Digital Video Dance a Ferrara

The Scientist 2010: Gran finale con la videodanza a cura di Vitaliano Teti e Marilena Riccio

Vitaliano Teti e la video arte digitaleNell’ambito di The Scientist 2010, video festival internazionale, svoltosi a Ferrara quest’ultimo fine settimana, gran serata finale domenica 10, con una delle sezioni più attese e di conclamato prestigio, chicca sipario per una rassegna che quest’anno, quarta edizione ha bucato i media non soltanto del settore.

Un programma d’alto livello (oltre alle soprendenti e giovanissime sezioni universitarie, la selection del Loop Barcellona, performers e ricercatori, come Alessandro Amaducci, lo stesso Giorgio Fedeli , diverse Accademie delle Belle Arti nazionali, video artisti quali Bianco-Valente. Carlos Casas, Botto&Bruno, Elodiè Pong “ Luca Matti, Giovanni Tutti, e molti altri) che ha definitivamente lanciato The Scientist tra i primissimi Festival dell’arte digitale del primo duemila, italiani e esteri.

E -come anticipato- show di chiusura con la Video Danza, a cura di Vitaliano Teti (Presidente di Ferrara Video&Arte e art director principale di The Scientist) e Marilena Riccio del Coreografo Elettronico, di Napoli, forse lo scenario nazionale più rilevante di tale specifica variabile dell’arte digitale (e relativo periodico storico parallelo festival nella città campana):

L’arte digitale in quanto video danza è forse il link attualmente più in progress del settore, per certa particolare complessità globale miniaturizzata in certo senso, a livello semiotico e artistico.

Danza, rivoluzione digitale, teatro, poesia, video, cinema –arte urbana e street art stesse, immagine e parola muta o sound e comunicazione, confluiscono specificatamente in tale Superbit dell’arte contemporanea, di ricerca, sperimentale e video elettronica.

La Video Danza, mixa particolarmente e simultaneamente orizzonti pop e di ricerca:

Tale peculiarità è emersa trasparentemente nella serata in questione: i video dei vari artisti*, pur nella differenza soggettiva, hanno attraversato quasi come neutrini immaginari il pubblico, sorta di interfaccia, comunicazione ed empatia simultaneamente psicologica e tattile, cerebrale e fisica e sensuale:il pubblico stesso, protagonista in una sorta, pur seduto, di danza collettiva virtuale.

La Video Danza è l’avanguardia probabilmente di certo trend più pop, posttechno e posthip-hop generazionale, vertigine e seduzione, creatività e scienza ri-combinati in ef-fusione estetica e sociale, dagli orizzonti ancora -im-prevedibili e ammalianti. Un Dioniso (e Arianna) unità umana a base grafene nel terzo millennio.

*Queste le schede precise e significative a cura di Marco Teti sulla sezione di Video Danza:

“Derrière elle (Belgio, 2009, durata 12”41’) di Ishrann Sigidijan, Thomas Turine, Natalia Sardi, Laida Aldaz. La motivazione con cui l’opera viene insignita del primo premio all’ultima edizione dell’importante festival ‘Il Coreografo elettronico’ è la seguente: “questa collaborazione tra due danzatrici, un filmaker e un compositore è il risultato di un’idea incisiva e di una visibile stratificazione e condensazione di elementi creativi. La […] videocamera riesce a creare più che registrare lo spazio […]. L’approccio al movimento equipara corpi e oggetti, utilizzando spostamenti passivi per creare un’atmosfera straniante. Il video mantiene costantemente intatta la sua intelligente identità.”
(in http://www.napolidanza.com/)

The cut-tuk show (Italia, 2009, durata 3’25”) di Giulia Fontanini. L’autrice si distingue per l’abile uso delle risorse fornite dal procedimento del montaggio e per le originali scelte registiche adottate. Anche in The cut-tuk show Fontanini esibisce la notevole capacità di cui è dotata nel combinare elementi linguistici del video e elementi linguistici della danza al fine di condurre una ricerca estetica innovativa e del tutto personale.

Hydrogen – Installazione multimediale di Andrea Jori (Italia, 2010, durata 7’03”) di Alessandro Tanassi. Questa produzione traduce in termini audiovisivi un progetto installativo concepito da Andrea Jori, il quale realizza le sculture mostrate. Ciò a cui assistiamo viene presentato come il tentativo compiuto da una donna (accostata sul piano ideale all’idrogeno, l’elemento chimico che nella tavola periodica occupa il primo posto, dunque alla vita) di raggiungere l’emancipazione all’interno di un metaforico contesto sociale recante il carattere dell’indifferenza o meglio della «impassibilità».

Io sono viva (Italia, 2010, durata 30’05”) di Stefania Alberti, Francesca Franzoso, Pier Paolo Paganelli. Con accortezza il cortometraggio mette in evidenza la possibilità che anche nell’ambito della videodanza viene offerta agli autori di utilizzare, per specifiche finalità espressive e discorsive, componenti di tipo narrativo. Ideato da Alberti e dalla coreografa Francesca Franzoso, esso trae ispirazione dal saggio Donne che corrono coi lupi di Clarissa Pinkola Estés”.

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