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Un genio dell' Ottocento: Ulisse Barbieri

Tra satanismo gotico e scapigliatura democratica, riscoperto da Nomade Psichico.

Ulisse Barbieri Il Palazzo del Diavolo-Nomade PsichicoUlisse Barbieri (Mantova, 1841 - San Benedetto Po, 1899) è un drammaturgo, romanziere e poeta accostabile alla cosiddetta “Scapigliatura democratica”, che d’altronde supera e sovverte, grazie all’eclettismo e alla bizzarria delle sue opere; teatro per analfabeti, rivista, storie macabre e sanguinose, novelle caratterizzate da un tardoromanticismo in decomposizione, versi anticonformisti e libertari, drammi intrisi di cinismo sardonico: conosciutissimo all’epoca nell’ambito della letteratura popolare, Barbieri costituisce un caso unico, che merita di essere riscoperto.

Ha scritto numerose pièces teatrali, rappresentate nelle più importanti città d’Italia. Artista che amava provocare, il nostro Ulisse si muoveva tra anticipazioni granguignolesche, influssi prevanguardistici e verismo sentimentale; mescolava la sete di giustizia sociale con la necessità di commuovere o addirittura impressionare il pubblico, come facevano allora tanti altri autori, ma conferendo un alone “psichedelico” alle sue opere che oggi appaiono quindi modernissime e affascinanti.

A sedici anni fu imprigionato dalla polizia austriaca per essere stato colto ad affiggere a Mantova manifesti patriottici; condannato, scontò quattro anni di carcere. Dopo una militanza repubblicana, raggiunse l’ampio schieramento antiparlamentare, socialista rivoluzionario e anarchico, senza tuttavia perdere un solo amico in campo mazziniano e democratico.

Di Barbieri apprezziamo oggi il valore artistico e l’anticipo di efficaci forme di comunicazione contemporanea: troviamo in lui la leggerezza della letteratura, le radici del romanzo d’azione di periferia, le intuizioni para-cinematografiche, la magia di pianura, la creazione di mondi paralleli, e una costruzione quasi sperimentale delle frasi e delle situazioni che sorprende. Mettendo alla berlina i politici nazionali (si veda la satira sui crack bancari) ed evidenziando le ingiustizie sociali dovette fare i conti con carabinieri e tribunali e fu spesso incarcerato per reati d’opinione. Negli anni ‘80 e ‘90 dell’Ottocento realizzo’ e diresse il leggendario foglio giornalistico “anarcogotico” denominato “Combattiamo!”, sequestrato a piu’ riprese dai cani da guardia della monarchia.

Dal 1888 al 1891 Ulisse decise di partire da San Benedetto Po per il Brasile e l’Argentina, dove rappresentò i suoi drammi nei teatri e nelle grandi aziende agricole. Cercò di convincere i ricchi proprietari terrieri a riservare un trattamento più umano a braccianti e contadini. Tornò in Italia fiaccato nel corpo ma non nello spirito. Continuò a scrivere testi di grande interesse, ma ormai spirava un vento propizio al mediocre e insipido decadentismo dannunziano, ben diverso dal folclore psicogeografico che noi amiamo, con storie animate da vampiri, assassini e innocenti ragazze sedotte e abbandonate.

Morì a San Benedetto Po in estrema povertà. Al momento di spirare, recava ancora con sé la vecchia valigia, contenente il manoscritto della sua autobiografia: avrebbe dovuto intitolarsi Carceri e boheme, non è stata mai ritrovata, ma se qualcuno di voi la rinvenisse, contattateci e verrà sicuramente ristampata.

Marco Boni- Nomade Psichico

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