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Spatium 06

Michele Fiore, Gabriella Gorini, Ahu Kanig, Barbara Karwowska, Luigia Spinosa, Sandra Statunato, Mario Stoccuto, Cornelia Stoll, Arturo Tozzi, Francesco Verio

Michele Fiore: “Altrove” (olio su tela) Altrove non e’ aldila’, ma e’ il pensiero profondo che raccoglie i segni e i colori del nostro inconscio. Altrove e’ l’isola dove l’infinito e le diverse dimensioni spazio-temporali, ci consentono l’interpretazione della vita al di la’ dei segni comuni. L’incontro con noi stessi genera una rinascita.

Gabriella Gorini: “Oasi”- (olio, acrilico su tela) Un viaggio attraverso uno spazio sospeso e senza tempo dove incontriamo oasi popolate di figure solitarie e rosse palme vellutate. La base delle palme e’ a forma di uovo, che diventa radice e superficie. L’uovo e’ contenitore e origine di tutto.

Ahu Kanig : “Senza Titolo” (olio su tela) Hai trovato? O stai cercando ancora un altro punto interrogativo?Quello che vuoi togliere strappando questo tuo secondo io. Blu..Rosso…
Tutti i colori del sole? Hai diviso con la tua anima gemella in 2, in 4…
Non puoi raggiungere…Lascia scivolare via le gocce di acqua lascia, solo e prima che raggiungano il mare.Rimani ad osservare al buio con il picco del sole che riscalda
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Barbara Karwowska : ”Separati” (olio su tela) di grande dimensione, realizzato durante le prove di uno spettacolo teatrale. I personaggi raffigurati sono due attori posizionati uno di spalle all’altro come a sottolineare i rapporti difficili e duri tra l’uomo e la donna; il loro sguardo coglie l’osservatore con immediatezza quasi gelida. I colori profondi e il denso ambiente cromatico ne accentuano la forza espressiva, cosi’ come i graffi che solcano la materia pittorica intensificano la tensione della scena.

Luigia Spinosa : “C’e’ speranza”- “Voglio volare” (olio su tela) Il suo lavoro analizza la profondita’ dell’animo umano che si trova in bilico tra bene e male, tra cio’ che e’ possibile avere e cio’ che nemmeno si puo’ sperare. Le due opere rappresentano la volonta’ dell’uomo di affrontare la vita con speranza, anche in momenti di abbandono. L’uomo cerca cosi’ di ”mettersi le ali”.

Sandra Statunato : “Condominio” -Affascinata dalla natura, coglie gli aspetti piu’ significativi a secondo del momento vissuto in quell’istante. Vulcani, alberi, distese coltivate, onde, isole, paesi reali e surreali. Spesso li coniuga e li inserisce tutti insieme, come se da una finestra si potesse guardare fuori un mondo ricco di forme, sfumature e forti colori. A volte come un cartone animato, a volte senza giuste proporzioni, ombre, luci e prospettive falsate riflettono un ‘’se”’ fatto di una continua ricerca di equilibri e verita’, ma anche di sogni irrealizzabili.

Mario Stoccuto: “Ingerenze femminili”- “Gita in barca”. Pittosculture su tavola. Opera concettuale, il pensiero della donna si insinua in quello dell’uomo; la natura femminile, come un’ingerenza, distoglie l’uomo dal suo pensiero, caratterizzandolo sia in bene che in male. Il suo lavoro e’ improntato sull’eclettismo passando dalla pittoscultura al paesaggio e al figurativo fantastico e movimentato.

Cornelia Stoll: “Mani” - (bronzo su base di marmo). Diplomata all’Accademia di Belle Arti di Monaco, vive e lavora in Italia. Stoll espone per la prima volta una serie di piccole opere in bronzo. Il soggetto e’ costituito dalle mani, qui presentate in vari atteggiamenti e gesti a volte quotidiani a volte simbolici, esprimendo, nel loro agire delicatezza, forza
accoglienza.

Arturo Tozzi : “Grammatiche della creazione” - fotografia digitale su forex.
Un lavoro tra arte e scienza. I soggetti sono dei cervelli in attivita’ che campeggiando sullo sfondo nero, presentano delle zone colorate; queste sono le parti che si attivano nel cervello quando proviamo delle emozioni. Le moderne tecniche computerizzate di esplorazione della psiche dimostrano al di la’ di ogni dubbio che le sensazioni umane, quali odio, amore, istinto materno, esperienze religiose, si possono ricondurre a reazioni biochimiche che avvengono all´interno della scatola cranica.Ciononostante l´intelletto umano continua ad interrogarsi sull´enigma del nulla e del silenzio.Una volta compresa ed accettata la natura organica delle nostre sensazioni, la speranza di una vita al di la’ di quella biologica e’ riposta nella capacita’ di sognare, di emozionarsi, di progettare un futuro impossibile.

Francesco Verio: “Metafora surreale” (olio su tela) Opera che viene esposta per la prima volta e fa parte di una serie, il cui elemento principale e’ rappresentato dalla sedia. In questa grande tela piovono dal cielo improvvisamente una serie di sedie sospese da sottili fili, caos e armonia dominano questa scena drammatica e teatrale. Munito di linearita’ culturale e intellettuale, dotato di un grande talento di artista,Verio riconquista alla pittura il quotidiano, ma crea figure delicate e orribili giocando coi semplici gesti delle persone per trasformarle in stravaganti simboli: il naturale diventa grottesco. Verio affida alla figura umana, nella sua drammatica essenzialita’ interiore, la forza espressiva del suo cromatismo, che poco concede all’ edulcorazione e al decorativo. Violenta diviene, per reazione, l’espressivita’ del soggetto rappresentato che addolora e profondamente commuove…

L’Atelier
via Tito Angelini, 41- Napoli

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