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Elena e Achille

I primi due protagonisti di Mitoi la rassegna tutta al femminile dedicata al mito greco

Il Carro dell’Orsa
presenta

ELENA E ACHILLE
I PRIMI DUE PROTAGONISTI DI MITOI, LA RASSEGNA TUTTA AL FEMMINILE DEDICATA AL MITO GRECO

Roma, TEATRO DUE (vicolo dei Due Macelli 37, info: 06 6788259)
Orari: mart- sab ore 21,00, dom ore 17,30, matinée per le scuole ore 10,30
Interi € 15,00, ridotti € 10, scuole € 7,00

Prende l’avvio con Elena e Achille (Roma, dal 1° al 9 marzo, Teatro Due- vicolo dei due Macelli 37, info 06 6788259) MITOI, la rassegna tutta al femminile dedicata al mito greco da un’idea e per la regia di Maddalena Fallucchi. Protagonisti, pertanto, della prima settimana Marta Bifano in Elenatango e Simone Gandolfo La bella morte, entrambi testi di Maddalena Fallucchi. Le musiche di Elenatango sono composte ed eseguite alla fisarmonica da Fabio Ceccarelli, mentre quelle di La bella morte sono di Fabrizio Sciannameo interpretate alla chitarra da Fabio Pappacena.
Figlia di Leda e Zeus, sorella dei Dioscuri (Castore e Polluce) e di Clitennestra, la leggenda la considera la donna più bella del mondo. Giovinetta, la rapì Teseo, ma i Dioscuri corsero in suo aiuto e la riportarono a casa. Talmente tanti erano i pretendenti alla sua mano, che fu necessario organizzare un vero e proprio torneo, il cui vincitore l’avrebbe avuta in moglie. Fu così che si trovò sposa a Menelao, re di Sparta, e fu proprio a Sparta che capitò un giorno l’altrettanto sublimememente bello Paride – Alessandro, figlio di Priamo re di Troia, che se ne innamorò e la rapì. La leggenda narra ancora che Elena gli era stata promessa da Afrodite, che Paride con il suo voto aveva fatto eleggere reginetta in un beauty contest tra dee dell’epoca… E’ anche tristemente nota da allora per essere stata la causa scatenante della Guerra di Troia…Riconquistata, pare, da Menelao, torna a Sparta dove vive, in compagnia del suo sposo, fino alla morte di lui, ma in seguito, scomparso il marito, viene mandata in esilio. Il poeta Stesicoro in un suo canto incolpò solo lei della guerra, e i Dioscuri per punirlo lo resero cieco. Riacquistò la vista, il poeta, quando spiegò nella “Palinodia” che la nave di Alessandro-Paride era naufragata sulle coste fenicie e che il rapitore ne era ripartito portandosi dietro non Elena, ma il suo simulacro: una Elena bella come lei, un doppio fatto di spumeggianti nuvole.