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Mimmo Centonze artista del 2010

Salemi laboratorio della nuova arte italiana

Mimmo Centonze Capannone 2010 particolareI media ora quantomeno non ostentano più scetticismi fuori luogo, rivelatrici di certa casta culturale, come all’inizio, oltre due anni fa, quando Vittorio Sgarbi sbarcò a Salemi come sindaco e lanciò con Toscani, Cecchini e Daverio, il cosiddetto Progetto Terremoto, .

Dal 2008 Salemi è un infinito happening d’iniziative a 360° sulla cultura contemporanea, vero e proprio futurismo sociale.
E anche laboratorio per la nuova arte italiana, con il lancio periodico di nuovi giovani talenti geniali che i media stessi dovrebbero evidenziare con ben maggiore convinzione (ma si sa preferiscono il fango/cemento… ben noto, secondo certa stampa ormai parodia dell’edilizia paramafiosa e perbenista paoleoborghese italiota).

Mimmo Centonze, lanciato in quel di Salemi da Vittorio Sgarbi, è una delle nuove personalità prototipo dei nuovi orizzonti dell’arte contemporanea italiana….(Photo in alto Capannone 2010 di M.Centonze-particolare)

Ecco il suo bolero in progress, quasi a casaccio, dalle news continue in divenire soltanto in questo 2010 che evidenzia, tra una mostra e l’altra, Mimmo Centonze quale artista dell’anno, tributo controculturale (la nuova controcultura, estranea ai clichet superati di quella del secondo novecento politicizzata ed ideologica, a contrario al passo con le avanguardie scientifiche e artistiche in particolare e nello specifico) che non necessita di chissà quale avallo ufficiale da parte dei gamberi degli addetti ai lavori, tranne ovviamente Sgarbi e non molti altri nel Bel Paese…

Vittorio Sgarbi presenta a Matera “Mimmo Centonze - Lo spazio e il nulla”, mostra personale dell’artista materano ideata e curata da Vittorio Sgarbi con testi di Oliviero Toscani e Marco Vallora.

Mimmo Centonze al Festival del Cinema di Venezia 2010 in occasione anche di… “Se hai una montagna di neve tienila all’ombra - Un viaggio nella cultura italiana”. E’ questo il titolo del film di Elisabetta Sgarbi presentato al 67° Festival del Cinema di Venezia 2010″.

Pubblicato il ritratto di Totò Riina dell’artista conservato nel Museo della Mafia di Salemi….Mimmo Centonze sul mensile Max di agosto.Il mensile è stampato in: Austria, Belgio, Canada, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Olanda, Portogallo,Repubblica Ceca, Slovakia, Spagna, Svizzera, Ungheria, USA

Museo Centrale Montemartini - via Ostiense 106, Roma E’ Mimmo Centonze ad aggiudicarsi il “Premio Speciale Fondazione Roma“, importante riconoscimento che viene attribuito ad un artista particolarmente significativo a giudizio insindacabile della Fondazione Roma e del suo Presidente, il Prof. Avv. Emmanuele F.M. Emanuele, anche Presidente dell’Azienda Speciale Palaexpo.L’opera vincitrice di Mimmo Centonze, intitolata “Capannone”, sarà esposta insieme a quelle dei 10 finalisti del “Talent Prize 2010″

Vittorio Sgarbi e Mimmo Centonze all’inaugurazione della mostra “Italo Squitieri - Luce radente” Mostra a cura di Mimmo Centonze.

Mimmo Centonze finalista al Premio Lissone 2010 Artisti selezionati da tutto il mondo. Artisti selezionati nelle prestigiose edizioni passate: Adami, Appel, Birolli, Dorazio, Moreni, Morlotti, Ruggeri, Scanavino, Schifano, Tàpies e Vedova (Novembre 2010*)

Oppure alcune parole spot ma alla Warhol e-o Toscani….sul nuovo astro dei colori in libertà italiani:

Vittorio Sgarbi…”Una mostra utile ed intelligente…È la prima volta che io vedo le opere di Squitieri e devo dire che devo ringraziare giovani come Centonze che si allargano fino a diventare critici”…Devo un ringraziamento a Centonze perchè lui, in età di essere mio figlio, mi ha fatto conoscere un pittore che potrebbe essere in età di mio padre”

“(citazione da una video intervista del Presidente della Fondazione Roma Prof. Avv. Emmanuele F.M. Emanuele)Sono molto contento che il ‘Premio Speciale Fondazione Roma’ sia stato dato a Mimmo Centonze, un artista giovane e di grande talento. Per quanto mi riguarda, la scelta è caduta su di lui perché io sono un suo convinto estimatore. Ho avuto modo di apprezzarne il percorso culturale, la capacità di prospettare un mondo armonioso, vivificato da una luce eccezionale”.

(Citazione dal mensile Inside Art di ottobre 2010 della curatrice del Talent Prize 2010 Nicoletta Zanella) “Una grande opera carica di forti presenze cromatiche ormai libere dalla forma, tese ad indagare la sottile linea di confine della pura rappresentazione spaziale. Un hangar industriale, abbandonato, pieno dei rifiuti di quanti ne hanno utilizzato gli ampi spazi come luogo di lavoro o come semplice riparo. Ora dismesso e privato della sua funzione si innalza a emblema del nulla. La luce ancora lo invade, come da sempre è abituata a fare, e ne riscatta il vuoto”.

 (Citazione dall’articolo di Luca Beatrice, critico d’arte e curatore della Biennale di Venezia 2009). ”…addirittura delizioso il piccolo ritratto eseguito da Mimmo Centonze, non fosse che il personaggio in questione è Totò Riina, difficile pensare di metterselo in casa”. -

Infine, a livello di nota critica, Mimmo Centonze, degno allievo libero e seguace di certa scuola, anzi anti-scuola sgarbiana (e prima di Sgarbi, magari critici e storici atipici quali Longhi o lo stesso Malaparte, ovvio Marinetti, nell’arte contemporanea anche certo Gillo Dorfles, gli stessi Stefano Zecchi e Franco Rella), segnala una nuova visione o proiezione futuribile, oggi già pulsante nel presente, modulazione dell’arte contemporanea o d’avanguardia o sperimentale.

Accanto al modulo “standard” delle pura ricerca o della pura provocazione (peraltro sempre più relative, spesso mistificazioni, sintomo della sparizione del’arte stessa vagheggiata magari da Baudrillard, per fortuna a volte con eccezioni ancora incisive e perturbanti, Maurizio Cattelan, Graziano Cecchini, Alessandro Amaducci ad esempio ), finalmente in Italia si delinea un altro software, dove i bordi della bellezza e della provocazione, della forma e della sperimentazione, dell’avanguardia e dell’estetica sfumano e si compenetrano positivamente…

Dopo Sgarbi…. ecco Centonze, artista, capace di mixare tale sintesi, quasi una fotosintesi verso un nuovo futurismo solare, tecnologia, nel senso di conoscenza tecnica e storia della bellezza…, ricombinate con medium-messaggi di sicuro sabotaggio sia del manierismo sia di certo dominante neoconformismo sociale…

La Bellezza, anche attraverso il colore, il pennello, la tela, effetti speciali magari electro innestati con precauzione e sobriamente, torna a evocare la verità (alla Keats…), sia la nuova terribile bellezza moderna, con scansioni finalmente meno maudit ma felici…. l’artista- dopo la rivoluzione di Salemi e il laboratorio Sgarbi… abbandona il ruolo pericoloso e anche abusato del bohemien, rivendica l’estetica come pragmatica sociale e detonatore, ordigno sublime, di nuovi scenari desideranti e desiderabili.

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