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Intervista ad Asuka

Intervista alla cosplayer Asuka!

cosplay evangelion, cosplay ikki tousen, cosplay nanaCiao, è un piacere farti quest’intervista , per prima cosa, presentati ai lettori del mio sito sul cosplay!
Ciao! Mi chiamo Paola, in arte Asuka, Azka per gli amici! Ho 28 anni, vivo a Brescia, lavoro e da circa 5 anni sono entrata nel mondo del cosplay.

Com’è nata la tua passione per il cosplay?
E’ nato tutto per caso. Nel lontano 2004 sono scesa per la prima volta a vedere la fiera di Lucca e da lì è nato tutto. Ho ammirato da subito i ragazzi che vestivano i panni dei loro personaggi preferiti e mi sono detta che era arrivato il momento in cui anche io dovevo far parte di questa nutrita schiera :D

C’è stato qualcuno che ti ha fatto da “mentore” nel mondo dei cosplay? O che comunque è stato il tuo punto di riferimento?
No, nessuno in particolare: ho iniziato da sola, cercando più informazioni e consigli possibili su forum e sui siti personali dei cosplayer. In seguito ho cercato dei tutorial su come realizzare determinate cose, ho coinvolto conoscenti e parenti vari che potessero aiutarmi magari in ambito sartoriale , poi, partecipando di anno in anno alle fiere ho stretto amicizie tra i “colleghi” quindi da lì in poi se ho bisogno di consigli o dritte provo a chiedere direttamente a chi in ambito “ne sa più di me”…

Qual è stato il primo cosplay che hai fatto?
Il primo cosplay che ho fatto è stato Nana, direttamente dall’omonimo manga di Ai Yazawa. Ricordo che faceva freddissimo e io, armata di una gonnellina striminzita, di una canottierina e un giubbino di pelle non facevo che tremare come una foglia. Come Nana non ero decisamente credibile, ma è stata un’esperienza molto utile e costruttiva perché non solo mi sono divertita un mondo, ma mi ha anche dato modo di rendermi conto di quali fossero le mie capacità e di dove volevo arrivare.

Invece qual è stato il cosplay che ti è piaciuto di più fare?
Allora, senza ombra di dubbio Asuka Soryu Langley di Neon Genesis Evangelion. E’ il primo costume che posso dire essermi fatta da sola, dalla ricerca dei materiali per il vestito in sé alla ricerca degli accessori. Poi chiaramente è stata una soddisfazione portarla a Lucca quest’anno, soprattutto perché non era la “classica versione” scolastica, bensì quella del suo arrivo in Giappone (quindi prendisole giallo: e sì, faceva un freddo becco). Dicevo tanta soddisfazione nel sentirmi chiamare per nome e ancora di più vedere che tramite Facebook mi arrivano tuttora messaggi in cui mi si dice “Ma tu eri la Asuka che moriva di freddo?! Ti ho rincorsa per tutta Lucca: eri splendida!”, sì, direi che queste cose fanno bene al cuore perché ti fanno capire che il lavoro che hai fatto è stato apprezzato.

L’ultimo cosplay che hai fatto qual è stato?
Allora, è stato appunto Asuka Soryu nella versione del suo arrivo in Giappone e Ryofu Housen della serie Ikki Tousen. Entrambi me li sono cucita da sola, entrambi mi hanno fatto a modo loro penare sia per i materiali, sia per le parrucche, sia per il trucco, ma alla fine sono stata contentissima di entrambi. Portandoli e confrontandoli con gli altri cosplay mi sono resa conto di quanto i miei potessero essere migliorati: è un aspetto del cosplay anche questo ;) Al momento comunque sto ultimando il cosplay di Mari Makinami, sempre della serie di Evangelion (appare nel secondo film): mi sono arrangiata a realizzare il costume, facendo da nuovo la gonna, modificando una camicia ed ora mi sto concentrando per terminare lo stemmino da applicare alla camicia… per il Verona Comics dovrei farcela con tranquillità.

C’è un personaggio di cui vorresti fare il cosplay ma che ancora non hai fatto?
Ce ne sarebbero un sacco… credo che, piuttosto di fare un costume male perché si è di fretta, sia meglio prendersela un po’ più “comoda” e fare le cose fatte bene, con la concentrazione giusta e i tempi quanto meno umanamente concepibili. Il problema di molti costumi, oltre alla reperibilità di materiali o accessori, è la realizzazione stessa in quanto, spesso e volentieri, i nostri eroi dei fumetti/anime sfidano con le loro acconciature e i loro vestiti la normale forza di gravità, tanto per dirne una… poi è chiaro, sta nella natura del cosplayer finire sempre con l’acqua alla gola per terminare agli ultimi istanti il costume da portare agli eventi ^^

Di solito come avviene la scelta di un cosplay da realizzare?
Beh, personalmente tendo a portare personaggi che conosco bene e che amo particolarmente. Leggo molti manga e seguo altrettanti anime, quindi in teoria trovare un personaggio da portare non dovrebbe essere difficile. “Purtroppo” la parte sartoriale è solo uno degli aspetti del cosplay: il cosplay, lo dice la parola stessa è costume play, e comprende anche l’interpretazione del personaggio scelto ed è questa a volte la parte più complessa. Quindi, in genere scelgo personaggi o che hanno affinità col mio carattere, o col mio modo di pensare o comunque in cui mi rispecchio o ammiro…

Quando tempo ci vuole per creare un costume?
Dipende sempre da costume e dal tempo a disposizione al di fuori degli impegni lavorativi. Ci sono alcuni costumi che in un mese si riesce a realizzare, sia per quanto riguarda la ricerca dei materiali, sia degli eventuali accessori, mentre ci sono altri costumi che a causa dell’elevata laboriosità hanno bisogno di più tempo per vedere la luce… a tutto questo comunque il fattore “vita sociale” non contribuisce affatto, come non contribuisce nemmeno il fattore dogana quando si tratta di parrucche o accessori particolari che, a causa della loro difficoltà di realizzazione, vanno comprati magari all’estero.

C’è qualcuno che ti aiuta nella preparazione dei costumi? Gli accessori te li crei da sola o li compri da qualche parte?
Non avendo in casa nessuno che si diletti in ambito sartoriale faccio tutto per conto mio. Magari chiedo quel consiglio e quell’aiuto pratico alla madre del mio fidanzato, ma poco in quanto anche lei come me non è sarta. In genere comunque mi arrangio come meglio posso. Accessori? Fortunatamente per i costumi che finora ho portato non ho avuto bisogno di chissà cosa, ad ogni modo, in genere li compro, anche perché essendomi dilettata da pochissimo in questo ambito non saprei proprio da che parte iniziare. Poi chiaramente ci sono cose che per forza di cose si devono acquistare: un esempio su tutti sono le parrucche.

Hai partecipato a dei contest durante le fiere, ecc… , hai mai vinto qualche premio?
No, per principio non partecipo a contest durante la fiera: credo portino via quella parte di magico e di emozionante che mi regala il semplice venir riconosciuta dai visitatori.

Che vuol dire per te essere cosplayer?
Bella domanda! Essere un cos player per me significa riuscire ad esprimere la propria creatività attraverso non solo il costume, ma anche l’interpretazione e l’emozione che un personaggio portato nella realtà sa trasmettere… e soprattutto divertirsi con chi condivide questa passione.
Fare cosplay è un modo per mettersi in contatto con gli altri, trasmettere emozioni, far ridere o affascinare chi ci vede… e perché no, anche incuriosire chi mi vede, magari ai primi di novembre, in prendi sole mentre giro per Lucca e con la scusa di una foto dare libero sfogo alla domanda del secolo “Ma non hai freddo?”

Hai un sito web?
Naaa, per adesso no… in futuro però chissà :D

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Riuscire a firmare un contratto a tempo indeterminato, poi magari un paio di cose in ambito privato… e sicuramente migliorare come sarta ^^

I sogni nel cassetto?
Ricominciare a disegnare e riuscire a diventare vignettista…

Spero che quest’intervista ti sia piaciuta, grazie di tutto, sei stata veramente gentile!
Grazie mille a te per l’opportunità che mi hai dato :D



Ecco le foto dei cosplay di Asuka!

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