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Empatia

Comunicazione del cuore

“Addio,” disse la volpe. “Ecco il mio segreto. E’ molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”.
(Il piccolo principe, Antoine de Saint-Exupéry)

Qualsiasi relazione umana, professionale o personale, ha, per sua natura, un’elevata componente di scambio emozionale, il cui riconoscimento e ascolto sono le basi per sviluppare rapporti umani di fiducia, collaborazione e stima.
Questo riconoscimento e ascolto è detto “empatia”, cioè l’abilità che consente alle persone di entrare in sintonia con i propri e altrui stati d’animo. Sviluppare e affinare la capacità di capire cosa sta accadendo nel “qui e ora” di un’interazione tra esseri umani e cosa muove le persone, tutte, dal punto di vista emotivo, significa porre le basi per la riuscita di qualsiasi relazione umana.

La capacità empatica permette di leggere e capire non solo le emozioni che le persone esprimono a parole, ma anche quelle che, più o meno consapevolmente, sono espresse con il tono di voce, dai gesti, dall’espressione del volto e da altri simili canali non verbali.
Condividere empaticamente lo stato emotivo di un’altra persona implica che l’individuo, in primo luogo, abbia sviluppato la consapevolezza che gli altri sono diversi da sé, che hanno una loro stabilità e continuità nel tempo, che vivono emozioni e sentimenti differenti dai propri, che si esprimono attraverso differenti modalità.
E’ coscienza è conoscenza di sè: più si è aperti e disposti a riconoscere ed accogliere le nostre emozioni, tanto più impariamo a comprendere i sentimenti degli altri.

In secondo luogo l’individuo deve essere in grado di discriminare in modo corretto i molti modi di espressione dell’altro, nonché di assumere la prospettiva dell’altro per poterne comprendere intenzioni, pensieri e motivazioni. Infatti, se possiamo affermare che l’empatia è una esperienza affettiva, basata sulla compartecipazione del “sentire”, è altrettanto vero che non può esserci partecipazione e condivisione dove non vi sia una buona capacità di discriminazione che consenta di comprendere la prospettiva e il ruolo dell’altro.

Si tratta di saper comprendere che gli altri, anche in situazioni simili a nostri vissuti, possono avere modi molto diversi di sentire poiché la loro personalità è diversa, come i loro atteggiamenti, i loro valori e i loro punti di riferimento.
Si può comprendere il punto di vista dell’altro senza essere d‘accordo, rispondere alle sue richieste, provare simpatia o amore. Ma la comprensione implica l’accettazione globale (non solo razionale) del suo punto di vista come appartenente al genere umano, a ciò che è possibile, a tutte le infinite variabili dell’essere che hanno valore e ragione di esistenza.
In tal modo diamo all’altro e noi stessi ciò che implicitamente chiediamo: essere legittimati ad esistere nel nostro essere più spontaneo ed autentico.

L’intelligenza empatica è infatti un’intelligenza del cuore, che ha fiducia nelle capacità di percezione e di autovalutazione dell’individuo, che crede nella possibilità e nella libertà dell’essere umano di raggiungere l’autorealizzazione, attraverso lo stabilirsi di relazioni umane positive e gratificanti, oltre che efficaci nel loro effetto feedback: rinviare un’immagine del proprio sé intatta ed ogni volta rivalutata.

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