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Gli alieni tra Noi

Secondo la scienza, non gli ufologi....

l'astronomo Carl SaganLa notizia vola nei media e nel ciberspazio da alcuni giorni. In certo senso, recenti insospettate, quasi, scoperte, sulla Terra, segnalano che gli Alieni son già tra noi, in luoghi appunto particolari, impossibili secondo certa accademia biologica.

Peraltro, generalmente, la scienza è l’unica Accademia capace di autorettificarsi senza dover render conto a nessuna inquisizione, i fatti son fatti e le parole sempre secondarie. Quindi, le nuove scoperte, subito comunicate, disponibili per ricercatori e cultori scientifici e anche-in questo caso- del mistero che costò il rogo, secoli fa, addirittura a Giordano Bruno.

Ovviamente, la scienza contemporanea non ha scoperto alcuno omino verde, ma in certo senso, conferma certa mitologia Ufo, o fantascienza anche letteraria e cinematografica, come scienza clamorosa d’anticipazione, confermando la preveggenza di Nietzsche: la magia è l’infanzia della scienza…

In breve: gli scienziati han scoperto- dopo già parecchi indizi del genere negli ultimi anni- un batterio quasi alieno capace di sopravvivere non secondo le comuni leggi biologiche, ma grazie all’arsenico!

Di seguito, una delle chiare esposzioni mediatiche: *Corriere della Sera -estratto

“…
Scoprire un batterio che vive di solo arsenico apre agli scienziati prospettive soltanto sognate. Già se ne erano trovati di stranissimi che sopravvivevano in condizioni ambientali estreme, come le altissime temperature nei fondali oceanici, ma la loro biochimica era tradizionalmente «terrestre», seguendo le regole note per vivere e riprodursi. E sulla Terra si conoscono batteri che degradano sostanze acide inquinanti

Gli orizzonti si ampliano assecondando ipotesi che sembravano fantascientifiche, come quella dell’astrofisico americano Carl Sagan, il quale non aveva escluso che nelle colorate nubi di Giove potessero fluttuare microorganismi capaci di cibarsi dei prodotti chimici locali …”

Nulla da aggiungere a tale meraviglia, se non alcune considerazioni amplificatrici.

Da un lato, come accennato, l’imprevedibilità stessa della ricerca scientifica, che ne rivela sempre più la propria dimensione anche fantastica, umanistica, distante anni-luce dalle facili caricature non casuali, scienza fredda se non disumana, sempre cavalcate – cosa grave a livello proprio di inconscio tecnologico o sociale/collettivo- dalle forze culturali ancora prevalenti, anche in Occidente, arroccate sui resti di certa metafisica ed autoritarismo malcelato, anche secolare e profano, sponsor di certo neo-oscurantismo ben noto, spacciato per fondamentalismo umanista molto paleo…

Dall’altro e complementare: non soltanto l’attuale tributo postumo o quasi a scienziati quasi visionari si diceva) come Sagan o lo stesso Davies (ma potremmo anche aggiungerci per robotica ed economia, tra qualche anno, anche un certo Asimov) ci narra, oggi, una nuova scienza, non soltanto supermacchina della logica e della ragione, ma anche micromacchina dell’immaginazione robusta, capace di pre-vedere l’imprevedibile…

Segnalano certi mutamenti di rotta anche il superamento del linguaggio scientifico (e dei fatti) di certo residuo ismo, monoteismo paradossale ereditato dalla filosofia scientifica dai suoi archetipi pre-galileani: e’ l’emersione, per ora soltanto un iceberg alla luce di certe appunto scoperte controcorrente, di una scienza più plurale e polifonica.

Una scienza capace di attraversare il cosiddetto naturalismo con sguardi molteplici, persino contraddittori, peraltro il paradosso probabile parola o numero essenziale dell’universo e della vita stessa….

Marziani che mangiano arsenico e fatti non di carbonio, capaci di respirare magari Ozono doc, apre prospettive salutari e conferma la verità scientifica, non mera approssimazione, ma straordinariamente complessa e ancor più seducente per la ricerca del futuro prossimo.

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