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13 Febbraio? L'UDI non ha aderito e i Media l'hanno oscurato!

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Femminismo e strumentalizzazione del 13 febbraio 2011 in ItaliaFermo restando in senso generale certa critica sociale in Italia per una reale parità giuridica e sociale verso le donne, in ogni settore, nei fatti ancora spesso disattesa, e contro certa violenza e criminalità maschile con troppe donne vittime, sempre più in primo piano purtroppo nella cronaca recente, l’odierna adunata di molte donne in tutta Italia, nei fatti lascia una macchia indelebile che prova – scientificamente persino- la strumentalizzazione unilaterale di tale evento, il 13 febbraio. Neppure è necessario descrivere il ritornello ossessivo delle manifestazioni odierne.

Il fatto clamoroso e ancor più grave in quanto censurato, messo sotto silenzio da quasi tutti i più grandi media e quotidiani, off line e persino nel web, è che -pur lasciando libertà di partecipazione alle donne, l’UDI, l’ Unione Donne Italiane o in Italia, non ha aderito alla mobilitazione del 13 Febbraio.

Nel sito stesso ufficiale dell’UDI nulla sul 13 febbraio. Anzi, questa è la lettera comunicato della presidentessa dell’UDI nazionale, Pina Nuzzo che informa dellla non adesione dell’UDI al 13 febbraio e alle manifestazioni delle donne in piazza.

Riporto la lettera inviata dalla presidentessa nazionale dell’Udi, la più importante associazione di donne italiane.

“Carissime, la manifestazione in programma  per il 13 febbraio si terrà , non solo a Milano, ma in contemporanea in diverse città, perciò molte donne dell’Udi sono state contattate.
Premesso che non credo l’Udi debba dire altro oltre il comunicato già inviato, è utile uno scambio tra noi meno formale. E’ perfino superfluo dire che, a titolo personale,  ognuna è libera di partecipare; è opportuno invece ribadire che l’Udi non può essere chiamata a schierarsi, a “portare” donne a una manifestazione che non rientra nella sua politica.Non possiamo rinunciare alla nostra identità per rappresentare un confuso genere femminile, indignato e anonimo. La manifestazione in questione è infatti promossa in varie città come una manifestazione di donne non meglio definita.Noi non abbiamo mai sottovalutato l’importanza di esporci nelle piazze, a partire da questo ci siamo misurate in diverse situazioni: raccolta firme, Staffetta, in ultimo, il contrasto agli stereotipi con la Campagna Immagini Amiche.  Ogni volta,  però, abbiamo dovuto prendere atto che la politica non sente quello che dicono le donne attraverso le associazioni femminili perché non riconosce la politicità del movimento organizzato delle donne. Non lo riconoscono neanche i media ai quali abbiamo chiesto, fino alla noia, di raccontare quella società civile che ogni giorno si impegna per cambiare un assurdo modello culturale a “sesso unico”. Quindi è insopportabile che gli insistenti appelli facciano leva, ancora una volta, su un presunto silenzio che non ci riguardaperché noi non siamo mai state zitte.  Siamo state silenziate! Come abbiamo già detto e ripetuto più volte.Un caro saluto a tutte, Pina Nuzzo”

Repubblica, Corriere della Sera, L’Unità e quasi tutti i media hanno oscurato la posizione ufficiale della più importante e storica Associazione Italiana delle Donne….

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