Questo sito contribuisce alla audience di

Calcutta

Calcutta è uno dei centri urbani più grandi e più poveri del pianeta. Presto, saranno venti milioni di persone in un’area le cui infrastrutture non sono più solide di quelle di Milano.

Carestie periodiche hanno spinto contadini affamati dalla campagna adiacente nel West Bengali e Bihar a entrare nella città, sperando di trovare un modo di sopravvivere. Questa situazione continuerà: malgrado le carestie sia state meno frequenti e gravi negli ultimi anni, la popolazione urbana continua a espandersi.

Milioni di persone vivono in bidonville senza servizi igienici (bagni, acqua corrente) o per la strada, dormendo sui marciapiedi. Famiglie numerose sono spesso forzate a vivere con un dollaro al giorno, e raramente hanno più di due piccoli pasti. Una stanza grande come la camera da letto di una casa europea, viene usata da almeno dieci persone.

E’ difficile descrivere il caos, lo squallore ma anche l’energia incredibile che Calcutta genera. Questo è un posto su cui chiunque sia interessato in sviluppo urbano nei paesi in via di sviluppo dovrebbe leggere e cercare di capire. E’ anche una chiave di lettura per l’intera società indiana. Per quelli che lo sono, e malgrado sia forse troppo poetico per dare un’impressione realistica della vita quotidiana, il famoso “La città della gioia” può essere utile. Anche il premio Nobel Naipaul e il suo “India, a million mutinies now” è da raccomandarsi.

Ovviamente, molte organizzazioni umanitarie sono già sul posto, a partire dagli eredi di Madre Teresa a decine di altre. Ma la dimensione del problema è semplicemente fuori proporzione. Maggiori dettagli, e quel che si può fare, si trovano su RaisingAwareness.org

Ultimi interventi

Vedi tutti