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Il segno e il sogno terzo ed ultimo incontro

Centonovelle e più… di Yvonne Carbonaro

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Patrocinio del Consolato della Repubblica Bolivariana del Venezuela a Napoli
dal 16/12/2005 al 14/1/2006
Il segno e il sogno
terzo ed ultimo incontro
Inaugurazione il 16/12/2005 ore 19 con presentazione di Yvonne Carbonaro. Le opere saranno visibili su appuntamento fino al 14/1/2006.

“Il segno e il sogno”: centonovelle e più…
di YVONNE CARBONARO

Più di cento opere inedite di artisti venezuelani ripartite in gruppi di dieci per ognuno di essi , come un decamerone pittorico, in cui ad ogni giornata corrisponde un tema diverso con tante “novelle” (10), che di quella giornata, nel nostro caso di quell’artista, raccontano il mondo interiore ed il modo di esprimerlo mediante il segno e il colore sintetizzati in una serie omogenea riferita allo specifico tema prescelto da ciascuno, talvolta titolato, talvolta lasciato alla libera interpretazione.

Dieci lavori sono un numero adeguato per delineare un’idea d’insieme tanto più che ogni serie dilata nell’insistenza del soggetto e nella peculiarità della cifra stilistica il microcosmo da cui l’artista ha tratto ispirazione per raccontare emozioni e sensazioni, in certi casi esplorando codici estetici inusitati e nuovi al suo stesso universo, in altri mediante modalità abituali e di immediata identificazione. Alcuni artisti infatti, abbandonando temporaneamente le tematiche consuete, hanno sentito il bisogno di indulgere ad interessanti e pensose digressioni in ambito ludico-sensoriale, di pregnante esoterismo, di meditazione socio-ambientale, di intrigante incursione nell’infinito universo dell’astrazione, di estatica contemplazione del paesaggio, di escursione nell’arcano dell’oroscopo. Altri invece hanno risposto ad una pressante esigenza interiore di riproposizione e sottolineatura dei criteri congeniali al proprio iter espressivo da affidare alle dieci “novelle”.

E “novelle” sono anche nell’accezione di nuove, perché inedite appunto e per la prima volta offerte alla fruizione del pubblico italiano, a cui grazie ad una così nutrita “Presenza artistica contemporanea del Venezuela in Italia” viene proposto un ampio ventaglio delle tendenze artistiche attuali del paese, dal figurativo all’astratto, all’informale, al surreale, all’espressionista, spaziando dall’acquerello al pastello, all’acrilico, alla tecnica mista, alla china.

L’evento costituisce inoltre una rilevante testimonianza sia di attenzione sempre desta verso significati e significanti del panorama artistico internazionale in perfetto simbiotico intercambio comunicativo con correnti e movimenti dell’esperienza pittorica trasversale ai vari continenti, sia di forte peculiarità di forme e contenuti autoctoni, intimamente correlati al contesto ambientale e dunque intensamente connotati da spirito di appartenenza.

Siamo di fronte ad una ricca e fantasiosa varietà di spunti narrativi, di proiezioni di sogni e desideri, di dichiarazioni di impegno civile, di evanescenti eppur concrete elaborazioni dell’immaginario, che si offrono a suggestive letture del reale e a lucide interpretazioni del fantastico, dando luogo ad una collettiva estremamente varia, oltre che insolita e accattivante anche nel formato ridotto delle opere, che particolarmente si presta ad una facile trasportabilità e, quindi, ad una facile possibilità di diffusione fuori del paese verso l’Italia e l’Europa.

Sul filo di un’antica tradizione della pittura italiana che ha visto nei secoli passati guaches napoletane e piccoli oli di vedutisti essere trasportati in tutta l’Europa, come ricordo, da colti e raffinati viaggiatori del “grand tour” e fungere da ambasciatori delle bellezze e dell’arte del nostro paese, così a queste opere di piccole dimensioni è delegato il compito di “poetiche” ambasciatrici della cultura e dell’arte del Venezuela. “Poetiche” anche perché le stesse misure contenute particolarmente si prestano a racchiudere e veicolare contenuti intensamente lirici, offrendosi, più e meglio delle grandi tele spesso vocate a funzioni di rappresentanza, ad una intima fruibilità, ad un’attenzione delicata e personale.

ORLANDO CAMPOS

Lo scultore di stilizzate figure femminili, colpito dall’incanto della baia di Napoli, rende omaggio in un profluvio di oro al golfo e al suo eterno incombente signore: il Vesuvio.

Il fascino di una località di antica bellezza che, come l’eponima sirena, perennemente ammalia e il tesoro delle sue attrattive sintetizzati nella trasfigurazione del paesaggio in luminosità verdeazzurra di preziosa acquamarina incastonata in aureo splendore.

ARNOLDO DIAZ

Maestro di frizzante policromia, abbandona temporaneamente il colore per un’incisiva grafica a china. E’ pausa di intensa riflessione: il tratto si fa nervoso e veloce per delineare figure che si stagliano nella solitudine della città. Reiterazione del tema urbano, edifici e grattacieli a scenario e metafora di incomunicabilità sottolineata dall’essenzialità del segno.

ROSITA GALEA DE FALENA

Acrilici di espressionismo astratto di forte impatto emotivo. Dominante di colore scuro o acceso, sprazzi di luce, pennellate bianche azzurre gialle rosse che lacerano lo spazio come striature di mani…mani…bianche mani che lasciano il segno…

SOCORRO PERAZA

Antiche popolazioni di indios in via di estinzione: tema ricorrente dell’artista rielaborato con inconsuete modalità espressive di superamento della composizione naturalistica a favore di elementi etnici stilizzati con accenni cubisti, picassiani, talvolta addirittura cretesi. Colori intensi e contrastanti, marcature del segno in oro, in bianco, in nero.

Carlos Triana

Angoli remoti e suggestivi della costa e dell’interno del Venezuela di grande effetto naturalistico come volontà di fermare nel tempo, di fotografare, una realtà ancora abbastanza vergine e incontaminata. Piccole barche di pescatori, angoli di marine ombreggiate dalla tipica vegetazione spontanea: uva de playa, strade sterrate di pueblitos con le caratteristiche casette di barro, le cui tecniche rudimentali di costruzione (intelaiatura di canne, fango e intonaco dipinto a vivaci colori) risalgono all’epoca coloniale.

http://galleries.absolutearts.com/galleries/ilramodoro/