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L'affaire Cesare Battisti

Scrittore o terrorista?

Naples libro con Cesare Battisti, Carlo Lucarelli e altri scrittori contemporaneiL’affaire Cesare Battisti, l’ex terrorista rosso, graziato da Lula in Brasile, è in questi giorni la principale notizia dei media italiani, al centro pure del dibattito politico. L’indignazione per la mancata estradizione dello scrittore noir, ma condannato in contumacia a ben 4 ergastoli per il suo passato appunto terrorista (4 omicidi, uno materiale, gli altri come complice), attraversa trasversalmente destra e sinistra, Berlusconi e Di Pietro, sit in ovunque, quasi uno scontro internazionale tra Italia e Brasile…. Va da sé, in democrazia evoluta qualcosa non quadra… fermo restando una premessa d’obbligo.

Certa indignazione è comprensibile e ultralegittima, soprattutto da parte degli eredi delle vittime (uno diversamente abile per sempre a seguito di uno dei crimini attribuiti a Battisti): Battisti, per un motivo o per l’altro, pur condannato, non ha fatto- a distanza di oltre 30 anni dai delitti- una sola ora di carcere in Italia.

Tuttavia, altrove, nel mondo politico e nell’opinione pubblica, se la parola è libera, certa enfasi clamorosa è sospetta, rivela strati della questione assai più complessi e sorprendenti, quasi un’ eruzione di certo inconscio sociale collettivo, nazionale, non esorcizzabile con la pur sacrosanta richiesta di riportare Battisti in Italia….

Ma per fare scontare a Battisti 4 ergastoli in Italia, quando quasi tutti i terroristi, anche quelli che uccisero Aldo Moro, sono oggi liberi e belli e magari pontificano come opinion makers dalle prime pagine dei principali quotidiani radical chic? Come- per il caso Calabresi- un certo Sofri, certamente in carcere, ma appunto cattivo maestro privilegiato dai media, nonostante sentenze di condanna, nonostante non abbia mai confessato?

O come la Baraldini, estradata dagli Usa (condannata per complicità terroristica con tanto di vittime) per questioni di salute e – a quanto pare-liberissima e persino favorita in Italia da insospettabili parlamentari dell’ex sinistra per il suo ritorno nella comunità civile? O come un certo patricida e matricida emiliano, oggi libero a cui la legge italiana ha consentito di ereditare i beni dei genitori trucidati? E così via?

Certa– insomma- priorità italiana assoluta in questo inizio 2011- al caso Battisti, cela, al di là della questione oggettiva, questioni extra non esorcizzabili con una sorta di effetto Di Pietro-Sain Just generalizzata: motivazioni al limite della psicanalisi sociale, se non altro per l’omonimia dell’ex terrorista, da tempo scrittore noir affermato in Francia (dove visse a lungo come rifugiato politico).E quel che sembra una boutade, lo scrittore ex terrorista si chiama come il celebre eroe italiano della …prima guerra mondiale, giustiziato dalle reliquie austroungariche, potrebbe trovare facili link laterali e sorprendenti, alla luce appunto della psicopolitica o della psicoanalisi, saperi in Italia sempre rimossi dalla nostra attardata cultura storicistica cattocomunista o cattoliberale….

Va da sé: Battisti nega i crimini per cui è stato condannato. Ha espressamente chiesto di rifare i processi. La condanna a 4 ergastoli appare assai sproporzionata rispetto a casi simili. Non ultimo. E’ uno scrittore di successo da tempo. Ha pubblicato anche con un certo Lucarelli. Prima la Francia e poi ora il Brasile, nazioni civili e democratiche, la pensano diversamente rispetto all’Italia. Intellettuali quali Bernard Hernry Levi, la scritrrice Vargas…. Lula stesso a quanto pare (presidente uscente del Brasile, non Pinco Pallino, e di provata stima internazionale), la first lady francese, l’italiana Carla Bruni, a quanto pare… difendono Cesare Battisti.

Inoltre, scopo del carcere sono le sbarre a vita e la chiave nel Tevere, o se possibile..il ritorno nella comunità civile per il condannato criminale? Nel Reale non avviene quasi sempre così, in un modo o nell’altro? Lo stesso ex mafioso Spatuzza, che ha sciolto bambini nell’acido, non è da tempo quasi semi-libero e persino tempo fa accreditato da certa ex sinistra giustizialista come fonte attendibile?

Nei fatti Battisti, in quanto scritore di successo in Francia (pubblica per la Gallimard non per Anno Zero… come certi paraterroristici virtuali e cattodici quali Travaglio o Santoro o lo stesso Di Pietro…), non ha già compiuto tale trasmutazione, tale cambiamento esistenziale previsto dalla società e dalla legge italiana, in un ambito tra l’altro oggettivamente ben più persuasivo, la letteratura, di tanti ex terroristi oggi liberi o semi-liberi con pentimenti soltanto concettuali, ma ancora profondamente nemici della democrazia e nel loro subconscio (a volte neppure latente…) ancora nostalgici di certo ‘68 o ‘77 degenerati?

Certamente: Battisti, ribadiamo non ha scontato un minuto in galera in Italia. Certamente, la sua “redenzione” come scrittore è una sorta di singolarità giuridica, caso eccezionale… Certamente, per quanto umanamente tragico in ogni caso, altra soluzione molto più pragmatica (fuor da ogni ipcorisia moralistica) a favore degli eredi delle vittime-leggi forte risarcimento economico-esistenziale- sarebbe auspicabile e doverosa.

Ancor meglio, parallelamente a ciò, la possibilità di rivedere il processo in Italia, secondo quanto domanda Battisti stesso, con quindi lo scrittore in Italia in carne ed ossa, in una situazione e scenari relativamente normali.

Scenari ben diversi dall’attuale… Ballo di San Vito trasversale, colmo di esorcismi freudiani facilmente identificabili in una stagione-quella degli anni di piombo-non ancora metabolizzata dalla psicologia collettiva nazionale. E forse, prioritario per l’Italia e l’Europa, almeno, come indicano strane coincidenze parallele, i moniti stessi di Papa Ratzinger e lo stesso Sarlozy, è altro terrorismo, sottovalutato, quello islamico anti-occidentale e anticristiano…

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