
* Stefano Balice, musicista elettronico e poeta totale-visivo, 22 anni (!) è attivista del movimento net.futurista di Antonio Saccoccio, Gianluigi Giorgetti, Klaus-Peter Schneegass, Gianluigi Ballarani, Marco Raimondo, Elisabetta Mattia e altri, presente in Italia e all’estero.
“Musica per criceti alienati” e l’omaggio marinettiano Gazurmah (tra le sue opere) sono soltanto le …iniziali digitali di uno dei nuovi talenti più imprevedibili e in progress della nuova avanguardia italiana…
D- Il Net.Futurismo in pillola.
R- Il Net.Futurismo è quel movimento che promuove il paradigma reticolare e una sua estensione a tutti gli aspetti della vita sociale. Questa convinzione ci è data dal lavoro di rete stesso, lo viviamo ogni giorno, quindi non possiamo che ridere in faccia a chiunque cerchi goffamente di opporsi.
D-Come opera il vostro network?
R-Quello che arriva ad essere visibile del nostro lavoro è solo la punta dell’iceberg. Abbiamo un forum ed una multichat sempre attivi, un vero vulcano creativo che ci consente di essere sempre connessi in modalità reTEale. Tutto è costantemente in discussione. Il lavoro o il semplice pensiero del singolo trova spesso una risposta nel gruppo che agisce completandolo e amplificandolo. L’ideologia net.futurista non è separabile dal modo in cui il Net.Futurismo opera.
I numerosi eventi a cui abbiamo partecipato nel centenario del Futurismo e dopo di esso ci hanno anche permesso di evolverci nel modo di operare sul territorio. E’ molto importante riuscire a mantenere un equilibrio tra il lavoro dei singoli, quello del network online e quello del network sul territorio; mancare in questo, vorrebbe dire perdere gran parte del lavoro svolto.
D-Quindi ci sono artisti specializzati per ogni settore…
R-L’artista specializzato è una specie a rischio; non credo riuscirà a sopravvivere a sè stesso (per fortuna!). Noi non abbiamo niente a che fare con i quadrivendoli, chiusi nel triangolo amoroso di artista/critico/gallerista. Nessuno di noi ha il mito di quei mercenari imparruccati che hanno fatto la storia della musica. Scriviamo più o meno tutti, eppure l’idealizzazione dello scrittore non ci ha mai sfiorato. Non facciamo marketing o marchette. Siamo un gruppo di avanguardisti uniti dalla convinzione. Potrei dirti che mi occupo di elettrorumorismo, ma mentirei, perchè ogni net.futurista è un jolly.
D-Cosa intendi per elettrorumorismo?
L’elettrorumorismo è il più recente stadio evolutivo della musica. Quello che ci interessa, come Net.Futuristi, è il modo in cui la musica possa influire sulla sensibilità umana; le nostre proposte sonore spingono l’ascoltatore alla scoperta di un universo che troppo spesso si lascia sfuggire. Scegliere rumori da generare/registrare/manipolare vuol dire innanzitutto fare una distinzione tra vari tipi di rumore. Quest’attività rende più lucidi e più coscienti, il creatore come il fruitore che, nel momento in cui decide di far partire un brano mp3 o un cd, si predispone a dare attenzione a ciò che ascolterà più di quanto non faccia normalmente -ed è proprio questo il dramma! Noi vogliamo porre il fruitore al centro e dirgli “guardati, sei vivo”. Esempi lampati di operazioni finalizzate a questo sono le riflessioni sonore, la musicoralità di Gianluigi Giorgetti o il technorumorismo; stiamo facendo da ponte ad una nuova concezione del suono in cui la canzone, la traccia o come dir si voglia non avrà più nessuna utilità. Il Net.Futurista corre verso la fine dell’arte con le braccia aperte!
D-Quali delle tue composizioni o dei tuoi scritti consiglieresti ad un presentista?
R-Un presentista deve prima di tutto liberarsi dei demoni che l’hanno reso tale, quindi non posso fare a meno di consigliare “Old-Media Soundtrack”, realizzato insieme al mio amico Marco Raimondo. Si tratta di una serie di tracce da ascoltare facendo zapping (dopo aver tolto il volume alla tv). La “terapia” giova enormemente ai presentisti che, forse per la prima volta, hanno l’occasione di osservare realmente ciò che hanno di fronte. Il lavoro è scaricabile gratuitamente dal seguente link…Invito poi a leggere la “Poesia direzionale del tempo di transito”, una risata in faccia al post moderno e a chi non crede che una terza avanguardia sia possibile.
Le sei tavole che lo compongono sono state inserite nell’ultimo grandioso numero di AD FUTURUM POST (anno II n.4), insieme a testi e immagini di Antonio Saccoccio, Marco Raimondo, Gianluigi Giorgetti, Massimiliano Scordamaglia, Silvia Vernola, Klaus-Peter Schneegass.
I paesaggisti
non hanno erezioni
e il miglior poeta
scrive lettere minatorie
coi ritagli di giornale

Roberto Guerra








