Questo sito contribuisce alla audience di

Jung e la futurologia

Il grande psicologo svizzero del novecento nei tempi netmoderni

Jung e l'alchimia..cibergnostica?Carl Gustav Jung, nel/dal Novecento, resta tutt’oggi personalità intellettuale tra le più originali, eclettiche, discusse e … opera aperta, davvero quasi un filone perpetuo per revisioni future. Tra psicologia, alchimia, fisica quantica, sociologia, mitologia, psichiatria, religione, estetica, è tempo di rilanciarlo, paradossalmente nell’era di Internet (oltre certa new age che da tempo lo ha trasformato quasi sempre a sproposito in uno dei suoi guru storici).

Un’opera a modo suo nietzchiana, quella dell’erede naturale poi eretico e ripudiato… dello stesso Freud: una psiche umana, Jung, che ha attraversato, con stile appunto polifonico e neorinascimentale la cultura contemporanea del novecento, in quasi tutte le sue spesso contraddittorie modulazioni: riformattando il tutto in una sintesi mai statica, dinamica, in progress, appunto personalissima….

Jung futurologo? Già la formulazione suona o può suonare arbitraria per le percezioni critiche forse più diffuse tutt’oggi: certamente non ostile alla scienza, Jung, ma etichettato molto schematicamente in genere, tra i critici del progresso e della tecnologia, della psicologia scientifica, per la sua spregiudicata reintroduzione di certo apparente misticismo nella psicologia. Il suo più geniale seguace, poi, James Hillman, ha accentutato certa ala neomitologica, amplificando oggi, poi, tale percezione (naturalmente, anche Hillman molto frainteso). Mentre invece la stessa Von Franz favorisce già -al contrario-proprio lo Jung futuribile ante litteram con la sue analisi proprio sul futuro e la matematica e la fisica da sguardi psicologici junghiani..

Eppure, come peraltro a certe altitudini, ben evidenziato, anche in Italia, dove ad esempio Carotenuto ed altri hanno soprendentemente rilanciato la psicologia junghiana, Jung in tutta la sua opera si è occupato , oltre che della follia cosiddetta, anche di cose assai più terrestri, quasi sociologiche e certamente del futuro- e quindi delle modernissime futurologie, con sonde anzi ancora tutte da riscoprire e peculiari. E non soltanto negli scritti più espliciti in tal senso come gli incredibili “Presente e Futuro” o “Su Cose che si vedono nel Cielo” e nei lavori sperimentali sulla sincronicità (anche con un certo W.Pauli, fisico altrettanto eclettico e geniale), paradossamente anche in alchimia e astrologia, a livello semiotico… e simbolico colmi di futuro anteriore almeno-appunto- a livello di certo immaginario… (come magari indica lo stesso Remi Sussan su certa futurologia quasi neognostica…).

La sua specifica amplificazione dell’originaria psicanalisi freudiana (chiamiamo le cose -in senso storico- nella sua insospettata continuità discontinua…come in ogni processo creativo e innovativo) poggia già sul futuro, non solo l’archetipo… ma in senso molto pragmatico.
Laddove il Passato in certo senso era per Freud specchio, password dell’uomo moderno, razionale e scientifico, in Jung è il futuro invece, la freccia del tempo in avanti della psiche umana, il motore energetico… La famosa visione prospettica è già psicologia congetturale, il desiderio, la percezione del futuro nella propria anima…

In certo senso, anzi, certe scansioni relativamente recenti futuriste e transumaniste, a livello di psicologia, echeggiano eccome l’intuizione juunghiana. Ancora, sempre in tale interfaccia soggettiva, la visione dinamica della psiche umana in Jung, certa danza sempre aperta tra inconscio e conscio, archetipi, io e sé, certa attenzione appunto agli impersonali cosiddetti archetipi (persino significanti), ricorda parecchio sia la cibernetica mentale di Silvio Ceccato oltre che la psicologia di Watzlavitck, se non persino in controluce certa nuova scienza eco ciberneica sistemica (Lovelock e l’Ipotesi stessa Gaia) certa stessa scienza postumana alla ricerca di certo Oltre Uomo, nei suoi archetipi sottostanti….
Ovvio, il futurismo junghiano appare una miniera vergine, forse, in senso odierno psicosociologico specifico, via inconscio collettivo, e la relativizazione dell’Io verso un Sé superiore, prossimo.

Nelle opere succitate, Jung non soltanto rivela strati e motivazioni storiche profonde dei tempi moderni, insospettati, traccia anche certa mutazione degli archetipi inferibili proprio nelle macchine e nella tecnologia, indubbiamente dotatissimi di effetti mitici e estetici… La Macchina è la Grande Madre ( o la Rete, in ciò preludio persino alla futurologia odierna più visionaria e quindi probabilmente Realtà futura… intravista dallo stesso McLuhan e Teihlard de Chardin,e da certa ecologia o cibernetica sistemica…) ; il Robot il Vecchio Saggio, alieni, cyborg e mutanti e androdi - via anche alchimia, Praga e Golem e Homuncoli vari, il Puer Aeternus, peraltro forse l’archetipo centrale tacito di tutta lopera junghiana, il Futuro che viene perpetuamente alla luce! E così via….

Soprattutto, certa fenomenologica subordinazione relativa della coscienza, dell’Io al cosiddetto sé, in senso aperto e dinamico, all’incoscio collettivo (e sociale …tecnologico), è già in Jung pecezione aurorale di certa mutazione postumana attuale, verso il multividuo di cui parlano transumanisti e futurologi….

Certamente, tali orizzonti paventano implicazioni ancor più perturbanti delle avanguardie cibernetiche odierne: non solo la Mente ripoducibile, tra supercomputer senzienti e uploading…. anche l’Anima, lo Spirito, la Bellezza! Magari certa stessa straordinaria Bellezza olimpica degli Dei, certo neopaganesimo relativo, certo immaginario reinventato, reintrodotto ammirevolmente nel discorso del futuro dagli stessi futuribili Campa e Vaj….

Frankenstein ..la nuova terribile bellezza postumana? In fondo fu una bellissima e geniale scrittrice Mary Shelley ad annunciare la nuova era biotecnologica… Trasmutazione dopo Nietszche a 360° del genio junghiano?

Le categorie della guida