
Se passate per Segni, un piccolo centro nella provincia di Roma, potrebbe capitarvi di incappare in un giovane autore, molto giovane, appena sedicenne. “Mito, questa è la parola esatta: mito”. Così Giulio De Paolis apre il suo primo cortometraggio “Lo iettatore e il becchino”.
Lo iettatore incontra una ragazza, le premonisce qualcosa, ma lei lo sfugge come un pazzo. Solo con il becchino, che svolge un “lavoro onesto, ma difficile”, riesce a parlare: ecco perché…. lo aiuta.
Giulio De Paolis si rifà a “La patente” di Pirandello e alla versione di Totò. Lui stesso recita….. insomma, se non vi capita, cercatelo.

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