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Feste a Tema cosa sono ?...Continuazione dell'articolo

Feste a tema che hanno fatto la storia!

“L’ultima evoluzione di un percorso sotterraneo che ci ha visto protagonisti a partire dal 1994, con feste dai nomi diversi”. Prima Parucca Night al Circolo degli Artisti, quindi Bikini Beat agli ex Magazzini, infine The Party (dal celebre cult-movie con uno strepitoso Peter Sellers) alla Locanda Atlantide, un locale di San Lorenzo. Nel 2004 è invece la volta del Twiggy. “Twiggy non è solo la mannequin più famosa degli anni ‘60, una vera icona dei Sixties” - è sempre Luzy L a raccontare - “ma è anche un nome che ti introduce subito in un mondo, in un immaginario. E anche sotto il profilo grafico funziona perfettamente”. Perché le feste a tema hanno anche una precisa connotazione estetica: dalla grafica delle locandine al look dei partecipanti e dei gruppi che si esibiscono prima delle serate danzanti. “Al Twiggy si respira una bella atmosfera, c’è entusiasmo, allegria, divertimento, coinvolgimento. La nostra però non vuole essere un’operazione di revival, ma la celebrazione di uno stile, di un suono che ha fatto epoca, che ci piace e che vogliamo rendere nuovamente attuale” chiosa il dj. Ad infiammare la pista tornano le chitarre frenetiche del surf, il soul e il R&B più nero di etichette storiche come Stax e Motown, le gemme nascoste del beat italiano, come pure le melodie cristalline dei gruppi al femminile che resero straordinaria quella stagione.

Sempre a Testaccio si celebra un altro tuffo nel passato con Fake The Beat!. La location questa volta è il Fake e l’animatore un altro noto dj romano, Alessandro Casella, che il giovedì sera si sposta all’Oppio Caffè, a due passi dal Colosseo, per l’ennesima serata a tema: il Jazz For The Jet Set. Un cockatil party dove ci si incontra, si chiacchiera e si balla al ritmo del jazz meno convenzionale, del be-bop e della bossa nova. Casella è anche l’editore di una bella rivista, Il Giaguaro. “Con un gruppo di amici, a metà anni ‘90, abbiamo iniziato ad organizzare delle feste in cui passavamo i classici degli anni Sessanta: Rolling Stones, Who, Kinks” ci racconta. “Il Giaguaro è stata inizialmente la sigla di un ideale night club che avremmo voluto gestire”. Nascono così le prime feste private a tema, in cui i pochi selezionatissimi ospiti entrano in una sorta di gioco di ruolo: l’arredamento e l’oggettistica della casa in cui si tiene il party sono rigorosamente Sixties, così come i vestiti e le selezioni musicali, prevalentemente colonne sonore e insonorizzazioni di film dell’epoca. Easy listening, lounge, bossa nova. “Esaurito l’entusiasmo delle feste private non volevo che quest’esperienza finisse. Quotidianamente io svolgo un’attività di ricerca, inoltrandomi in un mondo per certi versi ancora inesplorato e che ha creato una rivoluzione dal punto di vista culturale, estetico, grafico. “

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