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Quattro borse ed una valigia.

Appunti di ordinaria follia. Ovvero l’inizio di una rappresaglia privata!

Lo zaino issato sulla schiena, un borsone abbracciato sulla spalla destra e la borsetta sull’altra con al di sopra un’altra borsa e trascino la valigia sulle sue ruote.

Fortunatamente il treno farà scalo a Milano, senza cambi intermedi se non alla Stazione Centrale, per prendere il Bergamo.

Carica come sono è già abbastanza faticoso così, non riuscirei di certo a fare un altro cambio anche a Genova. Quindi l’unica possibilità che mi rimane valutabile, è quella di prendere l’intercity delle 12,19.

Di questi tempi, fine luglio, trovare un posto è già una fortuna e per raggiungerlo, con tutti i bagagli, sulla schiena, sulle spalle e tra le mani, sono costretta a chiedere continuamente:

“ Permesso, scusi” in modo da riuscire a farmi strada, goffamente e faticosamente tra gli altri viaggiatori.

Sono stati veri giorni da incubo!

Costretta a abbandonare casa e lavoro per lasciare “spazio” ad un gruppo di 4 ragazzi strafottenti e maleducati, con l’atteggiamento da artistoidi, che vivono scambiando la notte per il giorno, senza studiare, senza lavorare, senza orari e con poco cervello.

La rabbia e la delusione mi sovrastano: la mia casa occupata, ed io che sola, contro cinque, ne devo uscire esule!

Veramente ho anche provato a resistere, la scorsa settimana, reclusa volontariamente in ufficio, tutto il giorno al computer per tenermi occupata e non permettermi di pensare; saltando i pasti, mentre loro, occupavano il resto della casa, deridendomi. Furtivamente e con vergogna ero costretta a prelevare dei biscotti, dalla mia credenza, approfittando dei brevi momenti in cui uscivano, per non soccombere al caldo, quando sentivo che la pressione stava scendendo precipitosamente.

Ma poi la dignità ha avuto il sopravvento: quando lui per difendere loro ha alzato le mani su di me. Uno spettacolo veramente disgustoso e i lividi che ancora porto non fanno che acuire la stupidità della situazione senza alcuna logica ma ben reale che ho vissuta!

Si è creata, con il suo appoggio di padre, una situazione insostenibile ma classica del genere umano: l’uso subdolo della forza e della violenza del gruppo, contro il singolo !

Ma si sa le bandiere della Pace sono esposte al di fuori delle case e delle famiglie: quello che succede all’interno è tutto da scoprire.

Basta d’altronde scorrere la cronaca dei quotidiani…..

Quanti soprusi, quante violenze, vengono compiute, nelle famiglie, all’ombra proiettata sul muro dall’arcobaleno esposto?