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Il mattino del pendolare.

Il fiacco muoversi degli umani, dopo il tepore del riposo notturno, nell’aria frizzante del mattino

L’aria fresca del mattino.
La luce intensa e pulita che dall’orizzonte scalda lentamente attraverso il sole, l’umido della terra, tramutandola in leggera brezza refrigerante.
L’agitarsi degli uomini al risveglio, sulle palpebre ancora gonfie il ricordo del sonno.
Le membra che si muovono lente e che denunciano, attraverso il profumo che emanano, le docce appena fatte.
Il fiacco muoversi degli umani, dopo il tepore del riposo notturno, nell’aria frizzante del mattino, in attesa del ricomporsi delle idee e delle abitudini.
Il traffico del metrò sovraffollato di corpi appena svegli, nell’attesa del risveglio delle menti, attraverso il dondolio incessante e veloce della macchina ed il fischiante cigolio delle porte, che si aprono ad ogni stazione, una dopo l’altra, fino al capolinea.
Il profumo tiepido ed acre del lievito del pane ancora caldo mentre si passa davanti ai panifici.
All’arrivo in ufficio, il secondo caffè: comincia un nuovo giorno