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Il corpo che parla

Il nostro corpo parla, non soltanto con la mimica o con la gestualità. Parla tramite la pelle, con la temperatura, la sudorazione, la salivazione. Parla con il respiro e con la pressione sanguigna, con i battiti cardiaci e con la stanchezza. Ma anche, e soprattutto, con la sua struttura esterna: la postura, la localizzazione di depositi di grasso, l’immagine che trasmette al mondo di noi stessi.

Tutto ciò avviene in ogni attimo di ogni giorno della nostra vita, con una frequenza, quindi, ed una intensità molto superiori a qualunque altra forma espressiva.

Il corpo è dunque il più potente, fornito ed attento strumento di valutazione delle situazioni che ognuno di noi possiede.

Eppure, nonostante tutto questo, la cosa più difficile per noi è ascoltarlo.
Esso ci invia continuamente dei messaggi, dei precisi segnali che noi, noncuranti del loro significato, abitualmente tendiamo ad eludere se non addirittura a reprimere.
Guarire la mente, dunque, per guarire il corpo, star bene con se stessi per stare bene con gli altri, accettare le emozioni per accettarsi.

Questo è il vero significato del potere del nostro corpo. Spetta a noi, ancora una volta, assumerci la responsabilità di scegliere se recepirli o meno perché emozioni vissute ed io corporeo (cioè l’immagine che abbiamo e che diamo di noi stessi) sono, una volta ancora, indissolubilmente collegate.
Ciò non significa soltanto che le nostre emozioni danno origine a fenomeni che si ripercuotono sul piano fisico ma anche che, se lo vogliamo, possiamo dare una lettura diversa ad alcuni aspetti che caratterizzano il nostro corpo per capire quale può essere l’emozione che li ha generati.

In sostanza… non guarire le emozioni ma guarire con le emozioni.

(estratto dall’articolo di G.Marco Carenzi)

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