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Intervista a Kagiri

Intervista alla cosplayer Kagiri!

cosplay death note, cosplay kigdom hearts, cosplay nanaCiao, è un piacere farti quest’intervista , per prima cosa, presentati ai lettori del mio sito sul cosplay!
Ciao e grazie! E’ la mia prima intervista in assoluto, sono emozionata! Io sono Francesca (in arte Kagiri, ma nessuno lo sa perché mi dimentico sempre di firmarmi come tale), sono vecchia di 20 anni e frequento il primo anno del Glorioso Corso di Illustrazione e Fumetto dell’Accademia di Belle Arti di Bologna (sì, lo so sono un anno indietro, ma ho perso del tempo a Lingue XD)

Com’è nata la tua passione per il cosplay?
…dall’orgoglio! *ride* Ho un orgoglio letteralmente d’acciaio (altro che alchimista) ed il mio motto è sempre stato “se l’ha fatto qualcun altro, posso farlo anche io!” quindi non accetto assolutamente il non saper fare qualcosa. Avendo da sempre letto molti fumetti (di ogni tipo), appena ho scoperto dell’esistenza dei Cosplayers è scattato l’animo-animale ed ho deciso che l’avrei fatto anche io. Poi da cosa nasce cosa, mi sono subito appassionata ed ora sono qui quasi tutte le sere a sognare di stoffa, legno e quant’altro… praticamente al corso tutti mi conoscono come “quella che ogni vestito che vede lo vuole cosplayare”.

C’è stato qualcuno che ti ha fatto da “mentore” nel mondo dei cosplay? O che comunque è stato il tuo punto di riferimento?
Bah, così su due piedi non direi, diciamo che tutti sono miei mentori perché mi piace scegliere un personaggio e poi guardare chi l’ha già realizzato per vedere di imparare o prendere spunto. Quindi, non so se conti, ma i miei “maestri” sono DeviantArt e Cosplay.com *ride* Però ammetto di avere la fortuna di poter contare anche sui consigli di VallyBeffy che conosco di persona ed ammiro tantissimo!

Qual è stato il primo cosplay che hai fatto?
*rotola dal ridere* Se ti dico Misa Amane di Death Note cancelli l’intervista, vero? Ero altamente scrausa, dato che nella vita reale ho un’alta percentuale di abiti da gothic lolita è stato facile mettere insieme un corpetto ed una gonna, poi avevo la parrucca… e la FALCE DI PLASTICA DI HALLOWEEN… che è un accessorio che moltissime Misamisa non possiedono. In realtà è stato organizzato tutto la sera prima di partire per la Cartoomics dell’anno scorso, una missione diabolica: mettersi in simil-cosplay per ingannare gli standisti ed ottenere lo sconto per cosplayers! La missione è anche riuscita (e ci hanno pure fatto delle foto, eravamo maleficamente in tre: io, Teru Mikami e Naomi Misora) e ci hanno fatto pure delle foto! Anche se in realtà, un mese prima mi ero vestita da Bianconiglio per assecondare un’amica vestita da Alice nel Paese delle Meraviglie. Era una delizia: giacca di tweed con la codina da coniglio cucita sopra, il morbidissimo ponpon di pelo di un vecchio berretto! La classe non si sciacqua…

Invece qual è stato il cosplay che ti è piaciuto di più fare?
Ammetto di averne fatti pochi, ma il mio preferito in assoluto è Ciel Phantomhive di Kuroshitsuji. Ne ho realizzate due versioni, devo dire che sono abbastanza soddisfatta, ma pianifico di cucirne altre: il guardaroba di quel bambino è pazzescamente uguale al mio guardaroba dei sogni! Mi piace come personaggio perché si fa servire e riverire (ed io sono un piccolo Lord nell’anima) ed ha un background che mi appassiona. Però a livelli di divertimento, nessuno batterà mai Grell Sutcliffe (sempre da Kuroshitsuji). Lui è un fanboy dalla punta dei capelli a quella degli stivaletti… e temo di essere anche io così! *ride* Saltare addosso ai vari cosplayers urlando “Ciaaaaoo tesoooro” con voce da tranvione è stata un’esperienza indimenticabile!

L’ultimo cosplay che hai fatto qual è stato?
Reira Serizawa di Nana. Sono ancora molto combattuta riguardo a quel costume… è un abito semplice, ma che secondo me faceva davvero figura. Ho passato una settimana intera a realizzare 200 fiori di cartacrespa viola, 99 pistilli di das dorato e li ho cuciti uno ad uno alla circonferenza della gonna con un ago da tappezziere e una matassa di filo di scozia… Un lavoro da emigrati cinesi, sul serio, per trasportarlo necessitava di una valigia intera! Purtroppo non ha avuto molto successo, ed è anche stato il mio primo cosplay “serio” nei panni di una ragazza… a riprova che vestita da uomo faccio più figura! Però una ragazza vestita da Vocaloid mi ha detto che l’abito era meraviglioso, questo diciamo che mi ha risollevata un po’.

C’è un personaggio di cui vorresti fare il cosplay ma che ancora non hai fatto?
Eeeeeh! Tra i tantissimi che ho in programma, colui che bramo di più e del quale sono prossima alla realizzazione è l’eroico Link di Hyrule da Legend of Zelda – Twilight Princess. Io sono bionda, quindi non ho nemmeno bisogno della parrucca… e gli somiglio pure di viso! E poi, diciamocelo: datemi uno scudo, una spada e la possibilità di scorrazzare in giro urlando “teee-aaah!” come un vero maschiaccio… ed avrete il mio cuore per sempre.

Di solito come avviene la scelta di un cosplay da realizzare?
All’inizio era “non cosplayo chi non conosco”. Diciamo che anche ora la linea è quella, perché per me il cosplay non è solo realizzare un vestito, ma è una specie di piccolo teatro senza palco. Se non conosco il personaggio, non posso imitare il suo modo di comportarsi, di parlare, anche solo di camminare. Mi piace molto il lavoro interpretativo oltre a quello “sartoriale”, infatti sono un’appassionata delle scenette-da-gara.

Quando tempo ci vuole per creare un costume?
Date le mie ancora scarse abilità, direi relativamente poco. Anche perché, frequentando l’università da pendolare con un obbligo di frequenza piuttosto rigido, non sono mai a casa! Ma prima o poi mi vedrete lavorare anche in treno, sicuramente. Diciamo che più di due mesi a cosplay non impiego mai, mi scelgo dei lavoretti facili, ma andando avanti col tempo, conoscendomi bene arriverò a fare cose infinite… per ora sono una Flash-cosplayer! Il più rapido in assoluto è stato Lumière (sì, proprio il candelabro della Disney) che ho preparato in 48 ore filate!

C’è qualcuno che ti aiuta nella preparazione dei costumi? Gli accessori te li crei da sola o li compri da qualche parte?
Inizialmente gradivo un aiuto dal punto di vista del cucito, ma ora anche lì l’orgoglio l’ha fatta da padrone: cucio io. A volte purtroppo si vede, è davvero da poco che ho “imparato” e mi sto applicando, ma bisogna pur partire da qualche parte! Per gli accessori sono rigorosissima: tutto made-in-camera-mia. Dicendola schietta: a me non ha insegnato mai nulla nessuno. A casa mia nessuno sa cucire un bottone, perciò nessuno mi ha mai detto “si fa così” illustrandomi un procedimento. Imparo da sola, provando e riprovando. Ho preso la macchina da cucire, ho letto il libro delle istruzioni ed ho iniziato a premere sul pedalino. Stessa cosa con la cartapesta, ma soprattutto col legno. Non ho un padre con l’hobby dei fai-da-te che si chiuda un pomeriggio in garage e ritorni in casa con una spada o un qualche altro arnese: ho semplicemente comprato il seghetto alternativo ed il dremel, una bella tavola di legno massello e ci ho tirato fuori le due keyblade di Kingdom Hearts. Ci ho rimesso un occhio, l’ammetto, ma quanto mi sono divertita! A me piace sapermela cavare con tutto, soprattutto perché non voglio dipendere da nessuno: se sbaglio l’errore è mio, ma se riesco lo è il merito.

Hai partecipato a dei contest durante le fiere, ecc… , hai mai vinto qualche premio?
Eh sì, sono ancora una cosplayer-da-fiera, mi piace salire sul palco! Ho vinto tre premi e ne vado fiera, ma essendo una vera e propria “belva da scena” non bastano mai, perciò credo continuerò. Sono rimasta un po’ (molto) delusa dal Lucca Comics di quest’anno, ma ammetto che le fiere così grandi richiedano cosplay di livelli alti… ed io ho iniziato ad impegnarmi seriamente da nemmeno un anno!

Che vuol dire per te essere cosplayer?
Essere cosplayer vuol dire aver trovato un altro modo di interpretare il fumetto: non è solamente un qualcosa da leggere, ma da fare e da essere. Come ho già scritto, non è solo il creare un vestito, quanto il portarlo addosso che mi intriga. Mi piace spesso dire “Cucire un vestito può diventare sempre più semplice. Ma cucirsi addosso un personaggio, quello è più difficile”.

Hai un sito web?
Ancora no, diciamo che mi affido al carissimo cosplay.com! Prima di farmi pubblicità voglio riuscire a creare qualcosa di cui vado estremamente fiera.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Per quanto riguarda il cosplay, due parole: elasticizzato e TERMOPLASTICA. *ride* Voglio impadronirmi di tutte le tecniche possibili, sono peggio di un personaggio di Naruto. Per quanto riguarda la mia vita… voglio concepire delle illustrazioni degne di nota, voglio accrescere la mia cultura nel campo grafico… e poi voglio intraprendere il percorso artistico di Jiro Taniguchi! *ride* Andare in Giappone, entrare nello studio di un grande mangaka come aiutante, carpire i più intimi segreti di foglio e china e creare qualcosa di mio. Inoltre, diventerò una ballerina professionista di para-para dance!

I sogni nel cassetto?
Il WCS tiene un armadio intero per la grandezza del sogno! Un cassetto non basterebbe mai a contenere un’esperienza del genere. E poi… diventare la nuova Mokona Apapa per quanto riguarda lo stile e creare una saga più lunga di InuYasha!

Spero che quest’intervista ti sia piaciuta, grazie di tutto, sei stata veramente gentile!
Mi è piaciuta tantissimo *è commossa*, grazie a te per avermi interpellata!



Ecco le foto dei cosplay di Kagiri!

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