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Momenti magici - parte seconda

L'esperienza continua

Ciò che avviene durante i miei lavori di gruppo è proprio questo: un apparente caos primordiale da cui, magicamente e imprevedibilmente, emerge la consapevolezza della propria unicità.
Constatare ciò all’interno di un gruppo, senza peraltro che tale espressione leda il gruppo stesso, ma, al contrario, lo aiuti a progredire, permette alla persona di rendersi conto di quanto bella e armoniosa sia la sua melodia, che, inevitabilmente, a lei soltanto appartiene.

Può darsi che esaminare in maniera ripetitiva un problema ci consenta di comprenderne i termini, ma ci allontana dalla sua soluzione: esattamente come una vibrazione ripetuta più volte fa entrare in risonanza la struttura attraverso la quale viene prodotta.
La nostra ottica è invece quella di affrontare qualunque situazione, cambiando drasticamente i parametri interpretativi della stessa.
Poiché quella situazione è unica, e appartiene soltanto a quella persona, essa è già un’espressione del suo potere personale; e come tale quindi, è anche il più potente strumento dì cui la persona dispone.

Ciò di cui tutti hanno bisogno, e che anni di psicoterapie non possono insegnare, è semplicemente questo: è disimparando, disintossicandosi da condizionamenti impliciti nella propria storia che si da vita a quella condizione  che ci permette di abbandonare la storia stessa per renderla materia plasmabile ed unica.
Uscire dalla propria storia personale perché soltanto così ci è consentito di rinascere.

 

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