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Il Ragazzo dagli Occhi Verdi

Max Adler, l'autore, svela i paradossi postsituazionisti del libro, edito da Nomade Psichico

Max Adler....D- “Il ragazzo dagli occhi verdi”, controcorrente rispetto al noir e acidi vari…

R-Non sono molto informato, ma credo che tanti letterati d’oggi si divertano a creare storie dove gli innocenti e gli indifesi subiscono violenze, vengono uccisi e torturati. Mi pare fantasia sin troppo facile. Personalmente, preferisco immaginare trame dove i potenti sono fatti a pezzi per i loro riconosciuti torti. È molto più divertente. Pornografia, libertinaggio e luddismo dovrebbero stare alla base di una nuova società, visto che quella attuale, moralista e capitalista, sta attentando alla presenza della vita sul nostro pianeta. Serve quindi anche una nuova letteratura, e qui si inserisce il mio progetto.

D- Il romanzo sembra un mix tra un bolero militare epico e slang futuribile, stranamente lirico.

R- Era l’unico modo moderno, “pop” per descrivere una guerra civile in cui un’intera classe dirigente colpevole viene fatta fuori, giustamente e senza pietà. La violenza s’impone, certo, ma compiuta l’opera, al libertario inevitabilmente sfuggirà una lacrima di gioia e commozione. Dunque il lirismo.

D- Qualcuno ha scritto che evoca il non detto di 1984 di Orwell.

R- Anche in tal caso non avevo scelta, potevo solo tentare di forzare Orwell. Oggi un ragazzino che legge 1984 tende a considerare Orwell un blando realista, dato che quel libro pare ora la banale fotografia della nota disperazione attuale. Chi ancora non si è bevuto il cervello - siamo in pochi - ha molti modi per salvarsi il culo. Uno di questi è l’arte totale, senza compromessi.

D- Nietzsche disse (non Zucchero)… se la scrittura non è dinamite, che senso ha scrivere…

R- Grande Nietzsche, ma è stato Zucchero a esortarci a volare nello spazio per andare a scopare anche la luna.

*Ulteriormente significativa questa recensione a cura di Nicola Mazzoni:
“….Mentre il barcollante carrozzone della cultura continua ad annoiarci tra propaganda eco-politica e buoni sentimenti il nostro Max Adler alza la posta in gioco e ci concede una boccata d’aria, un nuovo, folgorante romanzo. Sorprendente, folle e illuminato come solo Adler sa fare dai tempi di Petronio.
Gli appassionati ritroveranno certe tematiche a lui care: neopsichedelia, biocentrismo, neo-primitivismo, sessualità selvaggia, violenza gratuita, anarchismo scellerato, provocazione situazionista, divertissement letterario spinto all’estremo (imperdibile il cammeo in cui i protagonisti aggrediscono a randellate lo stesso Adler accusato di pacifismo….”

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