarà un problema, le risorse naturali termineranno e in ultimo, in un lontanissimo futuro, il nostro sole si spegnerà. Dunque lo spazio resterà la nostra carta da giocare, una necessità non un’utopia.

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