Ugo Spezza in Short Stories 9: intervista

Soprendente esordio fanta- letterario del noto futurologo

Short Stories novembre n.9Ugo Spezza, noto futurologo on e off line, giornalista informatico e già autore di diversi saggi futuribili (Net-Sfera…. in Divenire 4 a cura di Riccardo Campa) scende ora nell’agorà letterario della fantascienza con un romanzo breve sull’Intelligenza Artificiale: opera prima, ma non sembra affatto. Il testo è già navigato e potente, distante da virtuosismi narrativi che da sempre inquinano certa science-fiction (italiana!): parole e tecnoparole invece veloci, dirette, perturbanti, futuribili- certo ritorno allo Spazio anche…- come la miglior fantascienza americana.

Spezza nel suo Necronomicom, prestigiosa sulla rivista di letteratura fantastica in Short Stories 9. (Download e Anteprima), segue certa antitradizione di scienziati che -a volte- con psedonimi (lo stesso Marvin Minsky), affidano certe idee più radicali all’artifico appunto della narrativa d’anticipazione…

D- Spezza, esordio narrativo a sorpresa su una bella rivista d’area (fantascienza e futuribile) accanto a nomi noti da tempo quali Donato Altomare (già premio Urania), Claudio Tanari (Fantascienza.com), lo stesso Giorgio Sangiorgi e molti altri eccellenti writer.

R-Sono sorpreso anche io che il mio lavoro sia stato accettato e che il mio nome sia finito in un volume di raccolta di racconti di Science Fiction accanto a nomi di primo piano del panorama italiano del settore. Che dire; sicuramente non posso giudicare da me stesso una mia opera letteraria, sarebbe un atto di presunzione e di supponenza. Comunque riceverò presto le impressioni dai lettori. Considerando che è uno dei miei primi lavori spero susciti una buona impressione, in questo caso sarò spronato ad andare avanti e a perfezionare altre opere che ho composto e che per ora sono rimaste incomplete.

D- Il racconto tratta di una intelligenza artificiale che fa uso di strumenti nanotecnologici, messa a punto per trovare una soluzione definitiva al cancro… fantascienza alla Crichton e Robin Cook, oppure?

R-Direi una via di mezzo tra i mutanti di Philip Dick e quelli di Stan Lee, l’autore degli X- Man; solo che qui gli esseri mutati sono oltremodo orripilanti e cattivi. Il tutto in una commistione di battaglie per i corridoi di un’astronave e di ricerca affannosa di strategie per la sopravvivenza… Devo davvero ringraziare Giorgio Sangiorgi in quanto mi ha pubblicato un testo “fuori formato” ovvero una via di mezzo tra un racconto lungo e un romanzo breve, altrimenti difficile da impaginare e pubblicare. In effetti il mio testo occupa gran parte del volume…

D- La fantascienza, futurologia estetica o mera fantasia tecnoscientifica?

R- In effetti sono autore del sito di successo www.futurology.it, che tratta di futurologia scientifica e riporta scritti di importanti scienziati internazionali. Ma in questo caso la futurologia non c’entra nulla; qui siamo alla fantascienza pura. Tuttavia non escludo (anzi credo che si verificherà) che la nanotecnologia possa evolversi fino a concretare un balzo in avanti nella medicina dello stesso tipo di quello che avemmo negli anni 40 dello scorso secolo con la invenzione della penicillina ad opera di Fleming. Effettivamente micro-robot che ispezionano il corpo e rimuovono cellule tumorali o rigenerano organi non sono solo una invenzione della fantascienza ma vi sono seri studi in corso. A tale scopo presto uscirà un mio articolo divulgativo sulle Nanotecnologie avanzate sulla rivista Divenire (vol. 5) della Associazione Italiana Transumanisti.

D-La fantascienza in Italia….

R-Ebbi modo di scrivere tempo fa sulla stampa specializzata che se non riprende l’esplorazione spaziale e la colonizzazione, a cominciare da una base spaziale lunare, per finire alla costruzione di cupole su Marte, l’immaginario collettivo non ripartirà e la fantascienza rimarrà anch’essa in uno stato di stagnazione, come è ancora (purtroppo) oggi.
In effetti la grande, grandissima, fantascienza con serie come Star Trek, Spazio 1999 e film epici come 2001 Odissea nello Spazio di Stanley Kubrik sono emersi proprio dalla fantasia dei vari Artur Clarke, Gene Roddenberry e dai coniugi Anderson proprio a cavallo della grande esplorazione spaziale tra la fine degli anni ‘60 e l’inizio dei ‘70. Scopo della fantascienza di oggi deve essere proprio il tentativo di poter rilanciare le epiche avventure di quei gloriosi anni in cui l’umanità finalmente si lanciava nella conquista dello spazio. E non solo per diletto; si tratta di una questione pura sopravvivenza. Il monito del grande scienziato Stephen Hawking è lì a ricordarcelo:

La nostra unica possibilità di sopravvivenza a lungo termine non è quello di rimanere isolati sul pianeta Terra, ma di espanderci nello spazio[…]. Abbiamo compiuto notevoli progressi negli ultimi cento anni. Ma se vogliamo continuare oltre i prossimi cento anni, il nostro futuro è nello spazio. Sarà abbastanza difficile evitare il disastro sul pianeta Terra nei prossimi cento anni, per non parlare dei prossimi mille, o milioni di anni. La razza umana non dovrebbe avere tutte le sue uova in un paniere, o su un pianeta.”

A chi ne fosse interessato Futurology.IT si occupa anche di colonizzazione dello spazio e delle tematiche collegate.

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