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Nobiltà Frusta

Presentato dal Teatro delle Dieci presso il Teatro S. Coassolo di Cantalupa

“Nobiltà Frusta” presentato dal Teatro delle Dieci presso il Teatro S. Coassolo di Cantalupa sabato 28 gennaio 2006 alle ore 21:00.
In scena la compagnia Marianna Torta Morolin, attiva in Alba dal 1991, sotto la guida del regista Massimo Scaglione e il patrocino della Famija Albèisa.
Lo spettacolo sostituisce il programmato “Le Miserie ‘d Monsù Travet”, per impossibilità di un attore a parteciparvi.

NOBILTA’ FRUSTA
di anonimo ottocentesco
Commedia brillantissima in due atti

Regia di MASSIMO SCAGLIONE

Personaggi e interpreti:

Felice Pichet dël Pinton, dei Conti di Ròca Sbarùa Gian Rottaci
Leone Pichet, suo nipote Franco Tibaldi
Cavajer Cornelio Turletti, ricco commerciante Onofrio Coppola
Melania Turletti, sua moglie Maria Teresa Iogna
Eufemia, sua figlia Loredana Cagnasso
Bernarda Pajalunga, sua cognata Patrizia Sugliano
Anastasio Du Pansec, esperto di araldica e bacialé Roberto Massimino

A Torino, negli anni trenta del novecento…

Teatro “S.Coassolo” – Via Roma 25 – Cantalupa (Torino)

sabato 28 gennaio 2006 ore 21.00

Posto unico € 8.00

Il teatro piemontese è ricco dei più tipici «mariagi», vale a dire di quelle commedie che, intorno ad un matrimonio, fanno ruotare tutta una storia paradossale di personaggi assurdi, strampalati, smaniosi di successi e… sistemazioni!
«Nobiltà Frusta» è la tipica commedia ottocentesca, riambientata negli anni trenta, popolata da una famiglia bramosa di accasare una figlia. Come non imbattersi in un nobilastro che a sua volta vuole sistemare un nipote un po’ «inibito»? Attorno a questo incontro ruota tutta una serie di maneggi, di equivoci che rischiano di mandare a monte, non solo il matrimonio della figlia, ma anche quello della languorosa parente zitella che vive in casa.
Come vuole la migliore tradizione, tutto si aggiusterà. Ma l’anonimo autore si diverte a gettare uno sguardo ironico e divertito sulle smanie, sulle permalosità, sui «tic» di tutta una borghesia che mira alto e che riesce a stordire una sospirosa fanciulla, uno sprovveduto spasimante, due genitori vogliosi di «escalation» sociale, una zitella che deve cogliere l’ultima occasione, un nobile che vorrebbe «mangiare tutti i giorni» e un maneggione che vorrebbe togliersi da questo groviglio di situazioni.
Naturalmente l’immancabile lieto fine verrà a salvare, capra e cavoli, come
è nelle migliori tradizioni del teatro comico di fine secolo ottocentesco.

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