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Autostima: un tesoro in cantina

Fa riflettere osservare che l’uomo è forse l‘unico animale capace di arrivare a svalutarsi fino quasi ad annientarsi. Non vi sono, che io sappia , altri animali in grado di farlo in maniera cosi cinicamente metodica e distruttiva, il che sembrerebbe indicare che questo meccanismo è tutt’altro che istintivo.

Non è istintivo svalutarsi né deridersi, come non lo sono i pensieri di non essere all’altezza o di non meritare. E infatti nelle altre specie tali sentimenti non esistono.Probabilmente perché a nessun animale verrebbe mai in mente di prendere un suo simile come “ modello ideale” a cui adattarsi.

Mi si obietterà che gli animali non pensano, non lavorano, non amano. E’ vero, ovviamente. Ma vivono in maniera forse più piena di come lo si faccia noi.
Non amano ma allevano cuccioli e li proteggono. Non lavorano, ma si procurano cibo. Non pensano infine, ma sanno difendersi e mettono in atto strategie per la loro sopravvivenza.
Per loro, presumo, ogni istante è unico e irripetibile, finalizzato all’azione prioritaria di quel particolare momento nel quale, ognuno di loro, è semplicemente attore della propria sopravvivenza o regista della propria morte. Ma senza modelli.

L’uomo invece sui modelli vive, con essi si identifica e li emula. O meglio tenta di farlo, ma come ogni buona imitazione risulta falso. Spesso nulla di ciò che emula gli appartiene e per questo ha difficoltà ad adeguarvisi.
Le aspettative rimangono dunque deluse e subentra la frustrazione, la svalutazione la disistima.
Questo meccanismo così profondamente radicato in noi è prettamente figlio dei nostri tempi nei quali ogni giorno si accentua il conflitto interiore (e spesso esteriorizzato) fra ciò che si è e ciò che si vorrebbe essere.
Ed è una lotta impari che si esprime nel corpo e nell’anima, con malattie psicosomatiche (il corpo rifiutato) o disagi psicologici (la mente che controlla).
Dobbiamo smettere di pensare a chi corre più forte o a che salta più in alto per trovare una nuova chiave di benessere più vero, soggettivo e personale. Usare gli strumenti che già abbiamo invece di cercarne altri. Si può passare la vita tentando di diventar ricchi dimenticandosi di guardare se in cantina c’è un tesoro.

Impariamo dagli altri animali dunque. Prendiamo ciò che abbiamo, che naturalmente ci appartiene e che ci serve .In tre facilissime regole.
Basta con i perché .Ogni domanda apre la porta ad un’altra domanda. Non vi è perché, vi è naturalezza.
Niente sforzi vani. Gli animali non sprecano energie in obiettivi inutili o fuori dalla propria portata, ma ci mettono il cuore per arrivare a ciò che realmente gli preme.
Importante dunque valutare se una cosa la vogliamo veramente. C’è molta differenza fra desiderare e volere. Si desidera ciò che non si ha e che spesso non ci rappresenta , ma si vuole solo ciò che già ci appartiene e che per essere raggiunto richiede anima e cuore.
Spazio alle favole. Specialmente alla propria.

G.Marco Carenzi

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