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IL TERZO POLLO sfiducia Sandro Bondi

I finiani peggio dei vespasiani di Caligola

Il Ministro Sandro BondiSandro Bondi: il più bistrattato da sempre dei poltici dello staff del premier Silvio Berlusconi. Ora addirittura in profumo di sfiducia, reo secondo il solito ipocrita e mistificante giustizialismo di certa ex sinistra, di avere distrutto la cultura italiana.

A quanto pare, se Pompei crolla è colpa di Bondi; se il cinema italiano – tranne eccezioni- fa ridere i marziani per i suoi tempi da moviola- è colpa di Bondi e così via… Una minipersecuzione sistematica al buon Bondi, reo soltanto di essere stato comunista a suo tempo, poi leale e modesto gregario del Premier fin dalla nascita di Forza Italia…

Ma naturalmente, in questi tempi di pornopolitica, foraggiata dai paladini della diversità sessuale, giornalisti inclusi che un tempo avrebbero scritto soltanto per Le Ore o Cronaca Vera, gli inquisitori insospettati di Bondi sono i soliti badogliani finiani falsi futuristi.

Il cosiddetto Terzo Polo nascente (ma come un aborto politico), anzi il Terzo Pollo come andrebbe storicamente memorizzato, vista la malafede, il voltagabbanismo, l’analfabetismo culturale (sic, altro che Bondi!) che caratterizza da tempo appunto Fini e ex camerati e dc forever doc, dopo l’espulsione legittima dal Pdl (che i ha portati tutti in Parlamento!).

Se Bondi è il Nerone che ha incenerito la povera cultura italiana, spesso emblema di cultura ideologica, anacronistica sia a livello letterario che cinematografico, Fini e il Terzo Pollo sono certamente i vespasiani viventi di… Caligola!

In realtà Sandro Bondi, è esempio vivente e ormai maufragato nella pornopolitica dell’ex sinistra e dell’ex intellighenzia italiana, di lealtà e onestà politiche, oltre che di una buona eduzazione e creanza quasi sconosciute in Parlamento e nella cultura italiana attuale.

Certi presunti tagli a certo fannullismo e appunto culturina dominante in Italia, distante anni-luce da certa cibercultura occidentale nascente, sia da certa reinvenzione possibile ed elegante della Tradizione Italiana (anche quella socialista…) sono salutari: a certe sovrintendenze del meridione che dissipano i fondi per manutenzioni e restauri; a certi registi di regime cattocomunista che (Nanni Moretti tra le poche apprezzabilissime eccezioni) hanno sciupato risorse pubbliche astronomiche grazie a elargizioni istituzionali (Veltroni e Rutelli ad esempio docet quando sindaci a Roma!) per film alluncinanti o addirittura mai finiti, boiate pazzesche direbbe un certo Fantozzi.

Certamente, forse un Vittorio Sgarbi (tra i pochi a difenderlo tra gli acculturati!) o uno Stefano Zecchi o anche un Umberto Eco… potevano essere scelte più propulsive e creative per una svolta potente per la cultura italiana, ministri più ad hoc di Bondi…più adatto a ruoli di spalla (ma i grandi gregari- ovunque- si pensi nel calcio a Gattuso a Kaka o certi ciclisti a Moser o lo stesso Gimondi o o certi altri cursori a Maradona, Rivera, Mazzola, Baggio…eccetera eccetera- hanno ruoli fondamentali!)

Ma- a parte che i primi a osteggiare nomi del genere sarebbero stati gli apparati e le caste partitich e culturali e universitarie di ogni schieramento, tutto sommato la gestione Bondi, in tempi di crisi internazionali, di golpe eversivi in atto in Italia, di crisi stessa della cultura italiana incapace di nuovi orizzonti mentali non assistenzialistici e finanche di download conoscitivi al passo con l’era informatica in senso stesso lato sociale, è per onestà intellettuale, apertura non ideologica per chi sa intravedere almeno le dinamiche (oltre gli specchi deformanti ben noti della casta culturale paleocomunista dominante in Italia), non ultimo come detto certo stile mai cafone, finanche anche certo pragmatismo salutare… è positiva.

Il farne un capro espiatorio, un’altra pagina di pseudo rivoluzioni di pseudo alternativi che dovrebbero soltanto ritirarsi a vita privata civile per manifesta accidia, stupidità e analfabetismo tecnoscientifico e ciberculturale! E il Terzo Pollo, invece, da spedire all’istante in Usa quale Tacchino Made in Italy, pardon Made in Montecarlo!

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