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Daniel Costantin: interview

Alias Daco...: promotore della "revoluzione" neomoderna

Daco artista contemporaneo
*Daco alias Daniel Costantin, alias Aka Daco Monday: irriducibile artista contemporaneo, tra modernismo aggiornato, poesia quasi visiva e net-art (in Second Life), cantore, non frequente oggi, del fare arte dalla libertà nel divenire fatale della forma o della non forma..

Daco: revoluzione, rivoluzione + evoluzione, un gran bel logo spot…
R. Be ho cercato di sintetizzare il mio lavoro, credo che l’umanita sia giunta a un punto di non ritorno, il proseguo è un evoluzione del genere umano, un andare oltre, un passare oltre al muro dell’evoluzione.

Daco: l’arte contemporanea nel duemila, manierismo o …revoluzionaria?
R. Direi Arte aperta a 360 gradi,espressione di vera cultura moderna, globale,quindi molte visioni. Per cultura moderna intendo un intreccio di culture diverse che interagiscono anche in contrasto tra di loro, producendo una societa dinamica, globale, un passare oltre al muro,un salire la scala dell’evoluzione, modernismo è rimettere in discussione la centralita della civilta e cultura europea nel mondo, modernismo è cultura globale.

Daco: poesie e visioni
R. La poesia è nata in me da ragazzo, ho proseguito cercando di aprire alle mie opere pittoriche stufo nel dover sempre spiegarle, quindi è un legame diciamo diretto è un proseguire un discorso, un sostituire a volte la pittura piu complessa nell’esecuzione avendo nella vita praticato mille lavori rifiutando di commercializzare le mie opere.

Daco: breve tuo…net-ritratto
R.Lascio nel descrivermi uno scritto, critica, che mi piace molto…


Artista autodidatta, di pensiero e d’ ispirazione.
Mi hanno molto colpito gli spazi di Daniele Costantin, egli usa lo spazio per fare arte, si appropria di questo di questo elemento impalpabile ed indefinibile e lo adopera, si potrebbe dire, per creare.
Daniele parla per spazi: tra le parole lascia sempre dei puntini di sospensione. Dilata il tempo. Le riflessioni dell’ artista riportate nelle pagine di Corazza mi sono parse subito illuminanti e didascalia ideale del suo operare. Il pittore dice infatti che, dopo aver iniziato un quadro, lo lascia in sospeso, in attesa quasi. Lascia passare del tempo tra l’ inizio e la fine di un’ opera, di modo che l’ esecuzione possa mutare in esso, possa quindi in qualche modo avvalersi di istanti, ore, giorni di vita per crescere e fissarsi infine sulla tela, sugli svariati materiali ingegnosamente assemblati dalla creatività del Costantin.
Questo è perciò il tempo, a mio parere, del pensiero e dell’ ispirazione.
La matrice espressionista dei suoi dipinti sconfina nell’ astratto, una sorta di empatico abbraccio tra conscio ed inconscio, foriero di poetiche trascendenze.
L’ artista lavora per spazi di tempo, un tempo che diviene a volte poesia. La sua arte è infine mescolanza di stati d’ animo scanditi dal tempo.
Ma l’ arte si sà è mutevole e multiforme, come il tempo stesso.

prof.Roberta De Villa.

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